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City of Brisbane (Aus.)
Piano urbano per gli Homeless
19 Agosto 2005
Esperienze straniere
La strategia municipale 2002-2006 per i ceti svantaggiati: un po' di luce anche negli angoli bui della città e della società (f.b.)

Brisbane City Council, Response to the Homeless Strategy, 2002-2006, redazione di Suzanne Lawson, Social Policy Branch, Community and Economic Development, ottobre 2002; Estratti e traduzione per Eddyburg a cura di Fabrizio Bottini

Introduzione

Il Consiglio comunale di Brisbane è impegnato a fare di Brisbane una città inclusiva. Uno dei punti di questa idea è di assicurare che i gruppi emarginati non vengano ulteriormente colpiti dallo sviluppo della città come capitale moderna. Gli homeless sono tra i gruppi più emarginati di Brisbane.

Il consiglio comunale ha sviluppato la propria strategia per i senza fissa dimora come risposta al bisogno di queste persone che vivono in città, e di chi rischia di trovarsi in tale condizione. Il censimento del 2001 indica che esistono almeno 350 homeless nella sola area centrale di Brisbane. Nel 1996, era stato stimato un totale di 4900 persone nel territorio comunale.

In genere non si è senza fissa dimora per scelta. Gli homeless esprimono bisogni diversi, a cui devono corrispondere risposte differenziate. È quindi indispensabile che vengano coinvolti nel problema tutti i settori governativi, cittadini e i privati.

Il Consiglio si rende conto che esisteranno sempre e comunque a Brisbane degli homeless, incluso chi sceglie di non avere un alloggio fisso. In questi casi l’obiettivo è di migliorare l’accessibilità a strutture e servizi essenziali come i pasti, la sanità, la sicurezza.

Negli ultimi 12 mesi ci sono stati segnali crescenti del fatto che Brisbane City si trovi ad un punto critico per quanto riguarda la questione degli homeless. In particolare:

• problemi di conflitti begli usi degli spazi pubblici [...]

• una rapida gentrification e ristrutturazione urbanistica degli spazi della città centrale, con perdita di spazi pubblici

• continua diminuzione di adeguati alloggi a prezzi accessibili: chiusura di pensioni e demolizioni

• impatti di lungo termine della de-istituzionalizzazione delle cure mentali e dei servizi di riabilitazione

• incapacità dei servizi di rispondere a problemi i rapida emergenza e trasformazione

• aumento delle povertà e della disoccupazione permanente

• riduzione delle risorse pubbliche per i servizi sociali e la casa.

I vari piani e interventi delle autorità federali, statali e locali hanno avuto effetti sugli attuali livelli del problema. Il tutto è stato aggravato dall’incapacità dei servizi di rispondere alla domanda, e dalla mancanza di comprensione e tolleranza degli homeless da parte della cittadinanza.

Il Consiglio, nell’ambito del proprio impegno a costruire una comunità inclusiva e tollerante, attiverà una serie di interventi per gli homeless di Brisbane, in collaborazione con tutti i gradi di governo.

Le dimensioni del fenomeno

Il termine homeless a grandi linee si riferisce a persone prive di una sistemazione convenzionale. La definizione comunemente accettata comprende persone che:

• sono prive di qualunque alloggio (vivono nei parchi o comunque dormono all’aperto) – situazione di primo grado

• si spostano fra varie forme di alloggio temporaneo, come ad esempio ricoveri di emergenza, parchi, ospitalità di amici o parenti – situazione di secondo grado

• vivono in condizioni di precarietà, inadeguate ai loro bisogni, insicure, come nei casi di giovani che subiscono abusi a casa – situazione di terzo grado.

Il problema dunque può essere:

• di breve termine a causa di una crisi

• di lungo termine se una persona si adatta alla situazione di homeless

• in evoluzione nel caso in cui una persona a rischio si muove tra varie forme di sistemazione precaria.

È riconosciuto che le circostanze ed esperienze degli homeless sono individuali, e le risposte devono essere flessibili a sufficienza da adattarsi a bisogni vari e complessi. Comunque, in molti casi si verificano:

• povertà, e vicende di esclusione sociale e abusi

• mancanza di controllo sugli spazi dove vivono

• sensazione di non essere accettati nella comunità dove si vive

• maggiore probabilità di situazioni di svantaggio quali malattia mentale, dipendenza da sostanze, traumi e abusi.

Le risposte al problema homeless devono quindi essere rivolte alle esperienze individuali e insieme ai più ampi problemi della povertà, disoccupazione, accesso ad alloggi a basso prezzo e servizi adeguati. Le persone homeless devono anche vedere riconosciuti i propri diritti di cittadini, di partecipare alla vita urbana. [...]

Principi

• il Consiglio riconosce che esistono persone homeless per una quantità di motivi, e per l’assenza di valide alternative, esse non devono essere accusate o discriminate per il loro stato di senza fissa dimora.

Il Brisbane City Council accetta le persone homeless come parte della comunità, e collabora con esse alla soluzione dei loro problemi.

