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Carrie Jacobs
Bush alle città: A Cuccia!
23 Maggio 2006
Articoli del 2006-2007
Le politiche della destra repubblicana iniziano a colpire direttamente e concretamente le città, i programmi per la casa, lo sviluppo, i quartieri. E il lavoro dei pianificatori e progettisti. Da Metropolis Magazine, 21 marzo 2005 (f.b.)

Titolo originale: Bush to Cities: Drop Dead! – Traduzione per Eddyburg di Fabrizio Bottini

Le notizie sono tutte pessime. Ed è quasi impossibile concentrarsi su qualcosa davanti ai 99 articoli sul deficit crescente, i tentativi dell’amministrazione Bush di privatizzare la Social Security, o l’ultima richiesta multimiliardaria per finanziare la guerra in Iraq. Le cifre sono incomprensibili, le argomentazioni scottano come una piastra incandescente, e vien voglia di buttar via tutto. Lasciare che quei mollaccioni politicanti di Washington si azzuffino fra loro.

Poi c’è questo titolo del Washington Post, 14 gennaio 2005: “ Bush prevede tagli netti ai programmi HUD per le città”. Fa sbarrare gli occhi, vero? Magari è uno di quegli articoli che di solito si saltano. Dopo tutto, che c’entri, tu? Ma proviamo a leggere: “Funzionari dell’amministrazione hanno affermato ieri che la Casa Bianca tenterà di ridurre drasticamente gli 8 miliardi di dollari che il Department of Housing and Urban Development dedica al proprio community branch, tagliando dozzine di progetti di sviluppo economico, eliminando il programma di edilizia rurale, passando le competenze per gli impegni anti-povertà di alto profilo ai dipartimenti del Lavoro e del Commercio”.

Se ci si ragiona per un istante, si capisce che questo articolo tratta di cose che ci interessano. Cosa sono l’abitazione e lo sviluppo urbano se non architettura, progetto, pianificazione? Il fuoco della faccenda è che il bilancio proposto dall’amministrazione per il 2006 taglierà a metà i 4,7 miliardi di dollari del programma Community Development Block Grant (CDBG), da trent’anni fonte di finanziamento per cose che vanno dai sistemi fognari, alla tutela delle zone storiche, alle abitazioni popolari. È un programma tanto vitale per l’esistenza quotidiana delle città americane, che la conferenza nazionale dei Sindaci, riunita a Washington pochei giorni dopo la pubblicazione dell’articolo sul Post, ha approvato una risoluzione urgente a sostegno del finanziamento integrale del programma CDBG, che sembra un grido di dolore dalle casse svuotate dei governi locali.

Gli altri programmi destinati ad eliminazione o trasferimenti, comprendono la Brownfields Economic Development Initiative, che promuove iniziative di infill development e combatte l’insediamento diffuso (e che sarebbe cacciato come un orfano in un romanzo di Dickens, al dipartimento del Commercio), e il piccolo programma da 24 milioni del Rural Housing and Economic Development, che verrebbe eliminato.

Come dice il nome, lo HUD è l’ufficio federale che si occupa principalmente dei bisogni delle città (anche se concorre a costruire case e infrastrutture nelle zone rurali). E una parte del problema è che l’amministrazione Bush non è tanto entusiasta delle città, o delle persone che ci abitano; a novembre John Kerry si è preso il 54% del voto urbano, e il 60% di quello delle grandi città. Poi c’è la spesa crescente per la guerra in Iraq, insieme ai grandi tagli fiscali, e questo significa meno soldi da spendere in programmi interni. Bisogni come le case e le infrastrutture sono improvvisamente diventati dei lussi.

”C’è un deficit da affrontare, e la base di sostegno non sta nelle città” afferma Chandra Western, direttore della National Community Development Association, riassumendo i motivi per cui i tagli presidenziali potrebbero eliminare progetti utili a tante persone. L’architetto Bryan Bell, del North Carolina, noto per aver ideato tipi residenziali innovativi per i lavoratori stagionali agricoli, la prende da un’altra parte: “Credo semplicemente che si tratti dell’alternativa burro-cannoni. E stiamo perdendo il burro”.

”Essenzialmente quello che viene messo in discussione è se il governo federale debba continuare ad avere un ruolo nella soluzione dei problemi urbani e di sviluppo economico per le famiglie a redditi bassi e medio-bassi” spiega Paul Hilgers, responsabile per i quartieri, l’abitazione e il community development di Austin, Texas.

