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Urbanisti italiani: "Salvate la Baia"
8 Febbraio 2005
Il Carso
Il Piccolo del 6 febbraio 2005 ha pubblicato con evidenza le lettera al presidente della Regione Friuli – Venezia Giulia e al sindaco di Duino Aurisina a proposito della Baia Sistiana.

Rendete la Baia di Sistiana inedificabile. Una ventina di urbanisti e architetti italiani, docenti alla Sapienza di Roma o al Politecnico di Milano, più il capogruppo dei Verdi in consiglio comunale a Milano, più la vicepresidente della Provincia di Roma, in taluni casi vicini al Wwf, hanno scritto una lettera al presidente della Regione, Riccardo Illy, e al sindaco di Duino Aurisina, Giorgio Ret. Contrastano il fatto che in «un luogo di assoluta eccellenza per la bellezza del paesaggio, ai primi posti di una possibile classifica nazionale» si faccia «un pesante insediamento carico di grandi cubature edilizie, non giustificabile con la mistificatoria accezione di ’’sviluppo’’ turistico».

Parole dure per rifiutare insediamenti: «Anni di tentativi dimostrano che non esistono le capacità imprenditive in grado di realizzare un intervento di turismo qualificato e pienamente sostenibile, quale quello prefigurato dal Prg del 1997/2000 - dice il documento - , e che l’unico destino possibile della Baia, se la sua utilizzazione è determinata dagli interessi economici dei proprietari, è la sua distruzione». Secondo gli urbanisti (fra cui vi è Edoardo Salzano dello Iuav di Venezia, autore del Prg di Duino Aurisina), «per evitare che la Baia diventi un quartiere residenziale anonimo o un villaggio turistico squalificato, l’unica possibilità è conservare la Baia così com’è. Siamo veramente allarmati - proseguono -, riteniamo pienamente condivisibili le prese di posizione di Wwf e Italia nostra e, al contrario, sorprendenti e incomprensibili le adesioni delle autorità regionali e comunali al progettato intervento di privati: tanto da volersi opporre in Consiglio di Stato, appunto insieme ai proprietari, contro la sentenza del Tar che accogliendo il ricorso di Wwf e Italia nostra, ha annullato l'autorizzazione paesaggistica e la concessione edilizia regionale per il cosiddetto modellamento nell'ex cava». I firmatari chiedono che si preservi l’uso «naturale» del sito, che si fermino i lavori nella cava, che «si promuovano immediatamente le procedure per stabilire con assoluta chiarezza il vincolo di inedificabilità totale e di intangibilità».

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