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Desideria Pasolini dall'Onda
Da Italia Nostra a Pirani
10 Maggio 2004
Ravello
Inserisco in ritardo questa lettera della presinedbte di Italia Nostra

Caro Pirani,

lei stesso ha ricordato -all’inizio del suo articolo sulla Repubblica con il quale accusa Italia nostra di essere diventata “cieca”- le nostre battaglie per la salvaguardia di Venezia. Non ricorda forse che tra quelle battaglie c’era quella contro il progetto del grandissimo architetto Frank Lloyd Wright, per la costruzione della sua “piccola splendida casa”sul Canal Grande (che lei cita come altro esempio di “pregiudizio ideologico). Chissà, forse siamo ciechi dalla nascita.

Nel caso di Ravello, questa nostra cecità ci deriva da motivi precisi, che provo ad elencare per sua conoscenza e per conoscenza, spero, dei lettori di Repubblica:

Ravello è il tipico esempio di paesaggio che possiede una perfezione (transitoria certo, niente è immutabile) data dall’equilibrio tra aspetti estetici e funzionali, il risultato di una serie di fattori che tra terra, cielo, mare e opera dell’uomo hanno creato un equilibrio che, per il momento, non può migliorare se non per piccoli interventi minimali. Può solo essere conservato, curato, preservato. Non è certo un caso che Ravello ( come tutta la costiera amalfitana) sia protetto dall’Unesco come sito di importanza internazionale.

Eppure a Ravello si vuole costruire un auditorium per 400 posti. Un bel progetto anni settanta. Un progetto di grandi ambizioni e grandi costi. Firmato ( ma non è proprio così ) da un grande architetto, uno dei maestri dell’architettura contemporanea, Oscar Niemeyer. A dispetto della legge che non lo prevede, ed è questo il motivo fondante della nostra opposizione, del nostro ricorso al Tar. Del resto in questo clima di caduta generalizzata della legalità (le invierò il dossier della nostra rivista di maggio, dedicato a questo tema), forse, riflettiamoci insieme, non è un così grave errore fare riferimento alle leggi come garanzia.

Lei argomenta che in questa battaglia Italia Nostra è sola contro tutti. E’ vero. E’ un torto questo? Se non si fa parte di un coro si è ciechi? Italia Nostra privilegia il rispetto di una norma generale alla legge del caso per caso. Enfatizziamo il rispetto per la natura nei luoghi in cui si interviene. E si, abbiamo il coraggio dell’ opzione “zero” se le altre ci sembrano sbagliate e illegali.

Ringraziandola dell’attenzione che vorrà certamente porre a questa mia risposta, che gradirei veder pubblicata- almeno nelle lettere- resto sua

Desideria Pasolini dall’Onda

Presidente di Italia Nostra

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