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Mauro Lissia
Villa Certosa crescerà grazie al piano casa
19 Maggio 2010
La barbara edilizia di Berlusconi
Ecco chi utilizza il “piano casa” di Berlusconi. Nel test sardo si scopre chi sono gli italiani che hanno davvero bisogno di una casa. La Nuova Sardegna, 19 maggio 2010

CAGLIARI. Berlusconi l’aveva detto: il piano casa darà alle famiglie la possibilità di realizzare una cameretta in più per i bambini. Difficile pensare che il premier possa sentirsi stretto nelle sei ville galluresi in cui trascorre vacanze dorate con amici e stuoli di fanciulle.

Eppure è certo che una dalle sue società, la Idra Immobiliare spa, ha chiesto alla commissione paesaggistica regionale il pronunciamento di compatibilità per un progetto di ampliamento che riguarda la Certosa, prima residenza estiva del premier, teatro di festini e ricevimenti popolati di leader politici e veline: si tratta di un numero imprecisato di bungalow, strutture probabilmente abitabili piuttosto lontane dal corpo centrale della villa, che forse il capo del governo intende destinare agli ospiti. La richiesta è legata al primo piano casa, a quell’insieme di norme un po’ confuse varate dalla giunta Cappellacci all’alba della legislatura secondo le indicazioni del governo nazionale. Il piano paesaggistico regionale elaborato dall’amministrazione Soru impedirebbe qualsiasi aumento di volumetria nella sterminata area che circonda la residenza, ma grazie al piano casa regionale - ispirato dallo stesso Berlusconi - la Idra Immobiliare non dovrebbe avere alcuna difficoltà ad ottenere il nullaosta della commissione, malgrado alcuni componenti dell’organismo di valutazione abbiano manifestato perplessità: il terreno disponibile è vasto ma i bungalow, simili a tucul di disegno africano, provocherebbero un impatto visivo sgradevole. A confermare l’esistenza del progetto e dell’istanza di ampliamento è stato il presidente della commissione, l’artista Pinuccio Sciola: «Abbiamo fatto in tempo soltanto a dargli un’occhiata - ha spiegato il celebre scultore di San Sperate - ma il procedimento è in corso, la pratica risale a circa una settimana fa». Berlusconi, attraverso la Idra, già nel 2006 aveva realizzato pesanti interventi edilizi a villa Certosa e sulla spiaggia, imponendo il segreto di Stato. Dopo l’intervento degli ambientalisti e poi della Procura l’amministratore della società Giuseppe Spinelli era finito sotto processo a Tempio: tredici capi d’imputazione contestati dall’allora procuratore capo Valerio Cicalò, tutti riferiti ad abusi edilizi e violazioni delle norme ambientali. Spinelli però era stato assolto dal giudice Vincenzo Cristiano perchè una parte dei lavori era autorizzata e il resto risultava condonato in tempi diversi. Il nuovo progetto edilizio di Berlusconi sembra scorrere sui binari della piena legalità e sulla scia di atti pubblici: per ottenere il via libera dalla Regione la società immobiliare si è agganciata saldamente alle norme del piano casa, una corsia preferenziale disegnata dagli uffici dell’assessore all’urbanistica Gabriele Asunis per chi non si accontenta di quanto è già costruito. Così la blasonata e chiacchieratissima villa Certosa è finita nel calderone dei progetti di ampliamento piovuti sulla commissione del paesaggio, costituita poche settimane fa: fino ad oggi le richieste sono ventidue, quasi tutte riguardano aumenti di volumetria in superfici vicinissime al mare, alcune nella fascia dei trecento metri. Ci sono hotel, villaggi turistici e lussuose ville private: nessuna traccia di case familiari, nessuno sembra guidato dall’impellente necessità di realizzare uno spazio vitale per bimbi in arrivo. Alcuni progetti sarebbero di qualità imbarazzante: «È presto per dare giudizi - taglia corto Sciola - abbiamo appena avviato il lavoro, vedremo nei prossimi giorni».

La Forestale esamina tutti i progetti

Nuove cubature anche nei villaggi di Ligresti e di Mazzella

Il piano casa ha lanciato una nuova corsa al cemento e la procura della Repubblica ha deciso di verificare se le richieste avanzate da operatori turistici e privati, pronti ad allargarsi verso il mare, siano in linea con le norme del piano paesaggistico regionale e del codice Urbani. Non c’è ancora un’inchiesta: il nucleo investigativo del Corpo forestale è impegnato da giorni in uno screening dei progetti e degli atti conseguenti depositati nei comuni e negli uffici regionali. L’assalto alle coste è in corso: in provincia di Cagliari risultano istanze di accesso al piano casa presentate dal Tanka Village del gruppo Ligresti e dal Pullman-ex Timi Ama di Giorgio Mazzella, due strutture enormi che aspirano a occupare nuovi spazi sulla costa di Villasimius. Fra le residenze private candidate alla crescita spicca quella del leader dei Riformatori Massimo Fantola, a Santa Margherita di Pula: è sotto verifica da parte del Corpo forestale. Ma il numero delle istanze è destinato ad aumentare soprattutto grazie all’approvazione il 12 maggio del disegno di legge che precisa le competenze del Suap, lo sportello unico per le attività produttive creato dall’amministrazione Soru il 5 marzo 2008: doveva servire ad accelerare, fino a ridurli a venti giorni, i tempi delle pratiche autorizzative per l’avvio di un’iniziativa imprenditoriale. Una sorta di autocertificazione, utile per scavalcare le lungaggini burocratiche. Quella norma prevedeva una procedura semplificata anche per le autorizzazioni edilizie, ma non specificava se il riferimento fosse per gli edifici legati all’impresa: era scontato che lo fosse. Ma se la giunta Soru pensava solo a capannoni, fabbriche e uffici necessari per lavorare l’esecutivo guidato da Ugo Cappellacci ha fornito con il ddl un’interpretazione estensiva della norma, una rilettura esplicativa proposta dagli assessori all’urbanistica Gabriele Asunis e all’industria Sandro Angioni: la giunta ha chiarito che all’interno delle attività economiche e produttive per beni e servizi che hanno diritto alla procedura Suap sono comprese anche quelle edilizie ad uso residenziale. Come dire che una legge elaborata per agevolare l’impresa ha finito per aiutare i privati. La via da seguire è molto semplice: chi progetta di costruire un hotel, ma anche una villa, può rivolgersi a una ditta, che a sua volta presenta l’elaborato al Suap con le autocertificazioni e gli atti indicati dalle norme. In venti giorni la pratica si considera espletata. Insomma: si può aprire il cantiere. Una via breve graditissima alle imprese immobiliari, che potranno far girare le betoniere senza attendere l’esito dei procedimenti di autorizzazione. È chiaro che questa procedura non salva dal rischio legato ai controlli: Comuni, Regione e polizia giudiziaria potranno verificare la regolarità degli atti e la conformità alle norme paesaggistiche e ambientali. Ed è quello che sta facendo il nucleo investigativo del Corpo forestale, un lavoro di controllo su quello che ormai si delinea come un passaggio storico per la Sardegna: dal rigore ecologista del piano paesaggistico targato Soru all’opportunità per chiunque abbia denaro da spendere di portare nuovo cemento in siti delicatissimi, dove ormai nessuno pensava si potesse più mettere su un solo mattone. (m.l)

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