Hilgers dirige quella che è uno degli uffici per l’abitazione più progressisti del paese. Austin di recente ha completato un ambizioso progetto architettonico per uno homeless shelter and outreach center di 2.500 metri quadri, che utilizza acqua piovana per i servizi igienici e funziona ad energia solare. È stato finanziato in parte nel quadro del programma CDBG, che come sottolinea Hilgers fu lanciato da un repubblicano. “È iniziato sotto l’amministrazione Nixon, e l’idea era piuttosto semplice. Abbiamo problemi nazionali riguardo ai quali il governo federale ha alcune responsabilità, che non si sa come risolvere. Allora dobbiamo creare un programma che consenta parecchia flessibilità a livello locale”.

In altri termini, il programma CDBG è un modello di azione in cui un grosso governo agisce con la leggerezza del piccolo governo, e si tratta di un grosso risultato per l’amministrazione Nixon. Purtroppo l’idea di tagliare del 50% i fondi per il community-development ha il profumo di un altro presidente repubblicano anni ’70. È un prodotto dell’annata 1975, dal titolo: “ Ford alle città: a cuccia!”.

Ma può anche darsi che l’idea di un atteggiamento negativo del governo federale verso le città sia una generalizzazione eccessiva, un’astrazione di poca utilità. Magari si pensa a fogne e marciapiedi più o meno come ci si preoccupa di Sicurezza Sociale: non ci si vuol pensare gran che, ma ci si farebbe caso se non esistesse più. In questo caso, c’è una storia più piccola e più accessibile nascosta sotto tutte queste chiacchiere burocratiche. Riguarda il modo in cui negli ultimi dieci anni abbiamo imparato come abitazioni innovative e abitazioni a buon mercato non siano categorie che si escludono a vicenda. L’approccio bottom-up iniziato dallo HUD negli anni della presidenza Clinton (rendere disponibili fondi per il community development con minime formalità burocratiche) ha aiutato il sorgere di una nuova generazione di architetti che, ispirati dai successi del Rural Studio di Samuel Mockbee in Alabama, e da programmi simili in tutto il paese, hanno tentato di recuperare l’idea del Movimento Moderno, della casa per tutti.

Le generazioni precedenti avevano interpretato il messaggio modernista in modo piuttosto letterale, utilizzando i fondi federali per costruire i progetti residenziali monolitici diventati il simbolo dell’incapacità del settore pubblico di realizzare qualcosa di buono. Ora una nuova generazione di architetti trova interessante il tema dell’abitazione a basso costo: un enigma intrigante da risolvere. Giovani professionisti, spesso laureati nelle aree della progettazione/esecuzione, sono diventati maestri nel progetto e finanziamento di case a basso costo e prezzo. I fondi dello HUD entrano quasi sempre nell’equazione.

Hilgers ci dice: “Abbiamo un gruppo di giovani architetti molto innovativi che escono dalle scuole e sono veramente motivati ad alti livelli di progettazione creativa per abitazioni rivolte ai ceti meno abbienti. Non ci era mai successo prima. Ed è un peccato che, proprio quando abbiamo una struttura di giovani professionisti creativi che avrebbero bisogno di essere sostenuti, si debbano prevedere dei tagli”.

L’ufficio di Hilgers ha dato lavoro a studi di Austin come lo Krager Robertson Design Build, aiutandoli ad ottenere fondi federali. Il KRDB ha ottenuto fondi sufficienti dallo Housing and Urban Development attraverso l’amministrazione di Austin e il suo programma residenziale, per ideare, progettare e realizzare case a buon mercato in vendita per famiglie a medio reddito, sulla Cedar Avenue, nella zona est della città. Queste sottili ed eleganti case piene di luce, sono offerte a cifre da 105.000 a 125.000 dollari. Il sostegno dello HUD ha ridotto di 10-15.000 dollari il prezzo di vendita, e dato agli acquirenti un po’ di respiro nel pagamento degli interessi.

A Raleigh, lo studio di Bryan Bell, Design Corps, conta moltissimo sui finanziamenti delle varie branche dello HUD, compreso il programma Rural Housing and Economic Development di cui si prevede l’eliminazione. “Quando si parla di Home Investment Partnership (che per ora non è compresa nella lista dei programmi da eliminare) e di Rural Housing and Economic Development, quelle sono tutt ele risorse per i nostri progetti” dice Bell. “E que

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