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Eddyburg
Sette domande sui rifiuti
16 Gennaio 2008
Rifiuti di sviluppo
In attesa delle decisioni del governo (che si spera siano più ragionevoli delle anticipazioni) alcune domande che giacciono da tempo inevase

1. Perché non si sono mai domandati se si producono troppi rifiuti, e non hanno agito sulla produzione e sul commercio per ridurli all’origine?

2. Perché non hanno promosso e attivato la raccolta differenziata, unico strumento capace di adoperare come risorsa gran parte dei rifiuti e da ridurre massicciamente il costo di eliminazione dei residui?

3. Perchè hanno affidato la soluzione del problema (dell’emergenza) a “commissari straordinari”, quando si tratta di compiti che richiedono un impegno ordinario di buona amministrazione?

4. Perché per lo stoccaggio hanno scelto sempre e sistematicamente siti sbagliati perché pericolosi per l’inquinamento delle falde idriche, per l’instabilità dei terreni, per la distruzione di risorse territoriali preziose, per la densità della popolazione “sottovento”?

5. Perché la “destra” ha appaltato l’intero ciclo dei rifiuti a un’impresa privata e la “sinistra”, pur avvisato per tempo dell’errore, ha confermato e ribadito la scelta cancellando chi l’aveva avvertita?

6. Perché non hanno mai coinvolto i cittadini in una discussione seria sulle cause, sui rimedi possibili, sulle azioni necessarie, proponendo programmi credibili e monitorandone l’attuazione?

7. Perché, quando i nodi derivanti dalla loro incapacità di governo vengono al pettine, non trovano altra soluzione se non quella di mandare l’esercito o – addirittura – minacciare di mandare i carri armati?

Nessuno si chiami fuori, perché nessuno è esente da colpe. Ma non tutti sono uguali: le graduatoria della colpevolezza coincide con la graduatoria del potere.

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