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Edoardo Salzano
Una base USA militare a Vicenza?
18 Agosto 2006
Articoli del 2006-2007
Nell'intervista di Jacopo Norfo le critiche a un grottesco progetto partorito da una distorta idea di sviluppo. Il Vicenza, 15 agosto 2006 (m.p.g.)

Una follia. A Eddy Salzano basta un attimo. Poi il grande urbanista veneziano ha pronta la sentenza sul progetto del Dal Molin americano: «Una vera e propria follia». E il fronte del no all'insediamento Usa nell'aeroporto vicentino si arricchisce di una testimonianza importante, quella di uno dei maggiori studiosi in Italia nel campo dell'urbanistica. «Sarebbe una follia degna del secolo scorso- avverte Salzano- spero che la vasta raccolta di firme raccolta a Vicenza, che mi risulta sia molto cospicua, venga al più presto accolta dal Comune in modo che rinunci a questa assurda operazione». Salzano si muove sulla base di studi precisi, numeri altrettanto definiti, e certezze che derivano da anni e anni di ricerche. Il suo è dunque più di un parere autorevole, nel dibattito che da qualche mese ha varcato i confini di Vicenza sul progetto più discusso degli ultimi decenni. «Quel piano attirerebbe traffici di guerra che sicuramente non farebbero bene alla società civile vicentina e a quella veneta in generale- spiega Salzano- io dico che invece bisognerebbe instaurare un clima di pace e che dovrebbero contribuire tutti a farlo. Dal sindaco al presidente del Consiglio sino al Capo dello Stato. Poi non va dimenticato che questo progetto andrebbe inserito in un contesto di devastazione già esistente, che ha portato alla nascita di caserme una dietro l'altra».

Ed è per questo che” Eddy” boccia senza pietà il piano dell'armata di Bush. Definendolo come una sorta di boomerang per la popolazione vicentina: «Intanto stiamo parlando di costruzioni non previste negli attuali strumenti urbanistici di pianificazione- spiega il professore- e che oltretutto andrebbero a esaurire quasi tutte le cubature e le volumetrie previste per l'intera città nei piani regolatori. Ma il punto vero è un altro: non si capisce perchè queste volumetrie debbano essere utilizzate per scopi bellici e non invece pubblici. Che benefici avrebbe Vicenza dalla nascita dell'ennesima caserma, nel suo unico aeroporto civile e per giunta a ridosso del centro abitato?». Una domanda che andrebbe probabilmente girata al sindaco Hullweck, o a tutti i supporters degli usa che sostengono al contrario che un aeroporto destinato ai militari porterebbe enormi vantaggi economici per la città. Eddy Salzano invece non usa mezzi termini: «Un aeroporto occupato dai soldati americani distruggerebbe la città e il territorio vicentino- afferma- che è già contaminato non solo dalle caserme, ma anche dalle ville cresciute spesso in maniera spropositata. Servirebbe invece una forte attrattiva di attività, che sicuramente non devono essere legate in alcun modo alla guerra». E presto il dibattito in corso a Vicenza potrebbe finire anche nel suo attrezzatissimo sito Internet www.eddyburg.it, e ospitare così altri pareri autorevoli su una vicenda che fa discutere anche fuori dalla provincia berica, ma dopo Diliberto, dopo la scia di parlamentari che si sono detti contrari al progetto, resta una netta linea di divisione: pochi, se non nulli, sono stati sinora gli interventi autorevoli che abbiano esaltato la presunta bontà di questo piano. Molti di più gli studiosi che si dicono convinti che si tratti di “una devastazione”, come ripete Eddy Salzano nel suo studio veneziano. E certi progetti li porta via il vento.

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