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Giuseppe Lo Bianco
Italia a pezzi. Neppure ponti e strade funzionano più
6 Gennaio 2015
Post 2012
«Per la mania delle mega-opere sono stati tralasciati ilavori ordinari e la viabilità minore. Risultato? 5 crolli solo in Sicilia». Ma non solo in Sicilia. Articoli di DanieleMartini e Giuseppe Lo Bianco. Il FattoQuotidiano, 6 gennaio 2015
«Per la mania delle mega-opere sono stati tralasciati ilavori ordinari e la viabilità minore. Risultato? 5 crolli solo in Sicilia». Ma non solo in Sicilia. Articoli di DanieleMartini e Giuseppe Lo Bianco. Il FattoQuotidiano, 6 gennaio 2015


L’ANAS DI CIUCCI:
STRADE E PONTI CHE SPROFONDANO
di Daniele Martini

Sarà colpa degli appalti assegnati con criteri discutibili,dei lavori poco accurati, della manutenzione fatta con il contagocce, oppuredel destino cinico e baro. Fatto sta che soprattutto in Sicilia, ma non solonell'isola, i viadotti e i ponti vecchi e nuovi vengono giù. L'ultimo, loScorciavacche dalle parti di Mezzojuso sulla statale 121 tra Palermo edAgrigento ha battuto tutti i record restando transitabile appena una settimana:inaugurato alla vigilia di Natale è stato chiuso alla fine dell'anno. “Chiusosolo per precauzione”, minimizza parlando con il Fatto Quotidiano Alfredo Bajo, il condirettore generale dellaprogettazione Anas, in pratica il responsabile tecnico dell'azienda pubblicadelle strade committente dell'opera. Dalle immagini appare chiaro, però, che lachiusura più che dettata dalla prudenza è imposta dal fatto che lì le auto nonpossono transitare proprio più, essendo la carreggiata sprofondata per oltre unmetro. Di fronte a quella voragine, a conti fatti è andata bene che non cisiano state vittime. Così come era andata sostanzialmente bene anche lenumerosissime altre volte in cui ponti e viadotti negli ultimi anni si erano afflosciaticome sacchi vuoti.

