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Roberta Zunini
Piano casa, dal Lazio privilegi alla Chiesa
28 Luglio 2012
La barbara edilizia di Berlusconi
Ormai siamo alla svendita del territorio da parte della pessima giunta Polverini. Il Fatto Quotidiano, 28 luglio 2012 (m.p.g.)

Nei corridoi ministeriali, il piano casa della Regione Lazio presentato un anno fa, milioni di metri cubi di cemento, cavallo di battaglia di Renata Polverini, era soprannominato “discesa”. Notavano, gli ispettori del ministero dell’ambiente, una certa predilezione per le nuove piste da sci del Terminillo, per l’ampliamento esponenziale delle metrature del nuovo aeroporto e, più in generale, un’attitudine alla cementificazione selvaggia e alla speculazione edilizia in una prospettiva in cui l’emergenza abitativa risiedeva all’ultimo posto delle priorità. Con la rissa di ieri tra il ministro Ornaghi (già duro sull’ipotesi a dicembre) e la Regione (“inesattezze”) e dopo due distinti pareri del governo sull’incostituzionalità del piano casa legata “alla pianificazione paesaggistica” datati 13 febbraio e 30 aprile 2012 in cui si bocciava duramente il progetto parlando di “escamotage terminologici”, “vizi di fondo legati alla condonabilità degli abusi”, “formulazioni ambigue e disordinate”, si è capito perché. Tre giorni fa, per mano di Luciano Ciocchetti, assessore all’urbanistica, dell’Udc, la giunta ha presentato nottetempo un maxiemendamento al piano capace di provocare la rivolta dei Radicali e l’uscita di Verdi, Pd e Idv e dall’aula. Emendamento che, diceva Ciocchetti, superava i conflitti relativi all’epoca Galan (l’ex titolare del dicastero, che bocciando il piano casa originario aveva minacciato il riscorso alla Corte Costituzionale) e abbracciava in pieno, dopo opportuno confronto, il gradimento di Ornaghi. Tutto falso secondo l’ex rettore della Cattolica, indignato al pari del ministro del turismo Gnudi, furibondi contro il golpe alla amatriciana di Ciocchetti. Un caos che nel pomeriggio dà vita a una quadriglia di dichiarazioni che portano in prima pagina una partita davanti alla quale Polverini e i suoi, in vista delle elezioni, non possono permettersi arretramenti.

Il governo tuona contro il “falso ideologico”, la Regione parla di inesattezze negando (per la prima volta, un inedito) che ci sia bisogno di un parere del Ministero per procedere e gli ultrà della curva, a iniziare da Teodoro Buontempo, azionano la grancassa delle retorica demagogica utile allo spottone: “Con il nuovo piano casa tutelati i diritti di 1.600 famiglie”. Ora con il caso esploso e non più tenuto nei binari della dialettica civile, si attendono altri interventi, a cominciare da quello della Corte dei Conti. Chi ha incontrato Renata Polverini, ieri, la descriveva terrea. Sul Piano, milioni di euro di investimenti, appalti, indotto, centri commerciali (che c’entrano con il Piano casa?) aveva giocato carte per lei decisive. Non si aspettava sbarramenti. Sono arrivati sulla tutela del paesaggio. Il Ministero, salvata Villa Adriana, aveva già mostrato scarsa inclinazione alla sua devastazione. Con buona pace dei tanti palazzinari che a Roma e sul litorale da decenni, mettono le loro mani avide. Verdi e i Radicali si rivolgeranno al tribunale. Non sono gli unici a ritenere insopportabile che gli enti religiosi abbiano ottenuto l’ennesimo privilegio: la possibilità di edificare nei dintorni di chiese e luoghi di culto anche uffici, case e centri commerciali, in deroga al piano regolatore. Concessioni che secondo Radicali e Verdi “toglieranno terreno utile per la costruzione di scuole, asili e presidi sanitari”. Amen.

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