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Simona Poli
Tirrenica, addio all’autostrada?
5 Agosto 2007
Maremma
Se Rutelli terrà ferma la posizione che traspare dietro le parole un po' ambigue, c’è speranza per la Maremma. Da la Repubblica, Firenze, del 5 agosto 2007

Da Grosseto a Civitavecchia niente più autostrada. Lo stop arriva dal vicepremier Rutelli, che ancora prima che si concluda l’iter della Valutazione d’impatto ambientale fa sapere come la pensi il suo ministero al riguardo: «Pur non ritenendo la soluzione autostradale in contrasto con un possibile scenario dello sviluppo infrastrutturale del territorio - spiega - questa amministrazione considera opportuna la valutazione di soluzioni che consentano di migliorare la mobilità attraverso un minor impegno del territorio e un minor impatto sul paesaggio quale bene del patrimonio culturale». Al di là del linguaggio un po’ involuto il messaggio è chiaro: addio alle sei nuove corsie del corridoio tirrenico. Per la Regione un altro amaro boccone da digerire.

Eppure anche stavolta il presidente toscano Claudio Martini cerca di sdrammatizzare: «Non vedo nessuno stop al completamento dell’autostrada tirrenica», è il suo primo commento alle parole di Rutelli. «Al contrario il ministro con il suo parere - da non confondere con la Via - ha messo il disco verde affinché il progetto di massima arrivi all’esame del Cipe. Quella di Rutelli insomma è una decisione che sblocca la fase di stallo e consente al ministro Di Pietro di fare un passo avanti portando, entro settembre, il progetto di completamento nella sede appropriata per la decisione finale, il Cipe. Non vedo quindi veti di alcun tipo. C’è solo la richiesta di un approfondimento in sede di valutazione del progetto definitivo. Al di là degli stucchevoli tormentoni estivi, sul completamento della Tirrenica c‘è l’impegno di Di Pietro a procedere».

C’è da capirlo. Se la Regione prendesse per oro colato tutte le dichiarazioni dei ministri (passati e presenti) sulla Grosseto-Civitavecchia rischierebbe di diventare schizofrenica. Tra le mille contese aperte in Italia quella sull’autostrada della Maremma merita un posto d’onore. Qui non sono più i comitati ambientalisti ad opporsi alla realizzazione della nuova infrastruttura che dovrebbe decongestionare l’Aurelia ingolfata dai camion e dare una direttrice più rapida alla costa meridionale della Toscana. Quel tempo è passato, anni di discussioni e polemiche lo hanno seguito e dopo un lungo e tormentato percorso le istituzioni sono riuscite a firmare un accordo, a cui solo il Comune di Capalbio si è sottratto, che ha portato la questione sul tavolo di diversi presidenti del Consiglio. Era ancora sindaco di Grosseto Alessandro Antichi quando il centrodestra levò gli scudi contro la cosiddetta "lobby di Capalbio, cuore a sinistra ma villa in Maremma" che si opponeva al tracciato d’asfalto. Ancora non sapeva che nei suoi cinque anni di governo Berlusconi non avrebbe risolto il problema e che il governo Prodi si sarebbe trovato punto e a capo. Nell’attuale squadra di Palazzo Chigi il partito del "no" è capeggiato da Pecoraro Scanio e, in modo più morbido, dallo stesso Rutelli mentre quello del "sì" annovera Di Pietro, Chiti e D’Alema. Chi vincerà? «Non è vero che ci sia una paralisi», sostiene il sottosegretario ai Beni culturali Andrea Marcucci, ieri ospite della Versiliana. «Il ministero dà un parere favorevole, con qualche prescrizione, sul tratto Cecina-Grosseto sud proprio per non bloccare l’intervento ma chiede che da Grosseto a Civitavecchia venga seguita un’ipotesi diversa, che preservi il paesaggio. Intanto però le procedure vanno avanti, i lavori si attivano e l’opera non si blocca. Ci tengo a sottolineare che con Martini e Conti c’è un confronto aperto e costante». Rutelli parla anche di "autostrada leggera", con barriere a pagamento al posto degli svincoli per consentire al traffico locale dei residenti di viaggiare gratis. «Si tratta di scelte tecniche», risponde Marcucci, «che spetterà alla Regione decidere in via definitiva, sono meccanismi che permettono di alleggerire i pedaggi per chi abita e lavora in zona. Fino a Grosseto, comunque, c’è un sostanziale via libera, i problemi si concentrano nella parte sud».

Che nel governo ci siano nette divisioni sulla Tirrenica non è un mistero. Solo pochi giorni fa il ministro delle Riforme Vannino Chiti spiegava a Repubblica perché l’autostrada sia di fondamentale importanza per la Toscana, l’Italia e il collegamento con l’Europa. Ieri Chiti è tornato sull’argomento contraddicendo Rutelli: «La posizione del governo è quella sottoscritta da Di Pietro con la Regione. Altrimenti cadremmo noi stessi in contraddizione. Stiamo parlando del completamento di un’arteria di grande comunicazione europea, di un tracciato voluto da Regione ed enti locali. Non si può scegliere un metodo per la Val di Susa ed uno contrario per la Toscana, non si è riformisti a giorni alterni. E il riformismo non si può arrestare a Capalbio». Decisamente diversa l’opinione di Legambiente, che sposa in pieno la linea di Rutelli: «Finalmente si sblocca una vicenda durata oltre vent’anni», dice Angelo Gentili della segreteria nazionale, «e prevale il buon senso. Da sempre sosteniamo che realizzare un corridoio autostradale in un tratto dove già esiste una strada a quattro corsie sarebbe aggiungere ad uno scempio ambientale anche uno spreco di risorse». Ma il problema dei costi sembra tutt’altro che superato. Il project financing proposto da Sat a Di Pietro prevede che siano gli utenti a pagare il pedaggio ai concessionari dell’autostrada e che l’operazione per lo Stato sia a costo zero. Nel caso della risistemazione dell’Aurelia a sud di Grosseto, invece, sarebbe l’Anas a dover trovare i fondi. Se ne parlerà ancora e molto presto. Il 17 agosto a Festambiente, che si tiene ogni estate a Rispescia in Maremma, sarà proprio Francesco Rutelli il protagonista di un dibattito sul paesaggio. E la tirrenica sarà l

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