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Il Mattino on line
Rassegna stampa 4-15 gennaio 2004
29 Marzo 2004
Ravello
Auditorium, critico anche Ripa di Meana - 4 gennaio La costiera che cambia - 6 gennaio Oltre cento intellettuali favorevoli all’intervento. Ambientalisti divisi - 7 gennaio Auditorium, non basta il sì della Francescato - 11 gennaio Amalfitano replica a Ripa di Meana «Noi degni eredi di Wagner e Gide» - 15 gennaio

Auditorium, critico anche Ripa di Meana

4 gennaio

MARIO AMODIO

«Apprezzo Niemayer, ma Ravello non deve essere toccata». La dichiarazione choc è di Carlo Ripa di Meana, presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio, che si inserisce così nella querelle sull'auditorium.

La presa di posizione dell'ex Commissario alla Cultura dell'Ue, in una lettera inviata all'urbanista Vezio De Lucia. «Aderisco alla tua coraggiosa iniziativa nel dire no ad un padre dell'architettura, quando vuole esercitare le sue grandi capacità in un luogo dove non ha mai messo piede in vita sua e che non fa parte della sua storia», scrive Ripa di Meana. E sottolinea la mancanza di senso di un'operazione che non servirebbe a ridare speranze e funzioni ad un luogo come Ravello.

Poi Ripa di Meana aggiunge: «Conosco ed apprezzo le opere di Niemeyer e credo che facendo appello alla sua intelligenza e modernità possa capire che la Costiera e Ravello non sono i luoghi della sovrapposizione e del cambiamento, bensì i luoghi della conservazione e della tutela in nome di tutti i contemporanei e di coloro che seguiranno».

Dichiarazioni forti giunte mentre a Ravello era in atto un incontro (conclusosi a tarda sera) con l’avvocato di Italia Nostra, Oscar Cardillo che si è intrattenuto a lungo col sindaco ha visionato i prospetti planimetrici e il video relativo all'opera di Niemeyer, di fronte a cui pare si sia apparentemente ammorbidita la diffidenza iniziale. «Attendo la decisione del Tar - conclude Carlo Ripa di Meana - e se vi sono stati passaggi non legali mi auguro che i ricorsi siano accolti. Vi sarà poi il tempo per trovare un'altra collocazione dell'Auditorium, badando anche ad adattarne le dimensioni alla reale vivacità musicale italiana: sarebbe triste consegnare un'opera di Niemeyer al destino di sala convegni per odontotecnici o dimostratori di pentole».

La costiera che cambia

6 gennaio

MARIO AMODIO

Nei sogni di molti ravellesi è già disteso sulla collina come un enorme guscio di tartaruga. Un contenitore, simbolo dell’arte moderna dove si potrà ascoltare la musica guardando il mare della Costiera. È l'auditorium studiato per Ravello, e per questo regalato alla «città della musica», da Oscar Niemeyer, il grande architetto brasiliano che progettò ex novo un'intera capitale: Brasilia. «L'auditorium è un'opera strategica di valore regionale», va predicando il sindaco Secondo Amalfitano che nel maggio dello scorso anno volò in Brasile insieme con il governatore Antonio Bassolino per ricevere dalla mani del presiedente Lula il progetto della struttura che cambierà il volto della sua città. «C'è solo il rammarico - aggiunge - che un'operazione di ampio spessore culturale e progettuale debba subire l'onta di una speculazione di infimo ordine». Ma a sostegno del progetto, si sono schierati centosessantadue esponenti del mondo politico, intellettuale e delle professioni a livello nazionale che hanno sottoscritto un appello inviato alle massime istituzioni del Paese.

L’auditorium oggi definito come un segno inconfondibile ma non dissonante con il contesto architettonico di Ravello ha diviso gli ambientalisti: da una parte Legambiente che sostiene l’iniziativa e dall’altra Italia Nostra e Wwf, che hanno impugnato l'accordo di programma siglato da Regione, Comunità Montana e Comune di Ravello per la realizzazione dell'opera. E sul ricorso presentato al Tar di Salerno, i giudici si esprimeranno giovedì.

