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Robert Pogrebin
Scomparso a 95 anni l’urbanista di Filadelfia, Edmund Bacon
20 Gennaio 2007
Altri padri e fratelli
Una breve nota biografica su uno dei protagonisti dell'urbanistica del Novecento. The New York Times, 18 ottobre 2005 (f.b.)

Titolo originale: Edmund Bacon, 95, Urban Planner of Philadelphia, Dies – Traduzione per Eddyburg di Fabrizio Bottini

Edmund N. Bacon, uno dei principali urbanisti del dopoguerra, che ha ricostruito gran parte di Filadelfia, è morto venerdì nella sua casa. Aveva 95 anni.

La morte è stata annunciata dalla figlia, Elinor Bacon.

Direttore esecutivo della City Planning Commission di Filadelfia dal 1949 al 1970, Bacon ha avuto sulla sua città natale un’influenza paragonata da alcuni a quella di Robert Moses nel suo lungo regno su New York.

Rappresenta, anche un’epoca finita, quando gli urbanisti erano considerati delle celebrità, come oggi il figlio minore di Bacon, l’attore Kevin. Nel 1964 Bacon fi ritratto sulla copertina della rivista Time nel numero dedicato al rinnovo urbano in America. Nel 1965 Life dedicò un’altra copertina alla sua opera. Del 1967 il suo libro, Design of Cities, tuttora considerato un testo fondativo per l’urbanistica contemporanea.

Il suo segno su Filadefia risulta forse più evidente nel Penn Center, enorme insediamento nel centro città degli anni ’50 e ‘60. Il complesso, che comprende uffici e alberghi, era il più grande che si fosse visto in città dagli anni ‘20.

Sostituendo la cosiddetta Muraglia Cinese, insieme di ferrovie sopraelevate che dividevano la città, Bacon intendeva fissare una solida spina est-ovest. Aggiunse edifici nell’area attorno alla Stazione della 30° Strada al margine occidentale del centro città. Le idee del progetto di Bacon portarono anche agli insediamenti di Market East, Penn’s Landing, Society Hill, Independence Mall e Far Northeast. “Univa una filosofia demolisci-ricostruisci da urban renewal all’inizio della cultura della conservazione storica” scrisse Paul Goldberger sul New York Times nel 1988.


Il suo lavoro di urbanista non fu sempre giudicato positivamente dalla critica. Nel 1998 Herbert Muschamp scrisse sul New York Times che il Penn Center era “famigerato come uno dei primi esempi di disastrosa urbanistica moderna: discutibile nella geometria essenziale dei suoi edifici, la sua scarsa considerazione per la vitalità della strada tradizionale”.

Dal punto di vista personale, Bacon era noto per essere pungente, come può verificare chiunque nel documentario del 2003 My Architect, sul leggendario architetto Louis Kahn. Nel film, realzizzato dal figlio di Kahn, Nathaniel, Bacon difende vigorosamente – a dire il vero in modo irritabile – la sue decisione di respingere il progetto urbano di Kahn per Filadelfia.

Vigilò sempre attentamente sugli elementi storici fondamentali della città; per esempio, favorì il mantenimento di un tetto all’altezza massima degli edifici di Filadelfia, onorando la tradizione secondo cui nessuno poteva superare i 150 metri, ovvero l’altezza della statua di William Penn sopra il palazzo comunale. “Una volta infranta, non esiste più” dichiarò Bacon nel 1984.

Contrario al grattacielo One Liberty Place, si rifiutò di partecipare alla cerimonia di apertura del cantiere del 1986 e tolse il saluto al suo amico Willard G. Rouse III, che lo costruiva. “Credo che sia molto, molto distruttivo, il fatto che lui, lui solo abbia scelto di distruggere una tradizione storica che ha conferito belle e regolari forme alla città”, dichiarò Bacon all’epoca.

Contemporaneamente, si scontrava coi conservazionisti per la demolizione e ricostruzione di tanta parte della città.

Nativo di Filadelfia, Bacon aveva conseguito un bachelor in architettura alla Cornell University nel 1932, e poi continuato gli studi alla Cranbrook Academy of Art di Bloomfield Hills, Michigan, con l’architetto e urbanista finlandese Eliel Saarinen. Lavorò come architetto in Cina e a Filadelfia, prima di diventare urbanista municipale a Flint, Michigan

Da Flint, Bacon si spostò a Filadelfia come direttore della Housing Association, per cui progettò l’Esposizione Better Philadelphia del 1947, una mostra di piani e progetti modello. Fu anche fra i primi membri del City Policy Committee, protagonista del movimento politico riformista di Filadenfia.

Dopo le dimissioni dalla City Planning Commission nel 1970, Bacon fu vicepresidente della Mondev International Ltd., studio di urbanistica privato. Produsse anche Understanding Cities, una serie di film sull’urbanistica.

Fu professore associato all’Università della Pennsylvania, e insegnò anche a quella dell’Illinois a Urbana-Champaign. I riconoscimenti ricevuti comprendono tra l’altro lo American Institute of Planners Distinguished Service Award e il Philadelphia Award.

Oltre a Elinor, che abita a Washington, e a Kevin, che vive a New York, Bacon lascia altri quattro figli: Karin e Michael, a New York; Hilda, a Cherry Hill, New Jersey; e Kira, a Vashon, Washington, oltre a sei nipoti e un pronipote.

Bacon ha continuato sino alla morte a sostenere le proprie idee per Filadelfia, con modifiche a Independence Mall, Penn’s Landing e la Benjamin Franklin Parkway negli anni ‘90. Nel 2002 aveva protestato per la proibizione degli skateboard nel parco urbano di LOVE, nell’area orientale della parkway, attraversandolo illegalmente su proprio su uno skateboard.

Nota: il testo originale al sito del New York Times ; per capire meglio il contesto dell'opera di Edmund Bacon, si veda per esempio il saggio (disponibile online) di Mimi e John Lobell: The Philadelphia School 1955-1965 - A Sinergy of City, Profession and Education (f.b.)

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