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Alberto Custodero
Parchi per bambini, musei e case nelle 13 caserme restituite alle città
8 Agosto 2014
Post 2012
Prime (buone) notizie dal fronte “caserme dismesse”: intenzioni da Milano, Torino, Roma. Se sono rose fioriranno.

Prime (buone) notizie dal fronte “caserme dismesse”: intenzioni da Milano, Torino, Roma. Se sono rose fioriranno. La Repubblica, 8 agosto 2014
Una città dei bambini, un museo della scienza, una foresteria universitaria là dove prima c’erano armi e soldati. I tre sindaci di Roma, Milano e Torino si sono messi subito al lavoro per trasformare in risorse per le loro città il milione di metri quadri di caserme dismesse ricevuto ieri dal ministro della Difesa Roberta Pinotti. Hanno dodici mesi di tempo per concludere i processi di conversione urbanistica, e non sono molti. Se non ci riusciranno, quegli immobili torneranno alla Difesa e al Demanio. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, vuole reinventare il futuro delle prime tre caserme dismesse con la creazione di aree verdi, servizi e case in housing sociale. Un grande parco è il progetto che riguarda l’area più vasta, la Piazza d’Armi di via Forze Armate: si tratta di 300mila metri quadrati abbandonati da anni - confinano con la caserma Santa Barbara, nella periferia Nord Ovest di Milano - dove un tempo le Forze Armate svolgeva le esercitazioni e dove oggi, invece, la vegetazione sta crescendo spontaneamente.

Almeno la metà del terreno potrebbe essere lasciata a verde. La caserma Mameli di viale Suzzani è un complesso di 100mila metri quadrati che il Comune vorrebbe utilizzare per interventi di edilizia convenzionata e case. Una parte delle strutture vincolate dalla Sovrintendenza potrebbe essere recuperata per servizi sociali o per iniziative culturali. E il sindaco Giuliano Pisapia lancia anche un’idea: realizzare in una di queste aree una Città dei Bambini.

A Torino piace al sindaco Piero Fassino l’idea di mettere gli studenti nelle ex camerate dei militari trasformando le caserme in residenze universitarie. È allo studio anche una quota di nuovi alloggi, oltre a servizi pubblici, come biblioteche di quartiere o nuove materne. Non manca al progetto la creazione di aree verdi, spazi culturali per mostre. Torino non s’accontenta delle quattro ex caserme ricevute ieri, e sta già trattando per ottenerne altre due, la “Aimone” e il complesso tra corso Lepanto, dove i torinesi sono andati per decenni a fare la visita di leva, e corso Unione Sovietica. Oltre alle destinazioni universitaria e residenziale, si sta studiando il trasferimento negli ex immobili militari di uffici comunali.

Il sogno di Ignazio Marino di «rigenerazione urbana» delle ex aree della Difesa è già iniziato con il progetto della Città della Scienza, che sorgerà nelle ex caserme di via Guido Reni. E proseguirà ora con l’acquisizione di altre sei strutture. «Per attuare i progetti - ha precisato l’assessore alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo - coinvolgeremo i cittadini, come è ormai consuetudine di questa Amministrazione sulle grandi scelte che trasformano la Capitale». Secondo i primi progetti, nell’area del Forte Trionfale sarà trasferita la sede del Municipio XIV, attualmente in affitto. Nei locali del Forte Boccea potrebbe essere trasferito il mercato di via Urbano II. Nell’area della Caserma di Viale Angelico si pensa alla realizzazione di parcheggi.

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