A difesa dell'opera di Niemeyer scendono in campo tra gli altri il sociologo Domenico De Masi, presidente della fondazione villa Rufolo e gli albergatori di Ravello. Non eseguire il progetto, per molti sarebbe come infliggere un duro colpo al cuore della grande musica che a Ravello troverebbe la sua sede in una struttura futurista e suggestiva al tempo stesso. Ma rinunciare all'auditorium significherebbe far svanire quei progetti di destagionalizzazione dell'offerta turistica con presenze spalmate sull'intero arco dell'anno. «Questo è un paese che ha scelto la musica classica da 50 anni - spiega De Masi - ed è su questa base che si è plaffonato. L'auditorium è un elemento di crescita sociale che servirà a dare lavoro ai giovani evitando che si allontanino dal loro paese d'origine. Un progetto che cambierà il volto della città perché ci consentirà di ospitare eventi tutto l'anno».

E nella polemica sulla realizzazione dell'auditorium sono scesi in campo anche gli albergatori che hanno preso posizione a favore del progetto riconoscendone la validità soprattutto nella direzione di consolidare l’immagine e l’identità culturale della città della musica. «Sarebbe delittuoso fermare questo processo - dice il presidente Gino Caruso - e l’alt all’intervento nuocerebbe in modo irreversibile al percorso intrapreso, vanificando tutti gli sfozi fin qui prodotti».

Oltre cento intellettuali favorevoli all’intervento

Ambientalisti divisi

7 gennaio

MARIO AMODIO

E venne il giorno della mediazione. Per il via libera alla realizzazione dell'auditorium di Ravello si comincia a trattare. Soprattutto all'interno delle associazioni ambientaliste (la discussione del loro ricorso al Tar contro l'accordo di programma è stato rinviato al prossimo 23 gennaio) dove secondo alcune indiscrezioni si vivrebbe un clima di forte conflittualità. Complici le numerose spaccature tra favorevoli e contrari, particolarmente all'interno del Wwf, dopo la decisione di ricorrere alla giustizia amministrativa per fermare la nascita della creatura di Niemeyer.

A confermarlo sarebbe la voce relativa ad una visita a Ravello di Grazia Francescato che, approfittando della prossima tappa salernitana, visiterebbe volentieri la «città della musica» per visionare l'area destinata alla realizzazione dell'opera ed i prospetti planimetrici redatti dall'architetto brasiliano. Tutto questo, all'indomani della presa di posizione dei 162 tra intellettuali e uomini di cultura che hanno firmato il documento a favore dell'auditorium di Niemeyer e indirizzato rispettivamente ad istituzioni e associazioni ambientaliste. «C'è anche una attenzione trasversale di politici di spessore», avverte il sociologo Domenico De Masi che è riuscito a mettere d'accordo anche destra e sinistra. Tra i firmatari del documento figurano infatti il leader di Rifondazione, Fausto Bertinotti, e l'economista forzista, Renato Brunetta, oltre al presidente di Legambiente Ermete Realacci e all'ex sindaco di Salerno Vicenzo De Luca. Musicisti e musicologi hanno apposto la loro firma così come architetti e urbanisti del calibro di Alison e De Seta, che vanno ad aggiungersi a Fuksas che già si pronunziò a favore dell’opera. Non mancano neppure firme autorevoli del giornalismo come Augias, Beha, Ghirelli, Lubrano e Liguoro, o filosofi come Giorello e Cacciari. Tra i tanti, anche top manager e imprenditori, mentre registi e attori completano il parterre (Wertmuller e Danieli) con editori (Avagliano) e fotografi come Jodice e Toscani. E questi soltanto tra gli italiani. Già perché anche dal Brasile è arrivato il sostegno all'opera di Niemeyer. E la firma più rappresentativa è certamente quella del ministro dell’istruzione Buarque. Una mobilitazione imponente per quell’Auditorium che rappresenterà un esempio altissimo di intervento funzionale ed estetico, «un baluardo tangibile contro la speculazione edilizia che ha fin qui insidiato la bellezza della Costiera». Ed in quell'area dove dovrà sorgere la struttura, i vigili urbani di Ravello hanno recentemente sottoposto a sequestro un gazebo ritenuto abusivo e per questo segnalato alla procura della Repubblica di Salerno. «Quando siamo venuti a ispezionare l'area - dice il sindaco Amalfitano - con lo strutturista di Niemeyer, Carlos Sussekind, non c'era assolutamente nulla».

