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Ilaria Boniburini
Il "diritto alla città" su Eddyburg
16 Maggio 2013
2012 Urban Social Forum Napoli
Redatta in occasione del 2° Forum Sociale Urbano (FSU) (Napoli, Italia, 3-7 settembre 2012), alternativo al VI Foro Mondiale Urbano (FMU) di ONU-Habitat, questa visita guidata raccoglie i principali articoli, saggi e testi pubblicati su .eddyburg.it, aggiornati all'agosto 2012 e relativi al tema. [Il riediting è ancora incompleto]

Percorso attrezzato :
1 . Principi: Henry Lefebvre, David Harvey, Edoardo Salzano
2 . Eventi: conferenze, leggi e documenti
3 . La Scuola di Eddyburg
4. Sezioni dalla mappa di Eddyburg ériediting in corso]

1. Principi

Da quando Eddyburg è nato, ha non solo raccolto, ma contribuito a far evolvere la cultura urbanistica attraverso il dialogo delle diverse e complesse tematiche che ruotano intorno all'abitare. Il diritto alla città è il diritto alla vita urbana, all’abitazione, ai luoghi dell’incontro e dello scambio, ai tempi e ai ritmi necessari per un uso pieno dei luoghi e delle opportunità. La sua realizzazione «richiede una scienza capace di comprendere la città, un’urbanistica orientata ai bisogni sociali e una forza politica e sociale capace di metterle in atto».

Tra i principi che eddyburg.it assume a cardine della propria azione c’è “la consapevolezza del carattere eminentemente comune, collettivo, pubblico della città (e dell’intero territorio urbanizzato) nel suo insieme e nelle sue componenti più significative, riassumibile nell’espressione “città come bene comune”, e del diritto di tutti gli abitanti presenti e futuri di goderne l’uso e di condividerne la responsabilità, riassumibile nell’espressione “diritto alla città”.Eddyburg al Forum sociale urbano 2012.

Il diritto alla città è uno slogan, ma è anzitutto il titolo di un libro, scritto dal sociologo francese Henry Lefebvre: “Droit à la ville.” Un libro che ha agito molto nelle coscienze.
Il libro di Lefebvre indicava le due componenti essenziali del “diritto alla città”: il diritto per tutti di appropriarsi della città, di usarla senza esclusioni né preclusioni, e il diritto di tutti a partecipare alle decisioni circa le sue trasformazioni, il suo governo.> Urbanistica e pianificazione > Scuola di Eddyburg > Scuola estiva 2008 > Letture consigliate 4. Henri Lefebvre, Livelli di realtà e analisi ;

Dopo una lunga eclissi lo slogan diritto alla città di Henri Lefebvre è stato reinterpretato anche dal del geografo marxista David Harvey Diritto alla città, secondo Harvey :“Il diritto alla città non è soltanto un diritto all’accesso di quanto già esiste, ma il diritto di cambiarlo. Noi dobbiamo essere certi di poter vivere con le nostre creazioni. Ma il diritto di ri - fare sé stessi attraverso la creazione di tipi qualitativamente differenti di socialità urbana è uno dei più preziosi diritti umani” .

“Rivendicare il diritto alla città nel senso che qui intendiamo significa rivendicare una forma di potere decisionale sui processi di urbanizzazione e sul modo in cui le nostre città sono costruite e ricostruite, agendo in modo diretto e radicale.” “La città è il luogo dove ricostruire le relazioni sociali e le relazioni ambientali che sono state spezzate: che tipo di persone vogliamo essere?” Rivoluzione urbana

2. Eventi

Si è molto discusso , si è scritto e parlato spesso di diritto alla città su Eddyburg , nella sua Scuola estiva e negli eventi internazionali che Eddyburg e Zone onlus hanno contribuito a organizzare negli ultimi anni, soprattutto sull’impostazione originaria di Henry Lefebvre e sui successivi approfondimenti ed estensioni del termine nonché sulla stretta connessione dell’espressione lefebvriana con la più recente tematica dei “beni comuni”.

