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Vittorio Emiliani
Autostrada tirrenica È ancora «leggera»?
20 Agosto 2007
Maremma
A pensar male si commette peccato, ma…la partita sull’autostrada della Maremma è ancora da giocare. Da Corriere della Sera, ed. Roma, 20 agosto 2007 (m.p.g.)

Il 3 agosto il ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli, era stato chiaro nel presentare il parere di Valutazione di Impatto Ambientale («Via») espresso dal suo dicastero - e da lui controfirmato - sulla proposta di autostrada tirrenica avanzata dalla Regione Toscana e dalla Sat: «no» alle sei corsie, a caselli autostradali invasivi, a manomissioni pesanti di un territorio protetto per ragioni naturalistiche (Parco della Maremma, Oasi Wwf, ecc.) e archeologiche (aree di Tarquinia, di Vulci, ecc.), paesaggi ancora degni del Grand Tour. «Sì», invece, ad una autostrada «leggera».

Una autostrada, grosso modo lungo il tracciato dell'Aurelia, con barriere a pagamento e ingresso gratuito per il traffico locale che peraltro costituisce circa il 75 per cento dei 18-20mila autoveicoli giornalieri fra Rosignano e Civitavecchia (meno della metà delle medie autostradali normali). Tutto il contrario, sembrava, del progetto SAT-Regione fondato su pedaggi decisamente pesanti al fine di ribadire che quella autostrada «si paga da sé» e quindi su caselli e altro che esigerebbero strade complanari gratuite e quindi nastri di asfalto plurimi a tranciare parti ancora integre della splendida e però minacciata Maremma. Dai documenti dei Beni culturali, dalle parole del loro titolare e da quelle del collega della Tutela dell'Ambiente, Pecoraro Scanio, recisamente contrario all'autostrada «pesante », emergeva, di fatto, il ritorno al bel progetto ANAS di superstrada a quattro corsie sul quale avevano concordato, il 5 dicembre 2000, governo Amato, Regioni Toscana e Lazio, Enti locali e Associazioni. Intesa purtroppo saltata dopo le elezioni della primavera 2001 facendo «resuscitare » quella SAT che, in forza dell'accordo di fine 2000, era stata già indennizzata con circa 173 miliardi di lire.

L'altra sera a Festambiente, in piena Maremma, il ministro e vice-premier Rutelli ha detto che «la Autostrada Tirrenica bisogna farla. Facciamola bene. Noi vigileremo con spirito costruttivo perché si faccia e si faccia bene». Parole francamente più vaghe di quelle usate il 3 agosto scorso per presentare il parere critico, molto argomentato, dei suoi tecnici sull'autostrada voluta da Regione Toscana e SAT. A questo punto un chiarimento sembra necessario: a quale versione si deve prestar fede? Alla prima, molto dettagliata, o alla seconda, più «politica » e sfumata? Dal dicembre 2000 sono passati ormai sette anni e in due tratti dell'Aurelia, entrambi a due sole corsie, in Comune di Capalbio (circa 13 Km) e fra Tarquinia e Civitavecchia (altri 9 Km) i morti, i feriti gravi, i traumatizzati sono stati tanti. Una chiara e inequivoca presa di posizione del governo è più che mai necessaria. A fine di mettere in sicurezza l'Aurelia e farne un'autostrada «leggera», cominciando subito da quei due pericolosissimi tratti. A forza di parole, di dire e non dire, quanti anni dovranno ancora passare?

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