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Vittorio Emiliani
Parma, lo scempio del parcheggio
24 Ottobre 2007
Articoli del 2006-2007
Automobili e shopping, le nuove divinità urbane. Cui si celebra, non solo a Parma, non solo dove il sindaco è di destra. Da l’Unità del 124 ottobre 2007

A Parma l’amministrazione di centrodestra insiste, tenace, per stravolgere l’antica zona, centralissima, della Ghiara che sta fra la mole farnesiana della Pilotta e il fiume Parma. Luogo di mercato all’aperto, di fiere, di tornei equestri e di commerci minuti, di socializzazione popolare fin dal 1180, e poi, in modo stabile, dal 1827 con le Beccherie realizzate per la illuminata Maria Luigia d’Austria dal bravo architetto Nicola Bertoli (purtroppo distrutte, improvvidamente, nel 1929). Prima il sindaco Ubaldi, poi il suo successore, e quasi discendente di tanta stirpe, Pietro Vignali si sono applicati a un maxi-progetto cementizio che prevede lo sfondamento di un terzo della piazza.

Il motivo? Ricavare un primo piano scoperto nell’interrato e altri due piani sottoterra per magazzini e garage. Una tettoia molto evidente dovrebbe poi alzarsi oltre il parapetto del Lungoparma. In un primo tempo si pensava anche di passare sotto i resti del ponte romano della Ghiara “valorizzando” ben bene anche quel manufatto. Poi, in un soprassalto di pudore, ci si è rinunciato. Essendo il tutto in project financing, è chiaro che, al di là dei 25 milioni di euro dell’appalto, comunque succulenti, bisogna comunque dare all’operazione, tutta privata, un rendimento, un profitto piuttosto sostenuto.

L’amministrazione di centrodestra si è mossa con molta sbrigatività sloggiando subito i banchi di vendita tradizionalmente presenti e gli ambulanti e dando vita ad uno strano pre-contratto di assegnazione senza avere ancora acquisito alcun parere da parte delle due Soprintendenze competenti. E qui è cascato l’asino. Nel senso che la pratica di Ubaldi-Vignali è finita dove doveva finire - Parma è un valore planetario e il suo centro antico è sempre più ammirato - cioè all’esame dei Comitati di settore del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Quello per i Beni storico-artistici ha pensato bene di inviare nella capitale dei Farnese un suo “scout” di valore come il professor Carlo Bertelli, noto storico dell’arte, già soprintendente a Brera. Il quale è tornato portando con sé una ricca documentazione, anche fotografica. Per dire un no secco al maxi-progetto in project financing e sì, invece, ad una riqualificazione “leggera” di quest’area: con «un flessibile moderno mercato mobile», scrive Bertelli, «dove gli esercenti abbiano garantiti i luoghi dove caricare e scaricare, i magazzini e le rimesse delle auto», con una «occupazione temporanea, e non definitiva, dello spazio aperto». Come si è fatto, con criteri aggiornati, in altre piazze di mercato tradizionalissime, per esempio a Campo de’ Fiori al centro di Roma. “Andare in Ghiara”, era un’espressione tipica nella parlata dei popolani di Oltretorrente che si recavano, al di là del ponte, nel cuore della Parma dei palazzi nobili, ma pure dei mercati, ancor oggi estesi, il mercoledì e il sabato, dalla Stazione ferroviaria a piazza Verdi, «fino a congiungersi (cito sempre il professor Bertelli) con il mercato stabile». Ma «l’area di Piazza della Ghiara», nota lo studioso, «si distingue per il suo carattere radicato di centro del commercio al minuto».

Già, ma i due sindaci di centrodestra si sono forse preoccupati, prima di lanciarsi nella discutibile impresa, di interpellare i cittadini e soprattutto i più diretti interessati, cioè i commercianti della Ghiara parmigiana? Neanche per idea. Hanno pensato loro per tutti. Allora la meritoria associazione cittadina Monumenta, presieduta dall’avvocato Arrigo Allegri, ha fatto, nell’estate scorsa, quello che il Comune - forse distratto, chissà - non aveva pensato di fare, ha cioè distribuito un limpido questionario in oltre 150 copie per verificare su quello opinioni e opzioni. E qui l’asino è cascato un’altra volta. Nel senso che appena sette dei commercianti fissi della piazza interessata hanno detto di approvare il maxi-progetto della Giunta di centrodestra. Mentre il 93 per cento l’ha sonoramente bocciato. Risultato analogo fra gli ambulanti del mercato bisettimanale: su 43 interpellati, appena due i favorevoli, 18 i contrari e, in questo caso, un po’ più le schede bianche (23). Ma, insomma, bocciatura secca su tutta la linea.

A questo punto però l’amministrazione si era già lanciata nella demolizione dei box, nel pre-contratto milionario (senza aggiudicazione e col rischio di dover sborsare 1.050.000 euro, soldi di tutti, a quel punto), nel mandare allo sbaraglio, cioè via dalla Ghiara, boxisti e ambulanti. E quindi non le restava che prendersela fieramente con le Soprintendenze parmigiane, col Ministero (e quindi con la “solita Roma”), colpevoli di ritardare un così illuminato e “gradito” progetto, scagliando anatemi contro l’associazione «Monumenta», giocando persino la carta di un “diffida”, condita da gratuiti insulti ai membri del Consiglio Superiore. La colpa non è di chi ha forzato tempi e procedure, ma di chi vuol vederci chiaro in un progetto pesante che interessa una zona storicamente strategica del centro storico di Parma. Possibile che prima Ubaldi e poi Vignali ignorassero che esistono normative rigorose intonate all’articolo 9 della Costituzione e quindi procedure per la tutela che portano i progetti fino ai Comitati di settore del Consiglio Superiore dei Beni Culturali? Non le ignoravano. Tant’è che nello strano bando di gara è stata inserita la clausola in base alla quale l’aggiudicazione avrebbe avuto luogo compatibilmente col benestare delle Soprintendenze. Può darsi però che si illudessero che i tempi fossero ancora quelli “dolci” del ministro Giuliano Urbani di Forza Italia, il quale “epurò” di forza lo stesso Consiglio Superiore e poi, di fatto, lo tenne chiuso per anni. Ma con Rutelli quell’organismo, composto da competenti di vaglia, c’è ed è stato riportato in onore. Sul mega-pasticcio della Ghiara di Parma non sono possibili ambigue mediazioni. La questione va risolta al più presto nel senso previsto, con rigore e con chiarezza, dai Comitati di settore: con un investimento assai più modesto e più rapido, dotare di infrastrutture e servizi leggeri piazza della Ghiara, come chiedono commercianti e ambulanti e restituirla agli stessi.

«Pensare a parcheggi sotterranei nelle vostre città storiche», ha sentenziato di recente sir Richard Rogers, gran consulente di Tony Blair, «è una pura idiozia. Noi, a Londra, negli ultimi quarant’anni non abbiamo creato, neppure un parcheggio sotterraneo». I londinesi vanno a piedi, in bus, in metrò e in bicicletta. A Parma, si sa, la bicicletta va ancora, alla grande, ben più che a Londra.

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