Il tema della “città come bene comune” è infatti al centro di una concezione di una nuova urbanistica e di una nuova coesione sociale, e come obiettivo dei conflitti urbani. “La “città come bene comune” è una città che si fa carico delle esigenze e dei bisogni di tutti i cittadini, a partire dai più deboli. È una città che assicura a tutti i cittadini un alloggio a un prezzo commisurato alla capacità di spesa di ciascuno. È una città che garantisce a tutti l’accessibilità facile e piacevole ai luoghi di lavoro e ai servizi collettivi.” La città come bene comune Relazione di Edoardo Salzano al seminario internazionale “Quale futuro scegliamo: la metropoli neoliberista o una città comune e solidale?”, European Social Forum, Malmö, 19 settembre 2008.L’iniziativa sulla città al Forum sociale europeo, promossa da Eddyburg.it, Zone Onlus e da alcune strutture della Cgil, ha avuto l’obiettivo di promuovere una collaborazione internazionale tra movimenti, organizzazioni, gruppi e associazioni per comprendere gli effetti delle politiche neoliberiste, le ripercussioni del modello di sviluppo della città ultra-liberale , e le tendenze per costruire delle azioni capaci di contrastare le problematiche emergenti individuate. Di seguito trovate gli interventi e la relazione finale Urbanistica e pianificazione > Eventi > European Social Forum 2008 La città come bene comune. gruppi etnici e sociali insieme per costruire una città vivibile;

Già nel 2007 l'associazione Zone onlus ha organizzato, nell'ambito del World Social Forum; un convegno dal titolo: “La città come bene comune. Quale futuro per i quartieri informali?”.

Di seguito potete trovare i testi delle conferenze:Urbanistica e pianificazione > Eventi > Word Social Forum 2007, Nairobi;

Nella relazione introduttiva al convegno “Case senza gente gente senza case, Roma, 10 novembre 2008 Paolo Berdini, focalizza i problemi della capitale sottolineando come in Italia “ si è ancora in pochi parlare di beni e interessi comuni. Ma il cambiamento è nelle cose.” Urbanistica pubblica e futuro delle città Urbanistica e pianificazione > Eventi > Case senza gente, gente senza casa;

La nuova idea di città che sta emergendo è un’espressione semplice e comprensibile, un concetto al quale implicitamente rinviano tutte le vertenze urbane : occorre che la città, e anzi l’intero habitat dell’uomo, sia considerato un bene comune. Nel convegno, Città bene comune, vertenza europea organizzato dalla Rete Camere del lavoro-CGIL, Eddyburg.it, Zone onlus, e dalla facoltà di Pianificazione del Territorio dell’Iuav, a Venezia, il 24 novembre 2008, il diritto della città emerge attraverso l'esame delle molteplici connessioni.

Il modello neoliberista si manifesta, nella città e nel territorio, in gravi forme di esclusione fisica, economica e sociale che provocano disagio generalizzato e frammentazione del tessuto urbano e sociale, minando il significato stesso di città. Il convegno affronta alcuni temi, oggi centrali, per provare a dipanare questa complessità e dai quali possiamo partire per ricominciare a riflettere e far convergere saperi ed esperienze provenienti dai diversi campi. Qui i testi > Urbanistica e pianificazione > Eventi > Città bene comune, vertenza europea si segnalano:Città e lavoro, le due vittime del neoliberismo di Oscar Mancini;Seconda sessione:L'Italia nella morsa del neoliberalismo straccione Ilaria Boniburini; La città, luogo delle espulsioni e delle segregazioni Paola Somma; Realtà e prospettive per il problema della casa Mauro Baioni.

Nella proposta di legge di Eddyburg, presentata al Senato e alla Camera, ”Principi fondamentali in materia di pianificazione del territorio” nel 2006, all'articolo 4 si parla, appunto, di diritto alla città e all'abitare, quale nuova espressione dell'allargamento della sfera della dignità umana: diritto universale..”

La pianificazione assicura che l’impiego delle risorse territoriali non ne comprometta la consistenza. La loro utilizzazione è garantita in condizioni equivalenti a tutti i cittadini, in riferimento ai diritti fondamentali all’abitazione, ai servizi, alla mobilità, al godimento sociale delle risorse territoriali ed ambientali e del patrimonio culturale, alla dignità umana nonché al diritto di proprietà” La legge di Eddyburg in Parlamento Nomos Basileus – La legge sovrana Maria Pia Guermandi.

Dal Consiglio d’Europa (maggio 2008) un nuovo Manifesto europeo sulle questioni della città Carta urbana europea II - Manifesto per una nuova urbanità qui il testo.

