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Massimo Galli
Al turismo servono grandi progetti
16 Agosto 2009
Articoli del 2006-2007
La trasformazione dei beni in merci deve avvenire con maggiore enfasi, se no le banche non sono contente. Rutelli è d’accordo? Errani si. Da Italia oggi, 7 dicembre 2006

Il turismo italiano deve puntare su pochi progetti di sviluppo, intorno ai quali raccogliere l'interesse di finanziatori nazionali ed esteri. Lo ha detto Pietro Modiano, direttore generale del gruppo bancario Sanpaolo, intervenendo ieri a Milano a un convegno, organizzato da Banca Imi, sul tema “Turismo: come diventare grandi”.

Del nanismo degli operatori italiani si è detto e scritto fin troppo negli ultimi tempi. La novità è che alcune realtà bancarie e finanziarie si stanno muovendo per promuovere progetti di aggregazione, per cercare di dar vita a un campione nazionale in grado di aggredire il mercato. La riprova è il piano di rilancio della catena alberghiera Jolly, recentemente annunciato da Banca Intesa. Per Modiano, “in Italia si muore di localismo, mentre servono cose grandi e simboliche”. In concreto, occorre individuare due o tre grandi progetti regionali su cui investire e far convergere tutti gli sforzi.

Di più il d.g. del Sanpaolo non ha detto, ma uno studio curato da Banca Imi e dall'università Luiss ha identificato quattro prodotti chiave per lo sviluppo: un resort mediterraneo; un hub crocieristico, con un porto da 5-6 mila passeggeri; Italian lifestyle, un'offerta di arte e cultura intorno alle città; un distretto integrato del golf. La ricerca evidenzia inoltre che, se l'Italia attuerà investimenti di alto profilo, il turismo potrà contribuire alla crescita annuale del pil nell'ordine di mezzo punto percentuale. Intanto, però, emerge nuovamente una grave lacuna: l'assenza, nel ramo alberghiero e dei tour operator, di soggetti in grado di fare numeri importanti.

Un altro punto ripreso da Banca Imi riguarda la concentrazione delle ferie in agosto. Su questo aspetto è intervenuto recentemente il vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli, che ieri ha rilanciato l'idea di distribuire meglio, nell'arco di tutto l'anno, le vacanze degli italiani: sono stati costituiti, a livello governativo, due distinti tavoli per reimpostare il calendario scolastico, insieme ai rappresentanti delle famiglie. Rutelli ha promesso che nel giro di pochi mesi sarà pronta un'iniziativa concreta per favorire la destagionalizzazione delle ferie.

Restano, tuttavia, dei nodi da sciogliere. Vasco Errani, presidente della Conferenza stato-regioni, ritiene indispensabile la creazione di “un cluster di operatori”. Se è vero che “non riusciremo mai a costruire la Tui italiana”, bisogna almeno sforzarsi di dar vita a una rete di imprenditori in grado di presentare un'offerta di migliaia di camere. Ma, con l'aiuto delle banche, è necessario anche stimolare i piccoli albergatori a mettersi insieme, realizzando reti attraverso nuove forme partecipative.

E se Pier Luigi Celli, direttore della Luiss, ha denunciato che il brand Italia “si sta rapidamente logorando”, il presidente dell'agenzia Enit, Umberto Paolucci, ha detto che in queste settimane si sta ridisegnando l'organizzazione dell'ente, partendo dai dirigenti: per esempio, saranno istituite le figure dei product manager. Nel contempo, bisogna puntare sui nuovi mercati, aprendo un ufficio a Pechino. Sempre che si trovino i soldi. Inoltre l'Enit stimolerà gli operatori congressuali a portare avanti il progetto di un convention bureau nazionale.

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