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Alberto Bonanno
Tecnici esterni per smaltire 60 mila istanze di condono
29 Marzo 2007
Articoli del 2006-2007
I frutti avvelenati di tre condoni edilizi in otto anni: in Sicilia oltre 500.000 pratiche ancora da smaltire. E le scorciatoie sono pericolose e impervie. Da la Repubblica, ed. Palermo, 29 marzo 2007 (m.p.g.)

Il Comune tenta l´accelerata sul condono edilizio. Una delibera varata martedì dalla giunta Cammarata prevede la possibilità di ricorrere a tecnici esterni per la definizione delle oltre 59 mila pratiche che giacciono negli uffici comunali. In un anno ne sono state esitate appena 569.

Nei prossimi giorni sarà pubblicato un avviso rivolto a chi ha fatto istanza di condono nell´85 e nel ´94: chi deve ancora completare le domande con nuovi documenti, avrà sei mesi di tempo per farlo, o potrà presentare una perizia giurata entro il 31 dicembre. In cambio, il Comune definirà l´istanza di sanatoria entro i successivi nove mesi, anche ricorrendo a tecnici esterni, che saranno pagati con i fondi incassati dalle concessioni edilizie. A Palermo le pratiche incomplete sono circa 27 mila, quelle esitate appena 2 mila 600, quelle ancora da esaminare quasi 30 mila. In termini economici significano circa trenta milioni di euro, calcolando un onere medio di cinquecento euro a concessione.

Per smaltirle non basterebbero 103 anni. Delle 61.685 pratiche di sanatoria edilizia presentate, in dodici anni il Comune ne ha definite appena 2.616. E tra il 2004 e il 2005 le concessioni sono state in tutto 569. A conti fatti, con questi ritmi ci vorrebbe più di un secolo. Ma il Comune adesso fissa la tabella di marcia per i 27 mila ex abusivi che hanno pratiche incomplete, e per smaltire tutto il resto dell´arretrato autorizza il ricorso a tecnici esterni, che saranno pagati dal Comune stesso con gli oneri di concessione. Mettendo in atto ciò che a suo tempo aveva previsto la Regione, che nel 2003 aveva varato una legge che autorizzava il ricorso ai tecnici esterni, e nella Finanziaria del 2005 aveva autorizzato gli enti locali a pagare i tecnici con i fondi incassati dalle concessioni. Norme ribadite da una circolare emessa nel marzo 2005 dall´allora assessore al Territorio, Francesco Cascio, rimasta nella stragrande maggioranza dei casi lettera morta. «Finalmente al Comune hanno letto la Gazzetta ufficiale», ironizza oggi Cascio.

Ma, d´altro canto, è un dato di fatto che anche l´ultima rilevazione della Regione (al 31 dicembre 2005) sia sconcertante: i Comuni siciliani in un anno hanno smaltito appena il 3,2 per cento delle istanze pendenti. Delle 770.880 domande di condono relative alle tre sanatorie (anni 1985, 1994 e 2003), ne restano ancora da definire 547.986. Delle quali 59.069 in capo al Comune di Palermo, che in termini economici significano circa trenta milioni, calcolando un onere medio di cinquecento euro a concessione. Soldi che per le asfittiche casse di Palazzo delle Aquile sarebbero ossigeno puro.

Adesso Palazzo delle Aquile prova a dare una spallata alla montagna di carta ferma da oltre vent´anni e cresciuta a dismisura grazie alle altre due sanatorie. Le nuove regole per definire le pratiche sono contenute in una delibera predisposta dall´assessore comunale all´Edilizia privata, Giovanni Di Trapani, e approvata dalla giunta Cammarata martedì sera. A giorni sarà affisso e pubblicato un avviso che servirà a mettere sulla giusta strada chi attende il rilascio della concessione.

I 27 mila cittadini palermitani che hanno chiesto il condono nell´85 e nel ´94, ma non hanno ancora completato le pratiche, per farlo avranno 180 giorni di tempo dalla pubblicazione dell´avviso. A chi entro questa scadenza presenterà i documenti richiesti, o in alternativa produrrà entro il 31 dicembre 2007 la perizia giurata prevista dalla legge regionale che attesti la sussistenza di tutti i requisiti per ottenere la sanatoria, il Comune risponderà definendo l´istanza entro i successivi nove mesi. Tanto varrà anche per il settore Servizi alle imprese, per il rilascio del certificato di agibilità, e per il settore Centro storico, che ha la competenza di 400 pratiche ancora aperte.

I controlli saranno fatti su un campione di 1.200 istanze. E se il Comune non ce la farà a rispettare le scadenze con le sue forze - dei settanta tecnici arruolati per smaltire la sanatoria del 1985 ne sono rimasti in servizio appena una ventina - allora il servizio Condono edilizio ricorrerà ai tecnici esterni, come avvenuto nel 1995 per circa 5 mila pratiche. Il Comune, per questi incarichi esterni, stima una spesa di circa due milioni di euro.

«Era l´unico modo di affrontare una questione che rischiava di rimanere irrisolta», spiega Di Trapani, che in giunta è entrato l´11 gennaio scorso. «Appena nominato, sono stato messo di fronte al problema - spiega l´assessore - e mi sono reso conto che i nostri uffici con le loro forze non ce l´avrebbero mai potuta fare. Gli uffici prevedono di smaltire al massimo regime non più di 1.200 pratiche all´anno, il che significa che nel migliore dei casi ci vorrebbero cinquant´anni».

Di Trapani non nasconde che la manovra lo potrebbe rendere più simpatico ai tecnici, cosa che in campagna elettorale non guasta: «È anche vero che questa richiesta - spiega l´assessore - è stata fatta più volte dagli ordini e dai collegi professionali, che lamentano una situazione lavorativa non florida. In ogni caso, sarà un modo per tentare di muovere una situazione paralizzata da anni e per dare risposte a quei cittadini che hanno deciso di mettersi in regola».

La procedura varata dalla giunta Cammarata non comprende le pratiche del "condono Berlusconi", varato nel 2003. Le istanze sono 10.102, delle quali 120 sono state esitate. Ma in questo caso le regole erano molto più restrittive delle precedenti sanatorie, e il Comune prevede che gestire le concessioni sarà più facile.

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