3. Scuola di Eddyburg

Già dalla prima edizione, che ha trattato lo sprawl urbano e il consumo di suolo, è nata una proposta di legge che ha contribuito a far emergere il consumo di suolo come una questione centrale, anche in Italia , per la qualità del territorio e la vita che su di esso si svolge.
Le edizioni successive hanno interessato e svolto le tematiche del governo pubblico della città, del paesaggio, degli spazi pubblici come “bene comune”; nel 2010 e 2011 la scuola ha affrontato il rapporto tra l’urbanistica e l’economia parlando della rendita immobiliare e dello sviluppo economico attuale finalizzato alla produzione di merci e denaro.
Tutte le tematiche trattate hanno concorso alla formazione di concetti inerenti il diritto alla città in particolare :
Urbanistica e pianificazione > Scuola di Eddyburg >Scuola estiva 2006
“Casa, trasporti, ambiente: la costruzione pubblica della città. “

ll finanziamento della città pubblica di Roberto Camagni,

Scuola estiva 2008 > Le lezioni
“Ma dove viviamo? Che fare per rendere le città più vivibili"

1.Richard Sennett, La fine della cultura . Elisabetta Forni, La crisi dello spazio pubblico urban.o Antonietta Mazzette, Trasformazioni urbane e vissuti delle donne . Henri Lefebvre, Livelli di realtà e analisi . Antonietta Mazzette. Quali politiche urbane per quali effetti sociali.

Si segnalano alcuni interventi che apportano al tema del diritto della città decodificazioni di concetti e analisi urbane:

Parole della città Ilaria Boniburini, Urbs, civitas, polis Edoardo Salzano, Il disagio di “vivere insieme” nella città contemporanea Giovanni Caudo, Vivibilità, ghetti, recinzioni Paola Somma:

Scuola estiva 2009 "Gli spazi pubblici: declino, difesa, riconquista". L’attenzione allo spazio pubblico della città travalica gli aspetti tecnici e progettuali per acquistare un significato più ampio. Il progressivo declino dell’uomo pubblico ha fatto smarrire la consapevolezza del diritto alla città e della necessità e possibilità di concepire e realizzare la città come un bene comune.

Intendere la “città come bene comune” significa pensare la città come il luogo dove le esigenze e i bisogni dei suoi abitanti sono garantiti, dove è possibile accedere senza difficoltà ai servizi essenziali, dove è piacevole incontrarsi, dove le iniziative culturali consentono di emanciparsi dal pensiero unico ed elaborare un pensiero critico. Significa riconoscere l’esistenza di un “diritto alla città”, oggi non garantito. Richiede uno sforzo di pianificazione affinché le attrezzature di interesse collettivo siano previste in quantità adeguate e localizzate in modo opportuno. Comporta un investimento collettivo, affinché siano gestite con cura e continuità nel tempo, senza che ciò significhi piegare a logiche finanziarie ciò che deve misurarsi in termini di equità, benessere e felicità. La città, la società, gli spazi pubblici Edoardo Salzano;
La lotta per una quantità e qualità adeguata degli spazi pubblici ha avuto un suo momento significativo, in Italia, nella faticosa conquista degli “standard urbanistici”, ma vuole allargarsi oggi ad altri elementi e altre esigenze; del resto, fin dagli anni sessanta la vertenza per i servizi e gli spazi pubblici si è saldata, diventando tutt’uno, con quella per “la casa come servizio sociale” e quella per il “diritto alla città”.

Le parole. Città e potere. Spazio/Sfera pubblico/a e privato/a. Diritto alla città Ilaria Boniburini;Lezione di Paola Somma;L'esperienza quotidiana della vita in città Elisabetta Forni; Un mondo di cose in comune Giovanni Caudo;Rimettere lo spazio pubblico al centro dell'attenzione Mauro Baioni;Perché rinunciamo alla città pubblica? Le ragioni di un alibi operativo Giorgia Boca; Lo spazio pubblico in alcune recenti trasformazioni urban eLa città, la società, gli spazi pubblici Il convegno conclusivo.

