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Mario Pirani
Niemeyer: È mio il progetto di Ravello
3 Maggio 2004
Ravello
Pirani risponde (su Repubblica del 3 maggio 2004) ad alcune delle critiche sollevate da alcune delle lettere. Tace sulla questione della legittimità. E tace anche sul merito. Possibile che gli intellettuali italiani non vedano al di là della logora querelle “moderno versus antico”, e viceversa?

Niemeyer: È mio il progetto di Ravello

Pirani risponde (su Repubblica del 3 maggio 2004) ad alcune delle critiche sollevate da alcune delle lettere. Tace sulla questione della legittimità. E tace anche sul merito. Possibile che gli intellettyuli italiani non vedano al di lè della logora querelle “moderno ersus antico”, e viceversa?

Nell´ultima Linea di confine ho spezzato una lancia a favore della costruzione, su progetto gratuitamente offerto al comune di Ravello da uno dei più grandi architetti del mondo, il brasiliano Oscar Niemeyer, di un piccolo auditorium. La discussione che ne è seguita dimostra come la questione vada anche al di là del caso specifico per riproporre l´interrogativo se sia accettabile che un´opera nuova, a prescindere dalla sua valenza estetica, venga inserita in un contesto ambientale considerato di per sé perfettamente «concluso». Obiettavo che un simile convincimento aveva portato a volte a confondere la opposizione a scempi e speculazioni con una ostilità impaurita allo svolgersi della storia stessa dell´architettura e dell´urbanistica. Facevo il caso della opposizione che aveva impedito la costruzione di una piccola casa di Wrigth sul Canal Grande e dell´ospedale progettato da Le Courbusier a Venezia.

Debbo limitarmi a una scelta fra tutti gli scritti ricevuti. Comincio con la presidente d´Italia Nostra, Desideria Pasolini dall´Onda, che rivendica proprio la battaglia condotta contro la casa di Wright e la paragona a quella contro l´auditorium di Ravello, «tipico esempio di paesaggio con una perfezione data dall´equilibrio tra aspetti estetici e funzionali... che può essere solo conservato, curato, preservato.... eppure si vuole costruire un auditorium... di grandi ambizioni e grandi costi, firmato (ma non è proprio così) da un grande architetto.... a dispetto della legge che non lo prevede ed è questo il motivo fondante... del nostro ricorso al Tar... Enfatizziamo il rispetto per la natura nei luoghi in cui si interviene e abbiamo il coraggio dell´opzione zero se le altre ci sembrano sbagliate e illegali».

Analoghe le argomentazioni di Isabella Ripa di Meana («... questo luogo, unico per la sua bellezza, va strenuamente difeso da qualsiasi iniziativa»), della signora Fantin di Venezia, del signor Giuseppe Palermo di Siracusa, di Alda Croce, Mario De Cunzo, Guido Donatone e Carlo Iannello di Napoli che ribadiscono trattarsi di «... un´opera illegittima, in contrasto col piano urbanistico regionale... mentre il sostenere con tanta protervia da parte di pubbliche amministrazioni l´intento di procedere comunque... rappresenta la strada della illegalità generalizzata... Inoltre è stata una sorpresa generale vedere attribuita a Niemeyer la paternità del progetto.... quando il preliminare e il definitivo sono firmati da Rosa Zaccheo, capo dell´ufficio tecnico comunale... e Niemeyer ha donato solo uno schizzo dell´auditorium». Ma, dall´interno stesso del mondo ambientalista mi son pervenuti pareri di tutt´altro tono. Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente scrive: «Non trovo giustificato, utile, comprensibile che settori dell´ambientalismo confondano l´auditorium di Niemeyer con le torri del villaggio Coppola, il mostro del Fuenti o la saracinesca di Bari». Grazia Francescato, portavoce dei Verdi europei aggiunge: «Quando sono andata a Ravello e mi sono studiatale carte mi sono subito resa conto che "il giardino incantato"... non sarebbe stato sfregiato dall´innovativo e delicato progetto di Niemeyer... che sorgerà oltretutto su un roveto-immondezzaio circondato da case abusive, non certo su un frammento intatto del mitico paesaggio. « Le due principali critiche, la legittimità e la paternità dell´opera, che avevano ingenerato anche in me qualche dubbio, vengono contestate dal sindaco, Secondo Amalfitano, che scrive: «L´area prescelta è secondo la legge idonea per realizzare opere di urbanizzazione secondaria che prevedono esplicitamente centri sociali e culturali. Se invece di un auditorium di 409 posti, avessimo proposto un centro sociale di 409 posti firmato dal geometra del Comune saremmo legalmente in regola. Quanto alla paternità il 23 settembre 2000 Niemeyer ci ha regalato un plastico e 10 tavole dettagliate con una nota scritta in cui si elencavano gli obbiettivi, i criteri costruttivi, le esigenze connesse alla realizzazione dell´opera... Per rispettare le leggi vigenti in materia di progettazione il Comune ha accettato il progetto come dono di Niemeyer affidando in via formale le successive operazioni all´ufficio tecnico comunale. Tutte le tappe della progettazione sia esecutiva che definitiva sono state seguite personalmente da Niemeyer, tutti i disegni nelle diverse tappe sono a sua firma. A lavoro ultimato, il 28 maggio 2003 a Rio de Janeiro, egli ha consegnato personalmente il progetto completo in una cerimonia ufficiale alla presenza del presidente Lula al governatore Bassolino e al sottoscritto

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