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Gianni Vattimo
Rifare la Dc, capisco. E la sinistra?
11 Dicembre 2005
Scritti 2004
Una riflessione che molti condividono. Da L’Unità del 5 marzo 2004.

Rifare la Dc? Questo, alla fine, potrebbe essere uno dei risultati delle prossime elezioni europee. Lo diciamo senza spirito polemico, anche perché una Dc rifatta, in confronto al putridume del centro-destra attuale, sarebbe una vera e propria manna. Ma se cosi fosse, bisognerebbe che la sinistra-sinistra (ormai è meglio scrivere il termine in questo modo, a scanso di equivoci) si ponesse seriamente il problema di rifare a propria volta qualcosa - “qualcosa di sinistra”, come troppo tempo fa diceva Nanni Moretti, ora silenzioso.

Che ci sia nell'aria una voglia di Dc lo induciamo da vari segni. Primo: le ripetute mosse di Rutelli in direzione di un atteggiamento bi-partisan sulle pensioni e ora sulla “riforma” della magistratura. Secondo: una lunga intervista alla deputata Ppe Marcelle de Sarnez, che esce sulla rutelliana “Europa” (3 marzo), in cui, sotto il titolo “È tempo della nuova Europa”, si enfatizza il senso neo-centrista delle discussioni in corso fra Prodi e Bayrou per la costituzione di un nuovo gruppo di centro al Parlamento europeo, “una nuova offerta - precisa la de Sarnez - che dovrebbe essere proposta prima delle elezioni europee del 13 giugno”. Il che risolverebbe dunque la questione di dove andranno gli eletti della lista unitaria italiana nel nuovo Parlamento. Sappiamo bene che questo non è il proposito della componente Ds di questa lista; ma non è indifferente, per tale componente, sapere che questo è il proposito dell'altro principale partner dell'impresa; e verosimilmente anche degli altri due - Boselli e Sbarbati.

Terzo segno, molto più indiretto, della voglia di centro. Miriam Mafai (Repubblica del 3 marzo) suggerisce esplicitamente ad Amato, incaricato di formulare il programma della lista unitaria, di pensare a una candidatura di Emma Bonino per le prossime elezioni europee. Difficile sostenere che la Bonino rientri nel piano di una nuova Dc; ma certo conferirebbe alla lista un indubbio sapore di centro, date le posizioni liberiste che i radicali non si sono mai stancati di sostenere in questi anni.

Non sembra affatto esagerato ritenere che segnali come questi - scelti qui a caso, tra i tanti che si vedono sempre più spesso, primo fra tutti la posizione sulla guerra in Iraq - dovrebbero essere tenuti più francamante presenti nella sinistra del centro-sinistra. Si può assistere senza reagire al delinearsi di simili posizioni? Esagerando un poco il senso dell'intervento di Miriam Mafai, possiamo accontentarci del fatto che il nuovo centro europeo prodiano-rutelliano si dia una colorata “di sinistra” assumendo le iniziative e lo spirito laico-libertario della Bonino? È vero che una tale assunzione potrebbe mandare in aria l'accordo con Bayrou e l'UdF - che trovano già troppo laici i liberali europei di Watson; ma, come si è visto nel voto sulla fecondazione assistita, anche il laicismo della Bonino sarebbe verosimilmente destinato a naufragare davanti ai problemi di coscienza di Rutelli e dei suoi. Con il risultato che il centro si identificherebbe sempre più con una nuova Dc. Ripetiamolo, che accada questo ci sembra assolutamente positivo - sia per la chiarezza del panorama politico, sia per l'effetto di vera e propria “disinfestazione” che avrebbe sul Ppe e anche sul centro-destra italiano. Ma che cosa ne sarebbe, in tutto ciò, della sinistra ?

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