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anonimo
Outlet? Un paradiso terrestre, cara mia!
24 Gennaio 2005
Il territorio del commercio
Dal sito Vibelicious, dedicato ad amene e meno amene facezie, una percezione del territorio dove anche il più bel centro storico è ben poca cosa, se paragonato alle navate degli outlet piene di vetrine illuminate. Un'opinione molto diversa dalla nostra: ma era un'ironica presa in giro (f.b.)

domenica, maggio 16, 2004

Così, un pò inaspettatamente, Ale lunedì scorso (o martedì, non ricordo di preciso) mi chiede se mi va di fare questo weekend fuori. Contento gli dico di sì. Dato che più o meno abbiamo bazzicato tutto il Veneto, il Trentino - Alto Adige e parte dell'Emilia, optiamo su Mantova. Io non c'ero mai stato, lui sì, ma dice che è carina. E poi non è troppo lontana, circa un'oretta da casa sua. Così si cerca un albergo. Mantova centro è un po’ costosa vista la durata del soggiorno e così Ale, bazzicando nella rete, mi trova quest’alberghetto tre stelle alle porte della città, vicino all’uscita di Mantova sud (a dire il vero un pò scomoda da usare - per raggiungerla abbiamo dovuto prendere l’autostrada a Mantova nord e uscire a Mantova sud...vabbè!). Si arriva e si vede che è attaccato ad una zona artigianale/industriale, chiamata il quadrilatero della moda. Chissà che faranno (la risposta è ovvia, ma lasciamo stare le mie elucubrazioni). Prendiamo l’auto e andiamo a Mantova. Bellina, carina (tra parentesi, cara Franci, il negozio di scarpe non l’ho trovato), molto vivibile, bei negozi, ristoranti un pò meno. Certo che dopo un pò la si è vista tutta. Così, anche perchè io ero stanchissimo e Ale pure abbastanza, decidiamo di tornare all’albergo. Ma è presto: perchè non vediamo che cos’è questo quadrante della moda? Ale non è convinto, crede che ci siano solo fabbriche. In realtà ci troviamo di fronte ilFashion District, un mega centro commerciale fatto solo di spacci e di outlet. Praticamente un paradiso terrestre: da Ferrè all’Energie, da Viceversa alla Fornarina. E senza dimenticare il mio piccolo paradiso: lo spaccio di Intimissimi e Calzedonia. Ognuno ha le proprie fisse: l’intimo e i calzini sono le mie fisse. Non che abbia comprato molto. Ho quasi speso più soldi per Nicolò (una tshirt dell’Adidas) e per Giulia (una tshirt della Fornarina), i miei nipoti. Ma comunque poco. Io voglio vivere lì e ogni giorno avere soldi da spendere. Chissà che la Carrà torni con il suo programma Sogni, così le chiedo almeno 100.000 € da spendere in un tour di questo genere di centri commerciali, fatti solo da outlet. Perchè non c’è solo a Mantova. Eh, no! Ma anche vicino Roma, Santhià, Bari. Perchè non uno sotto casa di ognuno di noi. E’ un nostro diritto. E un dovere di chi eleggiamo. Un impegno concreto: più outlet per tutti.

Nota: qui il link al sito Vibelicious, blog di Nicola Zanchetta da cui è tratta la pagina. Per chi volesse invece annoiarsi con le opinioni del sottoscritto, qui su Eddyburg c'è la cronaca del "parto" dell'Outlet di Bagnolo, nel vecchio pezzo sui Cugini di Campagna Riporto doverosamente, di seguito, lo scambio di messaggi chiarificatore col Dott. Zanchetta (f.b.)

Sono l'autore del testo che voi avete pubblicato, prendendolo tale e quale e presentandolo come una guida turistica che si prende sul serio scritta da quella che gli intellettuali italiani più snob considerano per l'italiano medio.

Dopo questa breve precisazione credo che sia utile spiegarle cos'è un blog. I blog, come il mio da cui voi avete attinto, è uno spazio personale che chiunque, dotato di una minima conoscenza informatica, può sfruttare nell'immenso mare del web. I blog di conseguenza possono essere sia un canale alternativo alle solite fonti di stampa, sia uno sfogo per i pensieri del suo autore.

Il mio blog è strettamente personale. Sia chiaro, non nel senso che scrivo cose molto personali che non voglio confidare (altrimenti sarebbe controproducente), ma nel senso che sono i miei pensieri, le mie "cose". Anche le cazzate, come capita a volte di dire. Capita così che a volte si finisca col parlare di cose vacue, sciocche e completamente inutili, come il colpo di fulmine per un outlet center. Perchè credo che a volte ci si debba gustare anche le cose più futili. Non credo in chi dice che la vita va presa unicamente sul serio. Bisogna dotarsi di autoironia e imparare ad alternare i momenti seri con quelli che lo sono molto meno. Il mio blog, proprio perchè io voglio che sia così predilige i momenti meno seri, ma non esclude gli altri. Non so se l'autore dell'articolo ha letto tutto il mio blog, ma si accorgerà che spesso parlavo dei momenti più neri, delle difficoltà per un laureato in sociologia a trovare lavoro e di mille altre cose.

