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George W. Bush
Priorità: salvare vite
4 Settembre 2005
2004-Bush II
Il discorso del Presidente, George W. Bush, dopo la riunione di Gabinetto per i soccorsi alle zone colpite dall'Uragano Katrina, 31 agosto 2005. Il giudizio ai posteri, alla storia, e magari anche alla cronaca dei prossimi giorni (f.b.)

Titolo originale (CNN): First priority is to save livesTraduzione per Eddyburg di Fabrizio Bottini

[ alla fine del discorso, un commento in un editoriale del New York Times]

WASHINGTON - il Presidente Bush ha parlato mercoledì alla Casa Bianca dopo un incontro col suo Gabinetto sul dopo Uragano Katrina. Quella che segue è una trascrizione del suo discorso:

Ho appena ricevuto un aggiornamento dal Segretario Chertoff e dagli altri segretari di Gabinetto interessati, sugli ultimi sviluppi in Louisiana, Mississippi e Alabama.

Mentre venivamo qui in aereo, oggi, ho chiesto al pilota di sorvolare la regione della Costa del Golfo per vedere direttamente effetti e dimensioni del disastro.

La gran parte della città di New Orleans, Louisiana, è sommersa. Decine di migliaia di case e attività sono irrimediabilmente distrutte. Molta parte della costa del Mississippi è stata completamente distrutta. La città di Mobile è allagata.

Siamo di fronte a uno dei più gravi disastri naturali della storia nazionale. Ed è per questo che ho convocato il Gabinetto.

La popolazione delle regioni colpite si aspetta che il governo federale collabori con quelli statali e locali ad una risposta efficace.

Ho nominato il Segretario per la Sicurezza Interna Mike Chertoff alla presidenza di una task force di gabinetto a coordinare tutto il nostro lavoro di assistenza da Washington.

Il direttore della FEMA [ Federal Emergency Management Agency n.d.T.] Mike Brown è responsabile di tutte le azioni a livello federale e delle operazioni sul campo.

Ho chiesto loro di lavorare in stretto contatto con i funzionari statali e locali, oltre che col settore privato, ad assicurare che ci sia un aiuto – non un intralcio – alle operazioni di soccorso. La ricostruzione richiederà un tempo lungo. Ci vorranno anni.

I nostri sforzi si sono concentrati su tre priorità.

La prima è salvare vite. Stiamo assistendo l’amministrazione locale di New Orleans nell’evacuazione di tutti i cittadini rimasti nella zona colpita.

Voglio ringraziare lo Stato del Texas, in particolar modo la Harris County, la città di Houston e i funzionari dello Houston Astrodome, per aver offerto alloggio ai cittadini che si erano rifugiati nel Superdome in Louisiana. Sono già in viaggio gli autobus che porteranno queste persone da New Orleans a Houston.

La FEMA ha attivato più di cinquanta gruppi di assistenza medica in tutto il paese, per aiutare chi opera nelle aree colpite. Sempre la FEMA ha dispiegato più di 25 squadre urbane di ricerca e soccorso, con più di mille persone, per salvare quante più vite possibile.

La Guardia Costiera degli Stati Uniti sta conducendo missioni di ricerca e soccorso. Lavorano insieme a funzionari e organizzazioni locali. La Guardia Costiera ha recuperato sinora circa 2.000 persone.

Il Dipartimento della Difesa sta impegnando ampie forze nella regione. Esse comprendono la nave Bataan impegnata in missioni di ricerca e soccorso, otto squadre di pronto intervento, lo Iwo Jima Amphibious Readiness Group con attrezzature specifiche per calamità naturali, e la nave ospedale Comfort ad offrire assistenza medica.

La Guardia Nazionale ha quasi 11.000 uomini allertati per assistere governatori e amministrazioni locali negli sforzi per i soccorsi e la sicurezza.

La FEMA e il Corpo del Genio lavorano 24 ore su 24 con i funzionari della Louisiana per riparare i cedimenti negli argini, in modo tale da bloccare l’allagamento di New Orleans.

La nostra seconda priorità è quella di assicurare adeguato cibo, acqua, alloggi e medicine per i sopravvissuti, i colpiti, gli evacuati.

La FEMA sta trasferendo forniture e attrezzature verso le aree maggiormente colpite.

