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WWF Friuli Venezia Giulia - Italia Nostr
Il TAR respinge un ricorso ma prosegue la battaglia sul progetto di Sistiana
22 Novembre 2005
Il Carso
Il TAR del Friuli ha respinto un ricorso di WWF e Italia Nostra contro l'autorizzazione all'escavazione nella Baia di Sistiana. Il comunicato delle associazioni diramato il 21 novembre 2005.

Incomprensibili, secondo WWF e Italia Nostra, le motivazioni della recente sentenza del TAR Friuli Venezia Giulia, che ha respinto il ricorso delle due associazioni contro l’autorizzazione paesaggistica regionale e la concessione edilizia comunale per il “modellamento” della cava di Sistiana. Gli ambientalisti sottolineano come il TAR, inspiegabilmente, abbia assunto un atteggiamento diametralmente opposto, rispetto a quanto accaduto l’anno scorso, quando la precedente autorizzazione paesaggistica e la concessione edilizia per il “modellamento” della cava erano state annullate, sempre a seguito di un ricorso di WWF e Italia Nostra che evidenziava i medesimi profili di illegittimità. E ciò, aggiungono gli ambientalisti, benché il progetto presentato dalla “Immobiliare Santi Gervasio e Protasio” sia rimasto esattamente lo stesso, con 780 mila metri cubi di roccia da scavare (per quasi metà già scavati), parziale distruzione del SIC “Falesie di Duino” compresa. Eppure, stavolta il TAR ha giudicato legittime l’autorizzazione e la concessione edilizia, sostenendo trattarsi di un intervento “autonomo” dal piano particolareggiato della Baia di Sistiana,. Quest’ultimo prevedeva la realizzazione di una serie di opere (villaggio turistico, darsena artificiale, ecc.), rispetto ai quali l’escavazione era allora ed è tutt’oggi la premessa necessaria ed indispensabile.

Nel 2004, in effetti, lo stesso TAR aveva giudicato l’intervento di “modellamento” funzionale (com’è peraltro espressamente dichiarato nel progetto della “Gervasio e Protasio”) alla realizzazione delle opere previste nel piano particolareggiato. Piano che nell’aprile 2004, sempre a seguito di un ricorso di WWF e Italia Nostra, era stato peraltro annullato, da cui il conseguente annullamento delle autorizzazioni al “modellamento” della cava, che ormai mancavano di un indispensabile presupposto. Gli ambientalisti esprimono anche sconcerto per il rigetto, nella sentenza recente del TAR, del motivo di ricorso che si riferiva alla mancata comunicazione alle due associazioni, dell’avvio dei procedimenti per il rilascio delle autorizzazioni. Ciò è previsto dalla legge 241/1990 sulla trasparenza degli atti amministrativi. E’ evidente, sostengono WWF e Italia Nostra, che – essendo stati accolti ben due volte dal TAR Friuli Venezia Giulia i ricorsi degli ambientalisti relativi ad atti concernenti la baia di Sistiana – era certamente agevole individuare chi poteva “ricevere un pregiudizio negativo” (come sancisce la legge 241/1990) dal rilascio delle nuove autorizzazioni. Da ciò discendeva l’obbligo di comunicare ufficialmente a WWF e Italia Nostra l’avvio dei nuovi procedimenti, cosa che però né la Regione, né il Comune di Duino-Auisina hanno fatto.

La recente notizia ufficiale, secondo cui quanto estratto dalla Baia viene ceduto per la costruzione delle opere del MOSE veneziano, dimostra infine la fondatezza anche di un altro motivo di ricorso sbrigativamente respinto dal TAR, e cioè che ci troviamo in presenza di una vera e propria cava, con utilizzazione del materiale a scopo industriale ed edilizio.

Il TAR dovrà comunque pronunciarsi anche su un ulteriore ricorso di WWF e Italia Nostra : quello contro la variante 21 al piano regolatore di Duino-Aurisina, riapprovata a fine 2004. Si tratta di uno strumento urbanistico predisposto anch’esso in funzione del progetto di “valorizzazione turistica” della Baia di Sistiana : la precedente versione della variante era stata anch’essa annullata dal TAR nell’aprile 2004 (insieme al piano particolareggiato della Baia) su ricorso degli ambientalisti, con la sentenza sopra ricordata. Contro la nuova variante WWF e Italia Nostra erano ricorsi al Presidente della Repubblica, ricorso ora trasposto al TAR Friuli Venezia Giulia.

Postilla

Le vicende di Baia Sistiana e del MOSE si intrecciano per più di una ragione. L'incapacità di instaurare - durante la formazione dei piani e dei progetti - un serio dibattito sui pro e sui contro delle decisioni sposta il conflitto dalle aule dei consigli (dove i progetti incontrano un favore pressoché unanime) a quelle dei tribunali oppure generano altre forme di protesta ( Scanzano, Val di Susa, Inceneritore ad Acerra) a cui devono ricorrere tutti coloro che vogliono esprimere il proprio dissenso. Poiché le ragioni degli ambientalisti e degli oppositori alle grandi opere appaiono quasi sempre molto sensate, bisognerebbe chiedersi perchè le procedure ordinarie non funzionino correttamente e si debba afferrare sempre i problemi dalla coda anziché dalla testa. (m.b.)

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