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Fabrizio Bottini
Piccoli infarti al cuore verde della Megalopoli
22 Luglio 2006
Scuola estiva 2005
Abstract della lezione tenuta martedì 20 settembre da Fabrizio Bottini alla Scuola estiva di pianificazione Eddyburg 2005 (m.b.)

L’insediamento extraurbano a nastro lungo il tracciato della Padana Inferiore: un percorso critico

Il “percorso critico” del titolo si riferisce contemporaneamente a due aspetti e approcci complementari: lo stato attuale di criticità insediativa del percorso stradale e del suo contesto ambientale immediato; l’esame critico degli strumenti di pianificazione provinciale che ne dovrebbero restituire un’idea strategica di sviluppo spaziale.

Questi due approcci complementari sono stati proposti all’interno del corso (anche a causa dei ristretti tempi disponibili) attraverso una rassegna sistematica di fotografie scattate recentemente lungo i circa 400 chilometri del tracciato, e un testo che a partire dall’idea di insediamento megalopolitano unitario e articolato per grandi zone “specializzate”, tentava di verificare attenzione e continuità dei nove piani provinciali interessati al tema dell’insediamento (soprattutto commercial-produttivo) extraurbano a nastro.

Il percorso fisico documentato dalle fotografie mostrava un “cuore verde della padania” ancora in parte caratterizzato come tale, ma con gravi tendenze alla saldatura delle varie fasce extraurbane secondo sistemi sempre più continui e prolungati, spesso indipendentemente dalla consistenza o dalla stessa esistenza di nuclei abitati o comunque consolidati.

Il percorso critico attraverso le pianificazioni provinciali evidenziava una notevole disparità: sia nelle qualità e consapevolezza degli approcci al problema (del tutto ignorato, o sottovalutato, o affrontato in modo contraddittorio); sia nell’idea di spazio che emergeva dai documenti (che restituiva un’immagine della fascia centrale megalopolitana frammentata e “localistica”). In particolare, sul versante delle ipotesi di sviluppo e governo si oscillava fra un’idea generale di contenimento dei consumi di suolo e di polarizzazione (pur con qualche lacuna), e programmi del tutto opposti di crescita insediativa all’insegna di elementi ad alto impatto (logistica, infrastrutture autostradali parallele al tracciato ecc.).

La provvisoria conclusione di entrambi i complementari percorsi è da un lato la grande disparità che emerge fra un approccio infrastrutturale (autostrade, alta velocità ferroviaria ecc.) che opera a tutto campo a dimensione megalopolitana, e una pianificazione territoriale esplicitamente inadeguata a rapportarsi su un piano di parità. Dall’altro la tendenza visibile alla crescita di interventi che pur concepiti alla scala locale manifestano i propri effetti a dimensione molto maggiore.

Ne emerge quantomeno l’urgenza di ripensare culture e ruoli della pianificazione sovracomunale.

Qualche particolare descrittivo in più nell'articolo Quore di Tenebra (f.b.)

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