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Campane a morto per Baia Sistiana
27 Dicembre 2006
Il Carso
Secondo le peggiori previsioni, un quartiere periferico di Trieste sorgerà al posto della Baia Sistiana. La coraggiosa denuncia del WWF, unico guardiano del paesaggio giuliano

Baia di Sistiana. Il WWF: “Manca un disegno per lo sviluppo sostenibile del territorio. Regione e Comune di Duino-Aurisina proni agli interessi della rendita immobiliare.”

“Miope e appiattito sugli interessi della speculazione immobiliare”. Così il WWF giudica l'atteggiamento del Comune di Duino-Aurisina, dopo il parere positivo della Commissione Edilizia Integrata sul progetto relativo agli interventi nella cava di Sistiana.

Il progetto, firmato dagli arch. Francesco Luparelli e Barbara Fornasir, contiene sostanziali modifiche rispetto a quanto previsto nel piano particolareggiato. Addossati al fronte della cava e nel finto villaggio previsto attorno alla darsena artificiale (che dovrebbe essere realizzata scavando il piazzale antistante la cava) sorgerebbero infatti 342 alloggi destinati a “residenze turistiche”. Cambia quindi destinazione d’uso e diventa “residenza turistica” il grande albergo previsto dal piano (e ampiamente pubblicizzato dalla proprietà), mentre nel finto villaggio troveranno posto un piccolo hotel con sole 54 stanze ed ancora altre “residenze turistiche”, contornate da verde privato.

Molti aspetti importanti del progetto sono descritti in termini solo indicativi: tinteggiature, materiali, particolari architettonici degli edifici, specie di essenze vegetali previste per il verde ornamentale, ecc.

Il finto “villaggio” sul fondo cava non è più qualificato come “istro-veneto”, ma gli edifici presentano comunque elementi tipologici (bifore, archi, ecc.) incongrui rispetto all'architettura tradizionale dei luoghi.

Vengono enunciati, a mero titolo di “principi”, il recupero delle acque piovane per usi antincendio, l'irrigazione e lo scarico dei water, come pure l'utilizzo della geotermia per il riscaldamento, senza alcun riferimento preciso nel progetto (l'argomento è rinviato a stadi progettuali successivi). Anche l'impianto fognario è presentato a livello di schema di massima.

Ce n'era insomma abbastanza, secondo il WWF, perché la Commissione edilizia decidesse – come la rappresentante indicata da WWF e Italia Nostra ha chiesto ripetutamente, ma invano - di rinviare il giudizio, richiedendo sostanziali integrazioni (e/o modifiche) del progetto. Nulla di tutto ciò: su indicazione del Sindaco, tutti i componenti della Commissione hanno “disciplinatamente” espresso parere favorevole. Unico voto contrario, quindi, quello di WWF e Italia Nostra.

Non è certo la prima volta che il Comune di Duino-Aurisina dà prova di totale appiattimento nei confronti degli interessi dei proprietari della Baia (imitato in questo, peraltro, dalla Regione). Stavolta però si è giunti al limite del servilismo.

Si aggiunga che, come di consueto, i componenti della Commissione hanno appreso l’ordine del giorno della seduta (vale a dire l’esame dei progetti edilizi in cava) il giorno stesso della medesima e non hanno quindi avuto il tempo sufficiente per un esame approfondito degli elaborati. Non è stata fornita neppure una relazione istruttoria sul progetto da parte degli uffici comunali. Un ulteriore esempio di gestione scellerata delle competenze in materia di tutela del paesaggio, che il Comune di Duino-Aurisina persegue ormai da anni, nella più completa inerzia della Regione che tali competenze ha ceduto ai Comuni (e si appresta a cederne altre con la riforma della legge urbanistica). Unica voce, finora, a denunciare questo andazzo scandaloso, quella del WWF e di pochi altri ambientalisti, nel più completo silenzio da parte del mondo delle professioni e della cultura, evidentemente in tutt’altre faccende affaccendato.

“La Regione Sardegna – osserva Dario Predonzan, responsabile territorio per il WWF Friuli Venezia Giulia - con il presidente Soru ha messo fine ad anni di grande disordine nella gestione delle aree costiere, varando il nuovo Piano Paesaggistico Regionale, uno strumento che garantisce un’adeguata tutela del territorio regionale e delle coste in particolare, in un’ottica di sviluppo di un turismo di elevata qualità. In Friuli Venezia Giulia la Regione di Illy asseconda invece – in assenza di un piano paesaggistico - modelli di sviluppo da anni ’60, promuovendo in ogni modo la costruzione di grandi complessi di appartamenti sulla linea di costa.”

“Mentre cresce la richiesta di un turismo di qualità, fondato sulla bellezza paesaggistica e naturalistica, la valorizzazione delle risorse locali, il restauro dei borghi esistenti e la trasformazione in albergo diffuso, gli agriturismi, ecc., l’asse Regione-Comune di Duino-Aurisina si dimostra prono agli interessi della rendita edilizia più che a un progetto di futuro sostenibile per il territorio.”

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