Manutenzionee arterie minori dimenticate
La provvidenziale assenza di morti o la circostanza che levittime siano state frettolosamente derubricate come incidenti sul lavoro, haimpedito che quei fatti gravissimi e reiterati fossero interpretati per quelche sono: un fenomeno preoccupante e pericoloso, la riprova che l'attenzionespasmodica dedicata dal presidente Anas Pietro Ciucci alle grandi opere, dalfaraonico ponte sullo Stretto di Messina alla regina delle incompiute, laSalerno-Reggio Calabria, ha lasciato il segno sulle strade statali normaliandando a scapito dei lavori minori e della manutenzione accurata. Dopo anni diquesta politica, ora si contano i cocci e anche il governo di Matteo Renzi e ilministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, si rendono conto che non si puòpiù far finta di nulla.
LaTecnis e il gioco dei lavori chiusi in anticipo
Nel caso dell'ultimo viadotto siciliano collassato ci sonomolte circostanze che lasciano perplessi. Per esempio la decisione diinaugurare a tutti i costi l'opera con 3 mesi di anticipo sui tempi previstiper la fine dei lavori affidati da Anas a un raggruppamento di imprese tra cui,con le cooperative Cmc e Ccc, spicca la ditta Tecnis del siciliano MimmoCostanzo, erede di uno dei 4 famosi Cavalieri del lavoro di Catania. Con lostesso sistema della consegna anticipata dell'opera rispetto alla scadenzaufficiale, l'Anas 2 anni fa pagò sotto forma di premio proprio alla Tecnis labellezza di 26 milioni di euro su un lavoro di circa 250 per la costruzione di11 chilometri della Salerno-Reggio Calabria nel parco del Pollino, nonostantequell'autostrada sia tutto tranne che un esempio di lavori veloci. Progettistaera Nino Bevilacqua, un signore che si sposta in elicottero e vive in uncastello affacciato sul porto di Palermo, un professionista tra i più pagatid'Italia, usato spesso da Tecnis. Forse anche per la presenza di Bevilacqua,l'Anas apprezza molto la Tecnis a cui affida spesso e volentieri i lavori. C'èla Tecnis, per esempio, sulla Variante di Morbegno della statale 38 inValtellina, appalto da oltre 200 milioni di euro. C'è Tecnis sullaPalermo-Agrigento e sulla Agrigento-Caltanisetta, sulla Rieti-Terni (altri 170milioni di euro) e c'era Tecnis sulla Variante di Quadri, 2 chilometri e 200metri di asfalto nella Valle del Sangro in Abruzzo costati 40 milioni di euro einaugurati 9 mesi fa.
La pessima condizione dei viadotti e delle strade èmacroscopica. All'inizio di luglio in Sicilia collassò il viadotto Petrulla sullastatale 123 tra Licata a Ravanusa: 4 i feriti tra cui una donna incinta. Subitodopo si accorsero che il vicino ponte Ficili era a rischio e lo chiusero. Nellastessa estate fu sprangato il ponte Gurrieri a Modica e quello della BalataBaida sulla statale 187 a Castellammare in provincia di Trapani. Poco più di unanno prima, febbraio 2013, si afflosciò il Verdura sulla statale 115 traTrapani e Siracusa e il 28 maggio 2009 nella provincia di Caltanissetta vennegiù un pezzo del ponte Geremia II.
Lungoelenco di incidenti, feriti e chiusure
Anche l'elenco dei ponti caduti o chiusi fuori dalla Siciliaè impressionante. Il caso più grave, con un autista di camion morto, risale aduna decina d'anni fa sulla statale 42 in provincia di Brescia dove si spezzò ilviadotto Capodiponte. L'incidente più clamoroso è però quello del ponte sul Potra San Rocco al Porto e Piacenza, unica via tra Emilia e Lombardia oltreall'autostrada e la ferrovia. Lì la mattina del 29 aprile 2009 sprofondò nelfiume un'intera arcata trasformando la strada in una botola in cuisprofondarono 4 automobilisti che rimasero feriti, uno in maniera grave. Suquel pezzo di ponte crollato l'Anas aveva detto di essere intervenuta appena unanno prima con lavori di consolidamento che evidentemente avevano consolidatopoco. Nello stesso anno si verificarono due crolli sulla Teramo-Mare mentre il2 marzo 2011 le impalcature del ponte sulla statale 407 Basentana a Calciano inprovincia di Matera si abbassarono all'improvviso di 2 metri. Nello stessoperiodo sempre in Basilicata chiusero il ponte di Baragiano. Otto giorni dopoin Puglia crollò una parte del ponte tra Vieste e Peschici sulla statale 89. L'11 maggio di due anni fa toccò a un ponte Anas in Abruzzosulla linea ferroviaria tra Terni e Rieti all'altezza di Scoppito.
PALERMO-AGRIGENTO
LA PROCURA INDAGA SUL CEDIMENTO
diGiuseppe Lo Bianco
Sequestro dei documenti di “tutte le fasi dell’appalto”,come dice il procuratore di Termini Imerese Alfredo Morvillo, e nomina di unpool di docenti universitari che hanno il compito preliminare di accertare lecause del cedimento dell’asfalto: il giorno dopo l’allarme per il crollo deltratto di accesso al viadotto Scorciavacche, sulla statale Palermo-Agrigentoall’altezza di Mezzojuso, realizzato da due “coop rosse” e dalla Tecnis delcatanese Mimmo Costanzo, è partita la caccia alle responsabilità. “Ci muoviamosu due fronti – dice il procuratore Morvillo, cognato di Giovanni Falcone –abbiamo sequestrato tutti i documenti relativi a tutte le fasi della gara diappalto per verificare eventuali anomalie, e abbiamo nominato i consulentitecnici che hanno il compito di accertare le cause del crollo”. Dal tipo diaccertamenti necessari, se irripetibili o meno, dipenderà l’iscrizione delleprime persone (tecnici o responsabili amministrativi del consorzio di impreseBolognetta) nel registro degli indagati. “Il fatto è grave – aggiunge Morvillo– e procediamo con urgenza. Nel giro di pochi giorni dovrebbero arrivare leprime risposte”.

Ieri pomeriggio il procuratore Morvillo e il sostitutoFrancesco Gualtieri hanno incontrato due docenti della facoltà di Ingegneria diPalermo ai quali è stata affidata la perizia preliminare. E solo dopo sarannodecise le operazioni tecniche da eseguire. Nel frattempo l’aerea del viadottorimane sequestrata su ordine della magistratura e chiusa al traffico, deviatosulla provinciale adiacente. Per il presidente di Anas Pietro Ciucci, chedomani compirà un sopralluogo sul luogo del cedimento, infine, si tratta di unfalso allarme: “A dispetto di certi titoli e di certe fotografie maleinterpretate o scambiate, nessun viadotto è crollato, il danno ammonta a pochecentinaia di migliaia di euro”. Che non saranno, ha assicurato, a caricodell’Anas: "Non lasceremo niente di intentato per individuare iresponsabili e garantiremo la massima collaborazione alla Procura di TerminiImerese’’ e l'impegno "per il ripristino dell'opera senza oneri a caricodi Anas".

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