Negli anni del welfare urbano gli spazi pubblici hanno costituito l’obiettivo di significative lotte sociali, spesso coronate da successo. Oggi essi sono l’oggetto di fenomeni preoccupanti di degradazione, esclusione, commercializzazione, privatizzazione. Ma sono anche sempre più spesso l’obiettivo di azioni sociali per la loro difesa. In Italia e in Europa cresce il numero dei comitati, dei gruppi, delle associazioni, spesso tendenti ad aggregarsi in reti più ampie, per la loro difesa e promozione. Tra essi è presente, da alcuni anni, una Rete delle camere del lavoro – Cgil che è diventata protagonista, a livello nazionale e internazionale, della riflessione sull’attuale condizione urbana e, in molte città italiane, di azioni di stimolo e collaborazione per una migliore vivibilità ed equità per tutti gli abitanti.

Scuola estiva 2010 “Urbanistica ed economia . La rendita urbana sui suoi meccanismi così determinanti per la città e la sua appropriazione privata “ Parole per ragionare sulla rendita Edoardo Salzano, La rendita urbana. Le nozioni fondamentali Roberto Camagni, Sono gli uomini a fare le città, poi sono le città a fare gli uomini Fabrizio Bottini:

Scuola estiva 2011«Oltre la crescita. Dopo lo "sviluppo"»

Alcuni capisaldi: economia, città, territorio, rendita e sviluppo.

L’equità e la questione distributiva in una prospettiva di giustizia sociale sono alla base di un altro concetto importante, il “bene comune”, che in questi ultimi anni ha visto una crescente elaborazione concettuale e un ampio consenso tra moltissimi movimenti che si battono per una società più giusta e un ambiente più sano,. Molti sono i libri usciti in questi ultimi due anni sul tema. Letture introduttive

Per una definizione chiara e l’analisi del problema che si pone alla cultura e alla società di oggi si legga Ugo Mattei, Beni comuni. Un diritto alla libertà oltre lo stato e il mercato. Per una genealogia del termine invitiamo anche a leggere i due articoli di Piero Bevilacqua, Il racconto dei beni comuni e di Ugo Mattei Forme del diritto. Breve genealogia dei beni comuni .

Per un approfondimento segnaliamo La società dei beni comuni, un utilissimo libro curato da Paolo Acciari (di cui potete leggere in eddyburg la recensione di Carla Ravaioli) ; I beni comuni ripensano la democrazia in cui Cacciari spiega come alcuni gruppi hanno cominciato a rivendicarne l'uso; infine segnaliamo gli articoli di Ugo Mattei Beni Comuni, e Beni Comuni. Il sipario aperto dal potere del noi. Last but not least, il libro di Giovanna Ricoveri Beni comuni vs merci; un assaggio di quest’ultimo lo trovate in un’intervista all’autrice.

Lungo la linea rossa: contraddizioni e conflitti Mauro Baioni, Beni comuni vs capitalismo; paradigmi a confronto Giovanna Ricoveri, Parole e concetti. “Sviluppo”: origine, egemonia e decadenza di una credenza Ilaria Boniburini.

4. Sezioni della mappa :

Città e territorio > Temi e problemi > Spazio pubblico

Eddyburg ha una visione molto ampia dello spazio pubblico nella città, e una percezione molto viva dei rischi che esso corre. lo spazio pubblico ha il suo punto di partenza nell’archetipo della piazza, si estende all’insieme dei luoghi finalizzati alle necessità comuni, e permea l’intera concezione della “città come bene comune” Nella sezione Città e territorio > Temi e problemi > Spazio pubblico si trovano articoli che forniscono ulteriori aspetti inerenti i beni comuni e sul diritto alla città :

Le idee del Nobel per l'economia. Elinor Ostrom e la rivincita delle proprietà comuni;Un contributo al libro La società dei beni comuni. Una rassegna , a cura di Paolo Cacciari, edito da Ediesse e Carta, Roma 2010. Habitat bene comune .

Il nuovo ruolo dei conflitti di strada e di piazza nel processo di trasferimento della ricchezza dai poveri ai ricchi, peculiare della fase attuale del capitalismo. Saskia Sassen: Con i riots la storia volta pagina Spazio pubblico, beni comuni, diritto alla città, nuove forme di partecipazione e organizzazione politica. Si riallacciano fili interrotti almeno dagli anni ’70 Ascoltando Macao Guido Viale, Ancora una recensione all'ultimo libro di David Harvey, nell’ottica di uno dei punti di vista della sinistra italiana. Ma cosa sono i beni comuni? E.Grazzini .

