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Regione Toscana a sorpresa: «Sì al piano casa per i centri storici»
9 Aprile 2009
La barbara edilizia di Berlusconi
Come si temeva, l’opposizione agli aspetti più deteriori del piano casa è tutt’altro che solida. Dal Corriere Fiorentino, 9 aprile 2009 (m.p.g.)

Via libera al piano casa della Toscana, entro un mese. Nella corsa all’approvazione del provvedimento che darà la possibilità ai proprietari di ampliare del 20% i propri immobili, demolirli e ricostruirli, la Regione ha deciso di bruciare i tempi fissati dal governo (90 giorni) e portare prima possibile la sua proposta in consiglio. Con qualche sorpresa: l’assessore regionale all’urbanistica Riccardo Conti apre infatti all’ipotesi di includere nel piano casa anche i centri storici della città toscane. «Daremo dei criteri di grande elasticità, ma decideranno i Comuni», dice Conti. La Regione firmerà un patto con gli enti locali, il primo incontro tra le parti si terrà il 14 aprile: «Questo percorso ci consentirà di non avere intoppi e incertezze istituzionali. La giunta si impegna a portare in discussione la proposta di legge a metà maggio, perché tiene in considerazione e preoccupazione le condizioni di crisi economica, sociale ed occupazionale», ha affermato ieri l’assessore durante la seduta del consiglio.

Il governo ha escluso i centri storici dal piano casa.Ma anche lasciato alle Regioni la facoltà di valutare l’estensione delle misure. Secondo Conti «c’è la possibilità di reintrodurre nel piano casa i centri storici, se i Comuni sono d’accordo. Certo si tratterà di eccezioni». Poi una mezza frenata: «A Firenze non credo sarà possibile», aggiunge. La Toscana punterà a regolare i nuovi in­terventi mantenendo le norme di tutela vigenti, la proposta di legge sarà presentata in consiglio insieme all’adozione del Piano di indirizzo territoriale (Pit). La Regione punterà poi alla semplificazione burocratica, l’idea è quella di estendere la Dia (dichiarazione di inizio attività), in via sperimentale, agli interventi previsti dal piano casa.

Ma non tutti sono d’accordo con l’ipotesi Conti. «Invece di contrastare la crisi — afferma Monica Sgherri, capogruppo del Prc — si rischia di tutelare la rendita dei ceti medio alti: i disoccupati difficilmente potranno usufruire del piano casa». «Manca ancora un vero piano casa che offra risposte all’edilizia sociale», dice la consigliere Bruna Giovannini (Sd). Soddisfatto il centrodestra: «Chiediamo alla Regione di fare presto e bene, per non tradire lo spirito dei provvedimenti di emergenza del governo», dice Alberto Magnolfi (Fi-Pdl).

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