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Giancarlo Consonni
Consonni, da "In breve volo"
10 Agosto 2004
Poesie
Giancarlo Consonni ha scritto poesie soprattutto nella sua lingua, il brianzolo di Verderio (per gli amici foresti, la Brianza è una regione della Lombardia).Poche in italiano. Queste (le ho scelte nel libro G. Consonni, In breve volo , All’insegna del pesce d’oro di Vanni Scheiwiller, Milano 1984), mi sembrano bellissime. Forse anche perché vi riconosco echi di altri poeti che amo: l’Ungaretti dell’Allegria , Montale, gli autori degli Haiku. (E di altri pittori: è facile pensare a De Pisis e a Morandi). Qui accanto, una sua composizione

Reggono ma per poco

gli sguardi amorosi,

cincie presto buttate

a saggiare i dirupi.

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Nulla scompone l’agave.

Urge dentro

l’unico fiore.

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Il respiro giusto

nel tempo assegnato.

Altro non è dato sapere

di chi ha costruito i sentieri.

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Oltre i terrazzi il ponentino

soffia nei pini

passi di danza.

I cipressi sono già sulle punte.

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Tace il ramarro.

Urla il suo verde.

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Non si mostra

il gatto selvatico.

Dalle forre

inarca

lamenti d’amore.

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Sull’acqua

si accoccola appena.

Vento o mare il gabbiano

sa l’arte

di farsi cullare.

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Come per accordo

con la signora

dell’ombrellone accanto

ci salutiamo

un anno sì un anno no.

Non si può

chiedere tutto

all’estate.

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Stare presso.

Questo

a noi è concesso.

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