loader
menu
© 2022 Eddyburg
Resource Planning and Development Commis
Il suolo: responsabilità, copertura, usi, urbanizzazione
3 Giugno 2005
Esperienze straniere
Approccio ambientalista, in contesto ricco e sensibile. Dallo State of the Environment Report 2003 (f.b.)

Tasmania, Resource Planning and Development Commission, State of the Environment Report 2003, [Land Tenure, Land Use and Land Cover] [Urban Growth] – Estratti e traduzione per Eddyburg a cura di Fabrizio Bottini

Il suolo: responsabilità, copertura, usi

Molti problemi ambientali riguardanti sia il contesto acquatico che terrestre della Tasmania sono conseguenze delle trasformazioni indotte dall’uomo nell’uso del suolo. Ricostruire le trasformazioni di questi usi è importante, dato che si tratta di significativi elementi (e indicatori) di mutamento ambientale. Le decisioni che riguardano responsabilità, funzioni, trasformazioni e localizzazioni riguardo al suolo, hanno implicazioni fondamentali di carattere ambientale, sociale ed economico. La responsabilità nell’uso aiuta anche a definire diritti e funzioni riguardo alla gestione del suolo: parchi nazionali e altre riserve, variamente formalizzate, ad esempio, conferiscono un livello superiore di tutela rispetto ai mutamenti nella copertura del suolo e alla perdita di habitat naturali, di quanto non accada con le superfici di proprietà privata.

La copertura del suolo si riferisce allo stato fisico della superficie, e comprende vegetazione, terreni, rocce, acque, strutture realizzate dall’uomo. È la conseguenza cumulativa dei processi ecologici e delle influenze umane in molte migliaia di anni. Le pratiche aborigene di gestione dei suoli hanno fortemente influenzato la copertura di vegetazione: le popolazioni utilizzavano il fuoco per alterare l’habitat e incrementare la disponibilità di cibo, così come per cucinare, riscaldarsi, o altri usi sociali come le segnalazioni o la guerra.

Decisioni di gestione del suolo più recenti, ne hanno modificato la copertura in modo estensivo. Le trasformazioni sono il risultato di decisioni influenzate dalle forze del mercato e dal sistema delle responsabilità. Le definizioni all’interno del sistema di responsabilità sono in continua evoluzione, influenzate dalle leggi e dai valori collettivi. Il disboscamento è una delle forze significative di queste trasformazioni, ed è discusso in dettaglio nel capitolo sulla Biodiversità.

i sistemi naturali si trovano in uno stato di equilibrio dinamico, che ha impiegato molte migliaia di anni per evolversi. Conservare aree in cui i ritmi naturali di trasformazioni possano avvenire è di importanza vitale, in modo tale da poter conoscere meglio il funzionamento del sistema. Le trasformazioni sono significative quando determinano una perdita di biodiversità, una riduzione dei valori paesistici, o un peggioramento dei servizi forniti dall’ecosistema, come un’acqua pulita e potabile. La diminuzione di alberi nella regione Midlands, forse è il miglior esempio in Tasmania di come le trasformazioni possono impiegare anni a manifestarsi come problema ambientale, ma quando ciò avviene possa essere molto difficile e costoso ripristinare le funzioni “naturali” dell’ecosistema.

Com’è possibile determinare se le trasformazioni nella copertura del suolo sono significative? La comparazione con il tipo di vegetazione precedente alla colonizzazione europea offre una prospettiva sui mutamenti nel lungo periodo. Altre prospettive sono offerte dalla comparazione con zone che sono restate sostanzialmente immodificate e che sono soggette ai ritmi di mutamento naturali, o con la copertura del suolo com’era cinque anni prima. La “significatività” delle trasformazioni dipende dal contesto locale entro cui si verificano.[...]

Lo sviluppo urbano

La minaccia più significativa alla diversità naturale è l’eliminazione delle specie vegetali originarie dalle varie zone, e la loro sostituzione con altri elementi, o usi del suolo. In relazione al livello di impatto sulla biodiversità, questi tipi di disboscamento possono essere considerati in serie continua. Ad una estremità c’è, ad esempio, lo sfruttamento selettivo delle foreste dove, concesso un tempo sufficiente, almeno alcuni degli originari valori di biodiversità saranno ripristinati.

Ad ogni modo, maggiore l’intensità, frequenza, superficie del disturbo o rimozione della vegetazione originaria, maggiore la probabilità di estinzione della flora. Le forme di uso e disboscamento più intensivo, generalmente irreversibili, comprendono la piantumazione, l’eliminazione della vegetazione originaria per pascoli e coltivazioni cerealicole, l’allagamento, lo sviluppo urbano. [...]

Con le residenze sempre più disperse nel paesaggio, l’eliminazione dei vegetali per sviluppo urbano ha anche un sempre maggiore e diffuso impatto sui valori della biodiversità. Comunque, anche lo sviluppo urbano può essere in sé considerato, riguardo alla land clearance, come inserito in una serie continua, dove gli impatti dipendono dall’intensità del disturbo, dalla sua frequenza, dal contesto in cui si verifica.

