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Mariangiola Gallingani
La “città dei comunisti”
29 Marzo 2004
Periferie
Mariangiola Gallingani, urbanista (lavora all’Amministrazione provinciale di Bologna), mi ha mandato il 25 agosto 2003 questo suo commento sul dibattito aperto a proposito del plurimo omicidio di Rozzano.

Lo sapevate che delitti come quello commesso a Rozzano, nella cintura milanese, in cui hanno perso la vita quattro persone, fra cui una bambina di due anni, sono conseguenza, fra le altre cose, di "un'urbanistica di stampo sovietico" che ha operato in Italia negli scorsi decenni? Lo sapevate che quei pericolosi urbanisti sovietici hanno avuto l'idea di costruire luoghi pensati "non per viverci, ma per dormirci"? lo sapevate che è stato "il comunismo" a realizzare le grandi periferie operaie destinate col tempo a trasformarsi in ghetti e covi della criminalità? Ebbene sì, i "comunisti" hanno fatto di tutto, per ottenere questo risultato: quando il "mercato" dava la possibilità di realizzare quartieri-giardino a bassa densità e a basso costo, integrati da servizi plurimi e soprattutto gratuiti, questi "comunisti" hanno voltato la faccia da un'altra parte; perché era la "città sovietica" a stare in cima ai loro pensieri, e per nulla al mondo avrebbero accettato i metri quadri di servizi e di verde, di caserme dei carabinieri e di farmacie, che benevolmente ed ingenuamente - e soprattutto gratuitamente - il povero "mercato" offriva loro.

Ciò è quanto rivela ai lettori ignari di tutto questo e sbigottiti Roberto Caputo, presidente del consiglio della Provincia di Milano in quota Forza Italia, mentre propone ora di procedere alla demolizione (non è crollato anche il muro di Berlino?) di simili scempi ("Abbattete quelle periferie", Repubblica, 25 agosto 2003, articolo di Luigi Pastore). Si suppone perciò che la Provincia di Milano abbia qualche idea in merito al come finanziare le demolizioni, al come affrontare il problema inevitabile dell'alloggio temporaneo degli occupanti (abusivi o meno che siano, e posto che non si vive solo per dormire, questi poveracci da qualche parte dovranno pure trovare un letto), e soprattutto in merito al come gestire le ricostruzioni, e sia pronta in questo senso a tendere una robusta mano ai Comuni...

Del resto, se non sapevate tutto questo, potete sempre mettervi in pari, semplicemente riaprendo il "quaderno" che il Presidente del consiglio recapitò a tutte le famiglie italiane prima delle ultime elezioni politiche, là dove è scritto che il suo "vero" mestiere, fra i tanti, è l'urbanista, e si possono ammirare le immagini lussureggianti ed esotiche scattate lungo fiumi e laghetti di Milano 2. Visto?, era così facile! Ma perché non hanno progettato le "periferie" in questo modo, i "comunisti"?

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