Città e territorio > La città: quale futuro?

La storia ci insegna che spesso gli esclusi e i deboli sono un importante fattore nello sviluppo di nuove fasi storiche A mano disarmata nelle metropoliSassen, Saskia 2005. Una mappa delle politiche e delle pratiche «del cambiamento», alternative possibili al modello liberista.

Sul libro di Agostino Petrillo, Villaggi, città, megalopoli, Carocci. “Nelle metropoli del nord e del sud del mondo vengono cancellati gli spazi pubblici e tracciati i nuovi confini che le sezionano secondo criteri razziali, di classe”Occhi puntati sugli slums del pianeta (2006)

Una approfondita – e partecipata – recensione all’ultimo libro di Paolo Perulli: “La città: la società europea nello spazio globale”.Appunti per la città del prossimo futuro Gregotti Vittorio, 2007

«La città (certamente in nuove forme) resta, magari nella forma della città delle reti o forse anche delle reti di città dell'arcipelago, il luogo dell'incontro, nell'epoca attuale della solitudine e della paura» ma anche il luogo dell'utopia. Ma che forma di governo (o di "governance"), e quale forma di società è possibile, si domanda Perulli, in questi insieme di reti? Sono le "città mondiali" di Saskia Sassen, con i loro centri finanziari molto più simili a centri di produzione che a shopping mall o sono le "città regioni" o gli arcipelaghi urbani? La scomparsa della città fisica, la libertà dallo spazio in quanto "città dei bits", città virtuale, sostenuta da W. J. Mitchell (la città dei non luoghi in cui sono parcheggiati i rifugiati del pianeta), l´abitare i flussi che fa dell'esule una figura esemplare, esclude il cittadino in quanto titolare non solo dei doveri civili e diritti politici, ma anche come "homo faber".

Prosegue il dibattito sul “che fare” per invertire la devastante tendenza in atto, nel mondo e in Italia. Tre cose da fare per partire dalle città. Ambiente e poteri forti nella città Paolo Berdini, 2010

Il decalogo di Italia Nostra per una buona urbanistica, nel segno di Antonio Cederna. Dieci regole per salvare la città Vittorio Emiliani.2011
In realtà, la frammentazione dello spazio urbano e la delimitazione di zone destinate all’insediamento esclusivo di ben precisi gruppi di popolazione sembrano essere diventate, in ogni parte del mondo e ad ogni scala dimensionale, le modalità principali del disegno e del governo del territorio alla cui realizzazione attivamente contribuiscono accademici e amministratori, architetti e investitori. La città dell’ingiustizia. Politiche urbanistiche e segregazione Paola Somma 2011
È indispensabile invece che la città sia, o torni a essere, “inclusiva”. “La ‘città inclusiva’ è il luogo dove a chiunque, indipendentemente dalla condizione economica, dal genere, dall’età, dalla razza o dalla religione, è per- messo partecipare produttivamente e positivamente alle opportunità che la città ha da offrire.” (Unchs, 2000).La città inclusiva

La lotta all’esclusione e il rafforzamento dell’inclusione richiedono politiche urbane, economiche e sociali all’interno delle quali sia chiaramente posta la questione del diritto alla città: politiche integrate in cui i temi della povertà, delle condizioni insediative, delle opportunità di reddito siano affrontati congiuntamente, come si usa dire, in maniera integrata.

Una buona sintesi della magistrale lezione di David Harvey sulle radici economico-sociali dell’attuale condizione urbana. I predatori metropolitani
Sandro Mezzadra 2012;

Rivendicazione del «diritto alla città», che come afferma Harvey è un «significante vuoto»: «rivendicare il diritto alla città è, in realtà, rivendicare il diritto a qualcosa che non esiste più (ammesso che sia mai esistito)». È rivendicare un «diritto mirato», che non può esistere cioè all'infuori dell'individuazione dei suoi soggetti e dalla materiale produzione di una nuova «città», di un nuovo luogo comune di cooperazione, uguaglianza e libertà: «il diritto alla città contro il capitalismo», si potrebbe allora dire rovesciando il titolo di questo libro.

