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Tav Valsusa: incontro Italia-Francia
25 Novembre 2006
Articoli del 2006-2007
La questione "europea" dell'alta velocità ferroviaria negli incontri fra Prodi e Chirac. Articolo di Orsola Casagrande dal manifesto, e due contributi anonimi da la Repubblica, 25 novembre 2006 (f.b)

TORINO - Mentre Prodi e Chirac chiedono all´Ue di finanziare la Torino-Lione, i fronti si spaccano. Tutto si muove nella battaglia sulla Tav in Val di Susa. Si divide il fronte del no ma anche sulla sponda opposta si avvertono sinistri scricchiolii. Alla data del settembre 2007, concordata da Prodi con Bruxelles per una decisione definitiva, si arriverà probabilmente con un quadro di posizioni assai diverso rispetto a quello di oggi. Le dichiarazioni di Di Pietro ieri al vertice di Lucca hanno gettato benzina sul fuoco della protesta valligiana proprio quando i sindaci, che quella protesta avevano cavalcato, si trovano nella scomoda posizione di essere attaccati da una parte del movimento «No Tav». Contemporaneamente si divaricano le posizioni nell´area di governo che ha sempre caldeggiato il progetto: da una parte il ministro delle Infrastrutture insiste nel voler convocare per lunedì una conferenza dei servizi che dovrebbe continuare a discutere sul vecchio progetto di alta velocità già bocciato dai comuni interessati. Dall´altra il commissario di governo Mario Virano, nominato direttamente da Palazzo Chigi, ottiene l´assenso di quegli stessi comuni per dibattere a tutto campo sulle diverse ipotesi di tracciato esistenti. La linea intransigente e quella più faticosa del dialogo attraversano insomma i due fronti.

Il primo atto è andato in scena giovedì pomeriggio a Bussoleno. Quando Virano ha incontrato gli amministratori locali concordando con loro il programma di lavoro dell´Osservatorio tecnico sulla Tav: «Non abbiamo pregiudiziali - ha detto il commissario - discuteremo di tutto partendo dal se è necessaria la nuova linea. Utilizzeremo le consulenze dei periti per analizzare ipotesi di traffico, studi di tracciato, effetti sull´ambiente». Una posizione apprezzata dai sindaci: «Questa sera - ha commentato Antonio Ferrentino - abbiamo fatto un importante passo avanti». Poi lo stesso Ferrentino ha dovuto vedersela con quei militanti dei Comitati «No Tav» che contestavano Virano con lo slogan: «No Tav, No Tavolo».

Il secondo atto è di ieri pomeriggio, non appena le agenzie hanno battuto le dichiarazioni di Di Pietro: «La Tav in Val di Susa si farà - ha detto il ministro - anzi si sta già facendo. La data per la decisione definitiva è quella del settembre 2007. I sindaci che disertano la conferenza dei servizi convocata per lunedì sono degli irresponsabili». Immediate le reazioni critiche non solo dei partiti della sinistra radicale ma degli stessi sindaci. Nilo Durbiano, primo cittadino di Venaus, ha richiamato il ministro a un atteggiamento meno intransigente: «Dovrebbe venire in valle a rendersi conto di persona qual è la situazione prima di lanciarsi in certe dichiarazioni». «Noi irresponsabili?», si chiede Ferrentino. «Abbiamo concordato un percorso con il commissario di governo. Svolgere oggi una conferenza dei servizi su un progetto già bocciato dai comuni non ha senso. Sospendiamo la conferenza e diamo all´Osservatorio il tempo per lavorare». La partita a scacchi, da una parte e dall´altra della barricata, è solo all´inizio.

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