Mi spiace molto che il mio blog sia stato citato in modo improprio. Perchè così è stato fatto. Mantova è una citta bella, non eccezionale come mi aspettavo, ma bella. Tanto che ho insistito perchè i miei genitori la visitassero.

Che poi mi fa strano sapere che vengo citato ad esempio di chi predilige i centri commerciali ai centri storici, proprio io che ho sviluppato tesi e ricerche nel periodo universitario sull'importanza di un turismo nuovo, focalizzato sulla rivalutazione degli ambienti naturali. Se fosse interessato la mia tesi è disponibile presso la biblioteca dell'università di Trento (la comunità locale e la gestione di un'area protetta. Il caso di Valle Vecchia di Caorle).

Infine vorrei precisare che il mio non è un redazionale. Non ho visto nemmeno un soldo (e visto quello che è stato scritto forse dovrei aggiungere un ahimè). Mi spiace che un classico consiglio da "suocera" sia stato scambiato per un redazionale (ne ho scritti tanti prima di trovare l'attuale lavoro e devo essere sincero con lei: quando mi pagano vengono molto meglio): io ho semplicemente trasposto il classico racconto orale agli amici nel mio blog.

Sperando che l'autore o lei possiate capire il dispiacere che mi avete causato, le porgo i miei più cordiali saluti

Dott. Nicola Zanchetta

gentile Dott. Zanchetta,

ricevo dall'amico Salzano la sua lettera di disappunto, dopo aver letto sul sito Eddyburg il suo resoconto della visita a Mantova/Bagnolo, totalmente decontestualizzato ad opera del sottoscritto.

Me ne dispiaccio moltissimo, ovviamente, e vedremo in qualche modo di rimediare anche in altro modo più concreto, magari pubblicando la Sua lettera o altra comunicazione che vorrà inviarci. Come ha giustamente capito, non ho guardato il resto del suo blog, dentro al quale ero capitato via motore di ricerca, parola chiava appunto Outlet. E devo dire che, a parte il linguaggio molto più brillante della media (il motivo che mi ha fatto decidere di prendere a prestito il suo breve resoconto) i contenuti erano in tutto e per tutto paragonabili ad altri, stavolta reperibili su siti di informazione e/o pubblicità, che trattano lo stesso argomento. C'era appunto il suo paragonare (ironicamente, come avrei dovuto capire) gli spazi dell'outlet di Bagnolo con quelli del centro storico mantovano, ovvero la tesi che da un paio d'anni stiamo sostenendo: ci sono questi centri storici finti, fatti di quinte teatrali, che stanno svuotando quelli veri, fatti di persone e complessità sociale e culturale.

Ecco brevemente il motivo per cui non sono andato tanto per il sottile, provocandole inutilmente quanto involontariamente un dispiacere.

Il secondo dispiacere, quello di sospettare che si trattasse di pubblicità redazionale, si deve allo stesso motivo generale: il tono, simile a quello di altre cose già lette sull'argomento, e il link alla sola Fashion District (ci sono altre tre grosse compagnie presenti in Italia, oltre a siti generali con moltissimi links).

Beh: ecco tutto. Rinnovo le scuse, e la disponibilità ad ospitare qualunque suo chiarimento in proposito vorrà farci pervenire, oppure semplicemente la Sua lettera. E la ringrazio anche per averci aiutato, con il suo gentile messagggio, a stare più attenti in futuro all'uso di alcune fonti di informazione.

Cordiali saluti

Fabrizio Bottini

http://xoomer.virgilio.it/fabrizio.bottini

Gent.mo Dott. Bottini,

la ringrazio per la risposta alla mail che avevo inviato al dott. Salzano. Ho scritto a lui in quanto non ho potuto scrivere direttamente a lei.

Non chiedo retifiche o dichiarazioni particolari al suo breve articolo, se non il fatto che venga modificata l'indicazione del redazionale e la contestualizzazione del mio blog. Soprattutto perchè ci tengo che il mio blog (quindi non solo il testo che lei ha citato) venga inteso nel modo più corretto: un modo leggero di affrontare le cose di tutti i giorni.

Colgo l'occasione, comunque, di complimentarmi sia con lei sia con il dott. Salzano per il lavoro che sta alla base del sito eddyburg.it. In fondo se non ci fossero provocazioni come quella che avete lanciato attraverso la presentazione del testo preso dal mio blog, l'urbanistica rimarrebbe confinata nelle università.

Cordialmente, i miei migliori saluti.

Dott. Nicola Zanchetta

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