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Oscar Niemeyer
"Il progetto dell'auditorium di Ravello è mio"
12 Gennaio 2005
Ravello
Dal Corriere del Mezzogiorno e dal Corriere della Sera del dicembre 2004 riporto gli articoli che riprendono il riconoscimento di paternità dell'architetto brasiliano. Con una mia postilla in cauda

Niemeyer su Ravello «L'Auditorium? Idea mia

dal Corriere della sera del 30.12.04

L'architetto brasiliano Oscar Niemeyer ha risposto con un memorandum alle critiche di chi, come Italia Nostra, lo ha accusato di aver disegnato un semplice «schizzo» dell'auditorium da 460 posti destinato a sorgere a Ravello, sulla costiera amalfitana. Nella lunga lettera, pubblicata oggi dal «Corriere del Mezzogiorno» il celebre progettista rivendica in toto la paternità del progetto. «Questo progetto l'ho regalato alla città di Ravello - ha spiegato l'architetto brasiliano a uno dei suoi più stretti collaboratori - ma è scandaloso che ora qualcuno voglia pure rubarmi l'idea». Di qui la decisione di entrare per la prima volta nelle polemiche sulla costruzione dell'auditorium.

Storia di un progetto: Ecco com'è nato il progetto nello studio di Rio.

di Oscar Niemeyer

Per fugare ogni dubbio sulla paternità dell'auditorium da me progettato per Ravello - paternità che decisamente rivendico - ne descrivo qui di seguito le varie tappe.

Nel luglio 2000 i miei amici Roberto D'Avila e Domenico De Masi, anche a nome del sindaco di Ravello Secondo Amalfitano, mi hanno chiesto di progettare un auditorium per Ravello. Ho aderito con entusiasmo e, raccolte tutte le necessarie informazioni storiche, tecniche ed estetiche, ho iniziato il lavoro, posizionando il progetto nell'area indicata dal Comune. Iniziando i disegni del progetto, ho subito sentito che questa non era un'opera facile da progettare. Il terreno irregolare, stretto, con un'inclinazione trasversale molto accentuata. Di qui l'iniziativa di far costruire un plastico, desideroso di definire in condizioni poco favorevoli la conformazione naturale del terreno. Non pensavo a un'opera costosa che implicasse movimenti di terra non necessari, e perciò ho assunto come punto di partenza la decisione di localizzare il parterre esattamente secondo l'inclinazione data. E il progetto ha cominciato a sorgere. L'ingresso dell'auditorium, un grande salone aperto sul paesaggio, un muro curvo e basso che crea il palcoscenico, il parterre, il mezzanino e la cabina di proiezione. Un muro doppio servirà d'accesso, grazie a una scala proiettata in esso, ai servizi sanitari e, a un livello più basso, all'ambiente per le macchine dell'aria condizionata, che utilizzerà per l'inalazione gli spazi vuoti esistenti.

Sono ritornato al plastico e ho constatato che l'entrata dell'auditorium doveva essere più protetta, ampliandone la copertura in forma spettacolare, il che ha conferito al progetto un aspetto nuovo, capace di creare la sorpresa desiderata.

In seguito, analizzando l'insieme, ho verificato che la posizione dell'edificio in rapporto alle strade circostanti non permetteva ai passanti di avere una veduta più completa della sua architettura. E allora ho disegnato la piazza, stretta, che, io credo, arricchita da questo panorama magnifico potrebbe costituire, indipendentemente dall'auditorium, un luogo d'incontro di particolare interesse. Al di sotto di questa sarà costruito il parcheggio.

Per rispettare le norme e l'ambiente, ho contenuto al minimo la capienza dell'auditorium, limitandola a 406 posti, e ho concepito linee e volumi in perfetta sintonia col contesto in cui auditorium e piazza antistante sono destinati a sorgere.

Il 23 settembre 2000, nel mio studio di avenida Atlantica a Rio de Janeiro, ho consegnato a Domenico De Masi il plastico dell'auditorium e della piazza, 10 tavole di disegni e una dettagliata spiegazione necessaria. Il tutto ha rappresentato un mio dono all'amico De Masi e alla città di Ravello.