Un complesso studio a molte voci proposto dalla prestigiosa Lancet, giugno 2012, sottolinea se necessario l’indispensabile interdisciplinarità dell’approccio ai sistemi urbani La città fa bene a tutti, se ci badano Fabrizio Bottini.2012

Edoardo Salzano

Il diritto alla città negli scritti di Edoardo Salzano :“ la città non è comprensibile se non si tiene sempre presente lo stretto legame tra le sue tre dimensioni, “ urbs, civitas, polis”, la città come sistema di strutture fisiche, di relazioni sociali, di capacità politica”

Pubblico e privato nella pianificazione del territorio
Relazione svolta al seminario “Pubblico e privato nel governo del territorio”, Dipartimento di urbanistica e pianificazione territoriale dell’Università di Firenze, 31 maggio 2007; La città, l’urbanistica e il lavoro.2007 ; Lezione sulla pianificazione Il testo dell'intervento al Città Territorio Festival, Ferrara 19 aprile 2008;Continua il grande furto Prosegue senza sosta la privatizzazione di tutto ciò che è pubblico. Continuano a smantellare senza pietà il patrimonio comune degli italiani. Nel silenzio di tutti. Dl 25/6/2008, n. 112; La qualità della città pubblica Relazione al seminario "Standard di qualità e perequazione. La qualità della città pubblica", Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria, 9 dicembre 2008 ; La città, la comunità, gli spazi pubblici lectio magistralis con cui si è inaugurata, il 16 aprile 2009, la seconda edizione del Città Territorio Festival di Ferrara ; Crisi dello spazio urbano o fine (morte) delle città?; Relazione di apertura della IV sessione (24 febbraio 2010) del convegno “Ma cos’è questa crisi”, Le Settimane della Politica, II edizione; Città pubblica e città privata: equilibrio o sopraffazione? Intervento al convegno “Paesaggio bene comune” organizzato dal movimento “Stop al consumo di territorio” e dal comitato “Non grattiamo il cielo di Torino”, 17 aprile 2010 ; Dualismo urbano. Città dei cittadini o città della rendita 2011; I diritti e la città testo rivisto della conferenza nel ciclo “Le città in evoluzione”, Palazzo Ducale, Genova 25 novembre 2011; Diritto alla città, ieri e oggi Testo della relazione di apertura di un seminario del dottorato in Pianificazione territoriale e urbana, Università di Roma, La Sapienza (8 marzo 2012); Personaggi. Edoardo Salzano Intervista rilasciata a Guido Ferrara su urbanistica e paesaggio. Paysage - Architettura del paesaggio , n. 26, maggio-settembre 2012.

Nel segno del diritto alla città : due esperienze
Ricerca di applicazione al caso concreto di Firenze di alcuni principi dell’urbanistica, a partire da Henry Lefebvre. Nella trasformazione urbana uno dei conflitti più importanti e decisivi è quello tra i valori d’uso del suolo ed i valori di scambio, in altre parole fra chi considera la città un luogo della vita quotidiana, all’interno del quale rispondere ai propri bisogni e desideri, e chi invece la interpreta come una proprietà privata da cui trarre una rendita e un settore di investimento di capitali da cui trarre profitto. I processi di urbanizzazione guidati dalle logiche di valorizzazione immobiliare, sono responsabili della produzione di gran parte dei problemi urbani che ci troviamo ad affrontare: la segregazione funzionale, la perenne questione abitativa, la progressiva scomparsa dello spazio pubblico, la mancanza di luoghi non mercificati per la socializzazione, l’elaborazione culturale e l’espressione artistica

Urbanistica e pianificazione > Tesi, ricerche, dissertazionil diritto alla città e la pianificazione urbanistica. Proposte per Firenze, e non solo. Maggio, Marvi (26.07.2009)

Dall'Argentina: un’esperienza di partecipazione per l’abolizione delle barriere all’accesso al bene comune urbano. Rosario, vince il movimento per il diritto alla città Adriana Goni Mazzitelli.
I percorsi avviati dai movimenti di Rosario sono piuttosto chiari: dalla terra come merce alla terra come bene comune inalienabile, dal mercato dei monopoli al diritto all’abitare, dai latifondi speculativi alla democratizzazione della terra con finalità produttive, dai centralismi tecnocratici alla pianificazione partecipativa.

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