Auditorium, non basta il sì della Francescato

11 gennaio

MARIO AMODIO

Grazia Francescato dice sì all'Auditorium ma fallisce la mediazione con Italia Nostra e Wwf che restano fermi sulle loro posizioni. A nulla è servito l’intervento della portavoce dei Verdi che nei saloni di villa Maria a Ravello ha incontrato ieri per due ore i rappresentanti degli ambientalisti che osteggiano il progetto di Niemeyer nel tentativo di invocare ragionevolezza alla luce della presa visione dei progetti e della visita all’area prevista per la struttura. «È un’opera illegittima che va contro le norme vigenti e se la Regione vuole davvero l’Auditorium deve avere il coraggio di approvare una variante al Put». Lo sostengono Luigi Giuliani e Oscar Cardillo, rappresentanti di Wwf e Italia Nostra. «Abbiamo fatto il possibile - dice la Francescato - e la strada politica è stata percorsa. Il nostro ruolo si può dire concluso. Ora tocca a Comune e ambientalisti andare avanti in maniera autonoma. Anche se, torno a ribadire, che nel rispetto delle norme noi non siamo contrari all’Auditorium».

Di altro parere Italia Nostra e Wwf secondo cui «la realizzazione dell'opera viola il Put». Lo continua a ripetere Luigi Giuliani, che poi aggiunge: «Questa non è una novità, perché già nel 2000 il Tar emise un’ordinanza di sospensione ignorata sia dal Comune che dalla Regione. In quell’area l’Auditorium non è affatto contemplato». Ma non finisce qui. Già, perché poi si punta l’indice anche contro la Regione, rea d'aver aggirato le norme chiamando in causa una legge di ventidue anni fa. «Come ha ricordato anche l’urbanista Vezio De Lucia nella sua perizia giurata - avverte poi Giuliani - è inammissibile che questa prevalga sulla legge successiva». Intanto è proprio quel documento firmato da De Lucia a subire una serie di contestazioni e in particolare al riferimento che egli stesso fa a un decreto interministeriale del 1968. Nel citarlo, all’interno della perizia giurata, pare abbia omesso proprio il passaggio relativo a strutture di interesse sociale e culturale. Le stesse a cui si ispira in un certo senso l’accordo di programma impugnato dagli ambientalisti e dai proprietari dei terreni.

«Non discutiamo la bontà del progetto ma siamo convinti che realizzare l’Auditorium rappresenterebbe un segnale negativo in materia urbanistica», ha commentato invece Oscar Cardillo di Italia Nostra.

E di fronte a tutto ciò, Grazia Francescato, che ieri mattina ha svolto il suo sopralluogo, insieme al sindaco Secondo Amalfitano e al presidente della Fondazione Ravello, Domenico De Masi, ha ribadito che la preoccupa più l'abusivismo che l'Auditorium. «Qui siamo circondati da tanti piccoli omicidi» ha detto guardandosi intorno. E poi ha aggiunto: «Quanto alla conformità della legge sembra che la realizzazione dell'Auditorium sia contemplata, ma ne discuterò con i miei legali. Penso che sulla vicenda ci siano state molte esagerazioni. Ora spero davvero che si trovi una soluzione - ha concluso - e stando qui, sinceramente mi scandalizzano ben altre opere perché i dati dell’auditorium parlano chiaro. La struttura comprende solo 406 posti sedere, ha una larghezza di 30 metri, e di 21 di altezza. L’impatto è davvero quasi inesistente».

