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«Il metrò? Prima aspettiamo la Via»
19 Giugno 2007
La metropolitana sublagunare
Riprende il cammino della metropolitana nella Laguna di Venezia, per agevolare il flusso di turisti e accompagnare con un altro po’ di aggressione all’ambiente l’opera iniziata dal MoSE. Da la Nuova Venezia, 19 giugno 2007

Alla vigilia della riunione della Commissione regionale di valutazione ambientale - chiamata domani a un parere tecnico sul progetto di Metro aeroporto-Arsenale, aggiornato e rivisto alla luce delle 28 prescrizioni (alcune molto pesanti) date ai progettisti dalla stessa commissione - Comune e Provincia firmano un comunicato congiunto che, di fatto, vede oramai aperta la strada al contrastato progetto. A due condizioni: Via e danaro statale. In una nota congiunta, il sindaco Cacciari e il presidente della Provincia Davide Zoggia precisano che in base a una delibera di giunta del 2003 («Sindaco prof. Paolo Costa, assessore ai Lavori pubblici avv. Marco Corsini, assessore all’Ambiente dr. Paolo Cacciari», tanto per dare nome e cognome a scelte e responsabilità) veniva dichiarata di pubblico interesse la proposta presentata dalla cordata Actv, Sacaim, Studio Altieri, Impresa di Costruzioni Mantovani, Arsenale Venezia, Save Engeenering, Metropolitana Milanese, Net Engeenering, Banca Nazionale del Lavoro: «In base a tale delibera si sono avviate le procedure conseguenti, fino alla presentazione del progetto preliminare da parte dell’Ati». Come dire: la partita è stata iniziata da altri. «Le attuali amministrazioni provinciali e comunali, con la Camera di Commercio», proseguono Cacciari e Zoggia, «hanno proceduto nell’esame di tale progetto, riscontrandone puntualmente alcuni limiti di natura tecnica e ambientale e richiedendo integrazioni e modifiche. Il documento, frutto del lavoro di un comitato tecnico costituito dagli enti sopracitati, è stato inviato all’Ati, che risulta aver proceduto alla revisione del progetto preliminare». Superato l’iter regionale sarà necessario, poiché la sublagunare «rientra nella Legge obiettivo nazionale, procedere ad una Valutazione di impatto ambientale; occorrerà altresì, parallelamente, ottenere garanzia formale per l’inserimento del progetto tra quelli realmente finanziati (e non solo finanziabili!) della Legge Obiettivo», atti che «non rientrano nei compiti e responsabilità degli enti locali».

I soldi? Cacciari e Zoggia sono lapidari: «Ribadiamo che il finanziamento degli interventi per lavori pubblici interessanti il nostro territorio deve essere assunto come priorità nazionale». Poi in una nota successiva precisano: «Il riferimento è a salvaguardia, manutenzione della città, rivitalizzazione e sviluppo sociale».

Mentre l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Renato Chisso, assicura che «per quanto riguarda la Regione, la commissione Via completerà la sua valutazione entro metà luglio», in città si riorganizzano i No-Metro. «Questo progetto è letale per Venezia», commenta Albert Gardin, «perché altererebbe i connotati della laguna e il delicato equilibrio ecologico, incrementando il turismo mordi e fuggi. Evidentemente, sopravvive il “comitato degli affari”». Appuntamento per i No-Metro alle 11.30, alla taverna da Baffo a Sant’Agostin. (r.d.r.)

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