• le persone homeless sono tra le più svantaggiate della città. Il Consiglio si impegna ad assicurare che progetti urbanistici, programmi e procedure in atto nelle aree di sua competenza non aggiungano altri svantaggi.

• insieme a tutti gli altri livelli di governo, e alla cittadinanza, il Consiglio ha l’obbligo morale di rivolgersi agli homeless della città nell’ambito di un più vasto obiettivo, per una città più tollerante, funzionale e inclusiva.

• ciascuno all’interno della nostra comunità ha il diritto ad un alloggio adeguato. Il Consiglio collaborerà con le autorità statali e federali per assicurare la disponibilità di abitazioni stabili, sicure e a prezzi accessibili, sostenendo le possibilità delle persone homeless.

• il Brisbane City Council riconosce che le persone senza fissa dimora sono cittadini con gli stessi diritti e responsabilità degli altri che vivono in città. Le persone homeless, insieme agli altri membri della comunità:

• hanno il diritto di stare negli spazi pubblici sia senza timore di essere aggrediti, sia con la responsabilità di non infrangere i diritti altrui

• hanno a disposizione vari spazi della città significativi per gruppi particolari come i giovani homeless

• devono poter accedere alle strutture interne agli spazi pubblici che rispondono ad alcuni loro bisogni essenziali

• in quanto partecipanti alla vita della città, verranno consultati per quanto riguarda le decisioni del Consiglio che li riguardano.

• il Consiglio riconosce che molte persone homeless sono Indigeni, e che alcuni Indigeni preferiscono vivere e svolgere attività asociali all’aperto. Il Consiglio riconosce anche il significato culturale di alcuni luoghi della città per la popolazione Indigena. Il Consiglio consulterà la popolazione Indigena per quanto riguarda gli spazi pubblici che essa ritiene significativi. [...]

Evoluzione nei profili della popolazione homeless

All’interno della popolazione homeless esistono gruppi distinti che necessitano di servizi specifici. Ciò si connette sia ai limiti nelle strutture che ai mutamenti nei profili della popolazione. Tali gruppi comprendono:

• famiglie

• donne, in particolare donne Indigene

• giovani

• rifugiati.

I paragrafi seguenti delineano alcune questioni relative a questi gruppi. L’individuazione di tali questioni non esclude il fatto che molte persone senza fissa dimora esprimano bisogni critici.

La maggioranza della popolazione homeless ha oltre 40 anni, e si tratta in particolare di uomini, e altri uomini più anziani continuano ad avere una serie di necessità a cui non trovano risposta. Esistono limitate possibilità di includere anziani senza fissa dimora o persone che corrono questo rischio nell’ambito dell’assistenza corrente.

Il Consiglio ha una serie di iniziative concernenti questi gruppi. [...]

1. Famiglie

Non esistono sistemazioni di emergenza per famiglie a Brisbane. Nel corso di una verifica trimestrale (settembre-dicembre 2001) nell’area della inner city, sono state assistite dieci famiglie. Si riportano casi di famiglie in stato di emergenza che dormono in automobile.[...]

2. Donne

Lo studio promosso dal Consiglio, Women in Brisbane, riferisce di sistemazioni di emergenza e alloggi temporanei per donne, considerati una questione chiave. Ciò comprende alloggi e servizi per donne con bambini, donne Indigene, donne asiatiche, e alloggi sicuri per giovani.

Lo Anglican Women’s Hostel, la San Vincenzo De Paoli, e il Good Samaritans offrono un totale di 28 posti letto per donne nella zona centrale. Le donne con bambini possono essere ospitate nella casa ad alloggio temporaneo della Good Samaritans.

Sono necessarie ricerche sui bisogni e le risposte più adeguate per le donne homeless e i bambini, comprese le connessioni fra lo stato dei senza fissa dimora e la violenza domestica, o la vita di strada in situazioni di violenza.

Lo Indigenous Women’s Safety Reportindividua fra le priorità:

• servizi mobili e flessibili in grado di rispondere ai bisogni immediati come assistenza medica, cibo, assistenza legale e sistemazione (Azione 1).

• possibilità di trasporto per partecipare ad importanti eventi comunitari come funerali e altre cerimonie (Azione 2).

• migliori strutture nei parchi per offrire pasti e assistenza a i bambini (Azione 3).

• fondi disponibili per donne in situazione di crisi per accedere ad un alloggio dove tenere i figli (Azione 4)

• offerta di luoghi sicuri/ drop in (Azione 5).

3. Giovani

Esiste un’ampia tipologia di circostanze e questioni per quanto riguarda i giovani homeless o a rischio di diventarlo, come:

• giovani homeless/a rischio che vivono in alloggi temporanei con amici o familiari

• giovani homeless di lungo termine ad alta visibilità, che tendono ad utilizzare case occupate, centri commerciali, parchi e altri spazi pubblici del centro

• mancanza di sicurezza per i giovani homeless, in particolare per le giovani donne

• vulnerabilità dei giovani dipendenti da sostanze

• giovani che non sono homeless ma sono attratti verso le zone centrali dalla periferia. Alcuni si fermano per un fine settimana ed è possibile aiutarli a rientrare a casa, altri stanno fuggendo da abusi in famiglia.