Amalfitano replica a Ripa di Meana

«Noi degni eredi di Wagner e Gide»

15 gennaio

MARIO AMODIO

E venne il tempo della ragionevolezza. Già, perché intorno all’auditorium di Oscar Niemeyer sembra che si vada pian piano instaurando un clima di serenità. E questo grazie all’ammorbidimento di alcune posizioni iniziali soprattutto tra gli ambientalisti, che pare abbiano detto no più per partito preso che per reale cognizione di causa. Di tutto ciò è indicativo anche il risultato dell’incontro svoltosi l’altra sera tra il sindaco di Ravello Secondo Amalfitano e l’avvocato di Italia Nostra Oreste Cantillo, per il quale nel progetto esistono caratteristiche positive. «Anche se gli strumenti audiovisivi non rendono merito - precisa il legale - ma ovviamente io mi occupo del ricorso in cui sono individuati i punti carenti sotto il profilo giuridico. Per la perizia giurata ci siamo rifatti a quella che De Lucia ha prodotto per altro ricorso. Comunque sia è auspicabile il dialogo anche perché le porte non sono affatto chiuse».

«Ho trovato un grande desiderio di approfondimento - è la replica del primo cittadino di Ravello - e soprattutto ho colto l’intenzione che ha il mondo della politica, della cultura e degli ambientalisti, di riappropriarsi delle decisioni prima che tutto sia demandato a un tribunale. Non senza aver verificato la correttezza e la legittimità delle scelte».

Intanto però tutti parlano, tutti dicono. Ieri è intervenuto fra gli altri Edo Ronchi, ex ministro dell’Ambiente, a giudizio del quale la costruzione dell’auditorium dovrebbe comportare «una modifica normativa regionale» e non «una semplice deroga amministrativa», contro il rischio di «creare un precedente» e «incoraggiare future deroghe facilitate». Per Amalfitano «anche se a fatica s’intravedono spiragli di ragione». Tutti, continua il sindaco, «hanno convenuto su una regolarità e una legittimità procedurale esemplare» e la bontà dell’intervento «è unanimemente riconosciuta». Così come «in modo sempre più chiaro e palese - continua il sindaco - mi giungono da tutte le parti attestati di apprezzamento per il lavoro che l’amministrazione comunale sta svolgendo. Ovviamente ci sono residui di inesattezze e di attacchi gratuiti».

Il riferimento è alla dichiarazione choc firmata da Carlo Ripa di Meana. «A Ripa di Meana - continua il sindaco - dico che l’auditorium che si farà, in piena legittimità perché conforme a tutte le norme urbanistiche vigenti, verrà consegnato ai cittadini di Ravello. A quei cittadini figli della frequentazione di Boccaccio, Wagner, Gide, Lawrence, che dopo aver custodito e valorizzato patrimoni del calibro delle Ville Rufolo e Cimbrone e dopo aver assorbito a livello quasi cromosomico un raffinato gusto estetico e un elevato patrimonio culturale, sapranno custodire e valorizzare anche questo nuovo gioiello. Ripa di Meana - conclude poi Amalfitano - ignora evidentemente che Ravello oltre all’auditorium sta lavorando a un programma di ampio respiro per la riqualificazione urbana, sociale e ambientale dell’intero territorio».

E mentre per lunedì prossimo sarebbero attesi a Ravello i vertici nazionali del Wwf, sul fronte del no si segnala un’altra presa di posizione. «Né Auditorium, né parcheggio» dicono i Vas, che di quell’area vorrebbero farne «giardini della musica» come quelli di Forio d’Ischia.

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