Il Dipartimento dei Trasporti ha messo a disposizione più di 400 camion per muovere 1.000 carichi contenenti 5,4 milioni di pasti pronti da consumare, o MRE [ Meal Ready to Eat n.d.T.]; 13,4 milioni di litri d’acqua; 10.400 tende; 1,54 milioni di chili di ghiaccio; 144 generatori; 20 containers di materiali predisposti per l’emergenza; 135.000 coperte e 11.000 cuccette. E siamo solo all’inizio.

Ora ci sono oltre 78.000 persone in rifugi temporanei.

[Il Dipartimento della Salute e dei Servizi alla Persona] e i [Centers for Disease Control] collaborano con funzionari locali per individuare le strutture ospedaliere in modo da poterle sostenere, aiutare medici e infermieri ad offrire le cure necessarie.

Si stanno distribuendo materiali sanitari, e si sta attuando un piano di salute pubblica per controllare malattie e altri problemi sanitari che dovessero emergere.

La nostra terza priorità è quella di intervenire per una ripresa coordinata. Ci stiamo concentrando sul ripristino delle linee di corrente elettrica e delle comunicazioni, messe fuori gioco dalla tempesta.

Ripareremo le strade principali, i ponti, e le altre essenziali strutture di trasporto il più rapidamente possibile.

È molto, il lavoro che dovremo fare. Sorvolando la zona, ho visto molte grandi infrastrutture distrutte. Il loro ripristino, naturalmente, sarà una delle priorità chiave.

Il Dipartimento dell’Energia sta approvando prelievi dalla Riserva Strategica di Petrolio, per limitare i tagli alle forniture di greggio alle raffinerie. Molta della produzione di greggio è stata interrotta a causa della tempesta. Ho chiesto al Segretario [Samuel] Bodman di lavorare con le raffinerie, con chi ha necessità di greggio, per alleviare qualunque penuria attraverso i prelievi.

L’Agenzia di Protezione dell’Ambiente ha emanato una deroga nazionale per rendere disponibili più benzina e gasolio in tutto il paese.

Ciò aiuterà a contenere in qualche modo i prezzi dei carburanti, ma i cittadini devono comprendere che l’uragano ha scosso la capacità di produrre e distribuire la benzina.

Stiamo anche sviluppando un piano generale per assistere rapidamente i cittadini sfollati.

Comprenderà alloggi, istruzione, assistenza sanitaria e altre necessità di base.

Ho istruito i componenti del mio Gabinetto perché collaborino con le popolazioni locali, i funzionari, a costruire una strategia coordinata di ricostruzione delle città colpite. E ci sarà molto da ricostruire. Non vi posso descrivere, quanto devastati fossero quei luoghi.

Voglio ringraziare le città e gli stati confinanti che hanno accolto i vicini nel momento del bisogno. Molte persone hanno lasciato le aree colpite trovando rifugio presso amici o parenti. Vi sono riconoscente per questo.

Voglio anche ringraziare la Croce Rossa Americana, e l’Esercito della Salvezza, e la Catholic Charities e tutti i membri delle altre associazioni di solidarietà.

Credo che le persone colpite resteranno commosse quando sapranno quanti americani vogliono aiutarli.

A questo stadio dello sforzo nei soccorsi, è importante per chi vuole dare contributi in denaro: versate i contributi a un ente di vostra scelta, ma accertatevi di indicare che sono per i soccorsi alle vittime dell’uragano.

Potete chiamare lo 1-800-HELP-NOW o andare alla pagina web della Croce Rossa redcross.org. La Croce Rossa ha bisogno del vostro aiuto, e invito tutti i cittadini a contribuire.

La popolazione della Costa del Golfo avrà bisogno dell’aiuto di tutto il paese per molto tempo. Sarà un percorso difficile. Le sfide che abbiamo di fronte sono senza precedenti. Ma non ci sono dubbi nella mia mente sul fatto che ci riusciremo.

Ora, le giornate sembrano oscure per coloro che sono stati colpiti. Lo capisco. Ma confido che, col tempo, metterete di nuovo ordine nella vostra vita. Nuove città prospereranno. La grande New Orleans risorgerà. E l’America sarà più forte, per questo.

La Nazione è con voi. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per aiutarvi. Dio vi benedica. Grazie.

Nota: il testo originale di questa trascrizione del discorso di George W. Bush, al sito della CNN ; qui il commento (in italiano) del New York Times

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