È critico un intervento rapido per prevenire i giovani rispetto all’ingresso nel cerchio vizioso homeless, dipendenza da droghe, sfruttamento. Programmi di intervento rapido e prevenzione, come il lavoro con le scuole per individuare giovani a rischio, programmi per le relazioni familiari, offerta di sistemazioni assistite, possono aiutare alcuni giovani a evitare il circuito dello stato homeless cronico. Per i giovani senza sistemazione servizi di assistenza sul posto e sostegno economico possono consentire di trovare soluzioni di breve termine dove possono essere sicuri.

I servizi notturni sono limitati ai giovani a rischio della inner city. La Inner Urban Youth Interagency individua i bisogni prioritari per i servizi notturni di persone giovani homeless e a rischio, in particolare in relazione all’uso di droghe, per:

• offrire luoghi sicuri

• fornire accessi di emergenza ai trasporti

• gestire attività sociali

• offrire docce, pasti, posto per dormire un paio d’ore.

Il Red Cross Café è cominciato come progetto pilota di quattro mesi nel luglio 2001, e offre un servizio notturno per giovani. Apre due sere a settimana e offre pasti, docce, un luogo sicuro e servizi di informazione a giovani homeless della città. Un’analisi del progetto condotta nel febbraio 2002 ha rilevato che circa 25-30 giovani usavano il servizio ogni sera, e di questi l’81% dormivano all’aperto o in case occupate. Da allora il numero di giovani che accedono al Café è salito a una media di 45 a notte. È in crescita la percentuale di giovani donne e di persone Aborigene e originarie delle isole dello stretto di Torres. [...]

4. Rifugiati

La Working with Refugees Strategy (2002) sottolinea le carenze di sistemazioni adeguate per i rifugiati, particolarmente per i giovani privi di sostegno e orientamento, e di case a prezzi accessibili per famiglie con molti bambini. Il Refugee Claimants Support Service riporta una media di 120 richiedenti asilo l’anno, ciascuno registrato come in cerca di una sistemazione. [...]

Uso degli spazi pubblici

Le persone prive di fissa dimora sono membri della nostra comunità e hanno i medesimi diritti e responsabilità degli altri cittadini verso gli spazi pubblici. Il Consiglio non ritiene che un approccio di polizia costituisca una risposta adeguata alle questione degli homeless, e che l’uso di tale potere spesso produca il riemergere del problema in altri diversi luoghi. Si sostengono così una serie di orientamenti per affrontare il conflitto nell’uso degli spazi pubblici.

Gli ambiti pubblici in centro e in periferia vengono utilizzati dalle persone senza fissa dimora in diversi modi, Ad esempio:

• gruppi di persone homeless di lungo termine, in particolare giovani e Indigeni, usano i parchi del centro [...]

• singoli homeless abituali, alcuni con problemi mentali, utilizzano alcuni spazi centrali e periferici

• alcune persone che attraversano periodi transitori di crisi usano spazi periferici in tutta la città

• una popolazione provvisoriamente homeless utilizza tettoie per autobus, rifugi nella zona terziaria centrale, centri commerciali

• persone in viaggio usano i parchi di periferia per alcune notti come campo, in particolare nelle aree boscose

• persone non necessariamente homeless utilizzano comunque i parchi come luogo di incontro, in punti dotati di particolare significato, come nel caso della popolazione Indigena [...].

Nelle zone centrali, il calcolo degli Homeless dell’ufficio Censimento nel novembre del 1999 ha rilevato 164 persone che vivevano per strada. Stime del novembre 2001 basate su valutazioni nei parchi della zona centrale indicano che la cifra dovrebbe essere salita ad almeno 275 unità. L’Ufficio Tecnico comunale ha individuato una lista di 20 luoghi disponibili per eventuali interventi di ristrutturazione urbanistica, e almeno dieci di essi sono noti per essere correntemente utilizzati da persone homeless. Vari servizi comunali hanno rilevato presenze di persone senza fissa dimora in periferia [...].

Come indicato sopra, le pressioni al riuso urbano e la diminuzione delle case a prezzi accessibili contribuiscono ad acuire il conflitto per l’uso degli spazi pubblici. Se alcune persone hanno scelto di non avere casa, la maggior parte degli homeless cerca di accedere a qualche tipo di sistemazione. Il Consiglio deve così rispondere per assicurare la sicurezza di tutti nell’uso degli spazi pubblici, e per assistere i senza fissa dimora ad accede a sistemazioni adeguate e ovunque possibile ai vari servizi.

Nota: di seguito è disponibile il file PDF scaricabile di questa traduzione. La versione integrale e originale del documento è disponibile invece nella pagina dedicata ai Piani Cittadini dell’amministrazione di Brisbane (f.b.)
Brisbane_homeless-it

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