Dopo che il Comune di Ravello ha accettato ufficialmente il mio dono e ha avviato tutte le pratiche burocratiche per ottenere i relativi permessi e finanziamenti, mi è stato richiesto di proseguire il lavoro fino all'elaborazione del progetto definitivo e dei calcoli strutturali. Quando gli esperti del Comune hanno completato le rilevazioni di carattere geologico, si è recato appositamente a Ravello il mio strutturista José Carlos Sussekind che, nel marzo 2002, ha eseguito sul posto tutti i necessari sopralluoghi, ha accertato la serietà e attendibilità di tutti gli esami e le verifiche eseguite dall'ufficio tecnico del Comune e dei suoi consulenti. In quella occasione l'ingegner Sussekind ha incontrato il dottor Fabio Fassone, direttore del gruppo Adhoc, e i suoi collaboratori, che da vari mesi studiavano, per conto mio e del Comune, le esigenze logistiche relative a tre ambiti: la progettazione architettonica del palcoscenico e delle sue relative tecnologie; la progettazione architettonica degli spazi logistici dedicati agli artisti (camerini, sala prova, spazi orchestra e coro); la progettazione architettonica delle facilities destinate al pubblico quali la biglietteria, il guardaroba, la caffetteria. La collaborazione con il gruppo Adhoc è poi proseguita in più tappe a Rio de Janeiro dal 2 al 15 febbraio 2003 e dal 4 al 20 aprile 2003, e risulta tuttora molto utile per coordinare i vari livelli di analisi: quello > progettuale e architettonico, quello tecnico- logistico, quello organizzativo.

Il progetto definitivo ha richiesto alcuni mesi di ulteriore lavoro, e i contributi di numerose professionalità indispensabili. In ogni caso la paternità architettonica del progetto dell'auditorium «Oscar Niemeyer», così come si è man mano sviluppato e come è stato approvato in conferenza dei servizi a Napoli alla Ragione Campania il 4 agosto 2003, e in ossequio alla legge italiana sottoscritto dal dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Ravello, è totalmente ed esclusivamente mia, avendone io elaborato l'idea iniziale ed eseguito personalmente tutte le fasi e lo sviluppo fino agli elaborati finali, consegnati al Comune in copia autografata.

Nel maggio 2003 ho illustrato personalmente il progetto nella sua versione definitiva al governatore della Campania Antonio Bassolino, al sindaco di Ravello e al professor De Masi, che sono venuti appositamente nel mio studio in avenida Atlantica. La consegna ufficiale del progetto è avvenuta il 28 maggio 2004 alla presenza del presidente Lula.

Per ognuna di queste tappe esiste una puntuale documentazione amministrativa, fotografica e filmografica.

L'architetto novantasettenne si difende

di Adolfo Pappalardo

da Corriere del Mezzogiorno del 30.12.04

NAPOLI - Per la prima volta Oscar Niemeyer rompe il silenzio e dice: «Il progetto dell'auditorium di Ravello è interamente mio». Lo spiega per rispondere alle accuse secondo cui solo lo schizzo - e non il progetto- era suo. «Osservazioni lesive della nostra immagine», dicono dalla Fondazione Ravello. E sono pronti a far partire le querele.

Per la prima volta Oscar Niemeyer rompe il silenzio e decide di ribadire un concetto fondamentale, caro ad ogni artista: «L'idea, lo schizzo e il progetto definitivo dell'auditorium di Ravello sono opera mia». E aggiunge: «Posso documentarlo tappa per tappa».

Due cartelle dattiloscritte - e firmate foglio per foglio - nello studio di Rio De Janeiro da questo maestro dell'architettura, novantasettenne ma indomito, e che mai e poi mai avrebbe immaginato di trovarsi al centro di una disputa così accesa che si trascina da mesi. D'accordo, è nel suo lavoro mettere in conto eventuali voci contrarie; ma Niemeyer non avrebbe mai potuto supporre di essere accusato di aver elaborato un semplice schizzo e di aver affidato ad altri e sconosciuti progettisti il lavoro.

