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Olimpiadi a Venezia? NO grazie
9 Ottobre 2009
Appelli
Nell’ambito dell'incontro “Il Veneto che vogliamo”, venerdì 16 ottobre il workshop Le olimpiadi a Venezia? No grazie, coordinano Edoardo Salzano e Paolo Cacciari

Nell’ambito di “Il Veneto che vogliamo”, incontro dei gruppi spontanei di cittadinanza attiva, dei comitati e delle associazioni a difesa del territorio, dell’ambiente e della convivenza sociale”, che si terrà a Mestre, presso Forte Marghera, il 16-17 ottobre 2009, di cui nel volantino allegato, si svolgerà anche il workshop:

"Le Olimpiadi a Venezia”

Venerdì 16 ottobre 2009, dalle ore 15,30 alle 18,00

Coordinano: Edoardo Salzano e Paolo Cacciari

La decisione di Comune e Regione (meglio: sindaco e governatore) di candidare Venezia e dintorni a sede delle Olimpiadi 2020 pone di nuovo la città, la laguna e tutto l’entroterra di fronte a progetti con enormi impatti ambientali, a trasformazioni delle relazioni urbane destinate a sconvolgere il tessuto sociale. Sappiamo bene quanto addomesticate siano le varie Via, Vas, Vinca e quanto poco costino le certificazioni che rilasciano patenti di sostenibilità a piani e progetti devastanti. Non ci possiamo fidare delle assicurazioni dei promotori.

Ci diranno che le Olimpiadi sono una “occasione” per fare cose utili alla città. Al contrario Venezia ancora una volta sarà usata come vetrina di eventi giganteschi che mettono in pericolo la sua preservazione e nulla hanno a che fare con gli interessi autentici dei suoi abitanti. Così come degli abitanti della “metropoli” diffusa sorta disordinatamente tra Mestre, Padova e Treviso. Le Olimpiadi servono solo a chi le costruisce, alle televisioni che le trasmettono, agli sponsor che le promuovono, ai politici-imperatori che benedicono le folle dalle tribune d’onore degli stadi.Ai territori rimangono solo cumuli di cemento, infrastrutture inutilizzabili, aree verdi compromesse.

Ci diranno anche che le Olimpiadi servono al rilancio dell’ “economia”. Al contrario l’attuale crisi è figlia di un’economia dello spreco e della speculazione. Le poche risorse economiche a disposizione vadano alla salvaguardia dell’ambiente, alla dotazione di standard di servizi sociali, agli autentici bisogni quotidiani del “buon vivere”.

Per adesioni ed informazioni:
eddyburg@tin.it
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