La polemica è nata sulle pagine del Corriere della Sera. Il 15 ottobre scorso, la presidente di Italia Nostra, Desideria Pasolini dall'Onda insisteva nel dire che «il progetto nasce da uno schizzo di Niemeyer, ma porta la firma di un'architetta salernitana». Concetto che la Pasolini ribadì il 9 dicembre scorso sul Magazine del Corriere e, qualche giorno dopo, rilanciò dal Corriere del Mezzogiorno l'urbanista Edoardo Salzano. Di qui l'indignazione del progettista della futuristica Brasilia. «Io questo progetto l'ho regalato al Comune di Ravello - ha confidato Niemeyer ad uno dei suoi più stretti collaboratori - ma è scandaloso che ora qualcuno voglia mettere in dubbio l'idea e tutto il lavoro».

Per questo, qualche giorno prima di Natale, Niemeyer ha preso carta e penna e ha deciso di spiegare come aveva proceduto nel suo progetto. Dallo schizzo iniziale, passando per le fasi intermedie in cui ha approntato le opportune modifiche, fino a quelle dieci tavole che rappresentano il progetto definitivo del contestato auditorium da 406 posti. Ad aiutarlo, il suo fedele strutturista José Carlos Sussekind, che da trent'anni lavora al suo fianco e che, per conto del maestro, si è recato a Ravello per compiere alcuni rilievi.

Insomma, Niemeyer è disposto anche ad accettare le critiche e la battaglia giudiziaria - ancora in corso, e sulla quale si attende la pronuncia definitiva del Consiglio di Stato nella prima quindicina del mese prossimo - di chi non vuole l'auditorium progettato per Ravello; ma si è stancato di chi sta tentando di far credere che l'intero progetto non sia suo.

Le considera vere e proprie illazioni; e il giudizio è condiviso dal Comune di Ravello e dalla Fondazione omonima, che sono pronti a querelare chiunque osasse nuovamente mettere in dubbio la paternità del progetto. «La sola idea è lesiva dell'immagine di Ravello», dice Domenico De Masi, presidente della Fondazione. Mai come in questo caso, aggiunge, esiste una dettagliata documentazione scritta, fotografica e filmografica che illustra tutti i passaggi del lavoro di uno dei più grandi architetti di tutti i tempi che ha lavorato con lo stile di un semplice artigiano. Facendo tutto da sé: schizzi, disegni, plastico e le dieci tavole finali.

CHI E' - E' il maestro delle forme fluide, alternativa poetica agli angoli retti dello stile internazionale. Nato nel 1907 a Rio de Janeiro, si diploma alla Escola Nacional de Belas Artes di Rio de Janeiro nel 1934. Presto si unisce a un gruppo di architetti brasiliani che collabora con Le Corbusier alla costruzione del Ministero dell'Educazione di Rio. Niemeyer proseguirà la collaborazione con Le Corbusier per la realizzazione del Palazzo Onu di New York. Oggi continua a lavorare nel suo ufficio di Copacabana.

Postilla

Niemeyer rivendica il progetto dell’auditorium di Ravello. Bene. Spiega che ha lavorato molto, e conferma che non è mai andato sul posto. Bene anche questo: ognuno progetta come vuole. Rettifica quindi quello che aveva scritto il sindaco di Ravello nella sua lettera al Corriere del Mezzogiorno del 15 gennaio 2004. In quella sede il sindaco affermava che Niemeyer aveva regalato al comune una “idea progetto”, che su quella base il comune aveva “realizzato il progetto preliminare, della cui redazione è stato incaricato l’ufficio tecnico comunale, che ha poi redatto un regolarissimo, completissimo progetto definitivo, firmato dall’arch. Rosa Zeccato”. Ma a me, francamente, che il progetto l’abbia fatto l’architetto brasiliano o un altro non è mai sembrato un fatto rilevante. Ciò che mi ha scandalizzato è che taluni si siano ammantati sotto il nome del prestigioso architetto per far passare un operazione illeggitima. Questo rimane, e gli atti finora prodotti dalla magistratura l’hanno confermato.(es)

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