Gli effetti dello sviluppo urbano variano a seconda della superficie dell’edificio rispetto a quella del lotto, alle dimensioni e intensità dell’insediamento in rapporto al resto del territorio che rimane a bosco, a quanto costruttori e proprietari mantengono la vegetazione originaria, e agli approcci rispetto alla riduzione dei rischi di incendio boschivo. Anche topografia e pendenze influenzano l’impatto generale sul paesaggio dello sviluppo urbano. [...]

Esistono senza dubbio molti esempi di case in Tasmania con una superficie coperta minima rispetto al bushland locale, dove i proprietari hanno adottato un approccio gestionale etico rispetto alla conservazione dell’ambiente. Alcuni proprietari terrieri utilizzano convenzioni, e programmi come Land for Wildlife, Private Forests Reserve Program, o Protected Areas on Private Land, offrono sostegno nella protezione dei valori ambientali.

All’altra estremità del continuum di sviluppo urbano, ci sono gli impatti che avvengono indipendentemente dalle migliori intenzioni, ed è improbabile che una lottizzazione “nel bosco” possa essere realizzata con i edilizi metodi correnti e le aspettative dei residenti. Negli insediamenti, tipicamente, la vegetazione originaria va persa in modo irreversibile. In generale, sulla base dell’attuale domanda dei consumatori per le abitazioni, lo sviluppo urbano è fra le forme più irreversibili di land clearance.

Lo sviluppo urbano esercita pressione sulla biodiversità di un’area. La diffusine dell’insediamento nel profondo del bushland causa la distruzione fisica degli habitat naturali, causa inquinamento (compreso l’arricchimento di sostanze nutritive), e introduce predatori come cani e gatti. Questi fattori spingono più in là i confini dell’area naturale, talvolta sino al punto in cui non c’è più spazio sufficiente a sostenere alcuni elementi del biotopo. Ad esempio, i roditori bettong sono sensibili ai disturbi, e non vivono in ambienti frammentati in piccole porzioni.

Il degrado avviene anche attraverso la raccolta di legna da ardere, specialmente attorno ai centri urbani. Anche se si tratta solo di rami secchi caduti, si rimuove l’habitat e fonte di cibo di molte specie (es. funghi, insetti, uccelli).[...]

la zona costiera della Tasmania è stata particolarmente colpita dall’insediamento urbano. Si sono prosciugate molte aree umide, e distrutte paludi salmastre, sia direttamente dall’edificazione, sia attraverso alterazioni e contaminazioni da scarichi. Lo sviluppo a nastro lungo la costa, in particolare ha seriamente frammentato molte zone di transizione terrra-mare ecologicamente importanti, essenziali per molte specie, come i pinguini, i molluschi di battigia, i crostacei.

Fra i vari altri elementi di minaccia, oltre l’eliminazione diretta delle specie originarie, l’invasione delle piante parassitarie e le trasformazioni nel regime degli incendi sono spesso citati come dannosi per la salute delle zone boscose urbane. Molte specie vegetali sono di disturbo, ma alcune hanno anche la possibilità di invadere gli spazi delle altre, sostituendo del tutto quelle native.

È anche importante il degrado del bushland a causa di altri fattori, come la crescita incrementale dei piccoli interventi (ad esempio: un serbatoio per l’acqua qui, una linea elettrica là, ecc.), l’uso dei veicoli fuori strada, le discariche di rifiuti. Anche se gli effetti di ciascuno di questi elementi possono sembrare di piccola entità e poco degni di nota, si tratta di una “morte da mille punture”, che pone un’enorme minaccia cumulativa sulle zone boscose di area urbana nello Stato. Il livello di disturbo da questo tipo di impatti, spesso è proporzionale allo sviluppo longitudinale del margine di bushland esposto alla pressione dell’insediamento urbano, rispetto all’area totale del resto della vegetazione.

Anche se il fuoco fa parte dell’ecosistema generale, intensità e frequenza degli incendi influenzano la composizione e struttura della vegetazione nelle zone urbanizzate. Una frequenza, intensità, localizzazione non appropriate, possono causare:

● impoverimento della flora e fauna indigena

● rafforzamento delle specie locali più tolleranti e adatte al fuoco

● erosione e/o smottamenti nelle zone in pendenza

● colonizzazione dei terreni spogli o delle superfici erose da parte di specie esotiche

[...]

Il valore della biodiversità nell’insediamento urbano

In quanto spazi in cui i processi naturali operano ancora, con interferenze umane minime, le zone boscose urbane possiedono una serie di valori, tra cui:

● un valore intrinseco, “in sé”

● un valore di habitat per piante e animali

● ospitare specie che aggiungono biodiversità all’ambiente urbano

● valore scientifico per la comparazione con eco-tipi simili sottoposti ad un regime differente (ad esempio agricolo, o forestale ecc.)

● valore di sostegno alla vita, ovvero importanza nel mantenere un sistema biologico vitale per la comunità (ad esempio aria e acque pulite, controllo dell’erosione ecc.)

● valore turistico e per il tempo libero, come spazio per attività informali come guardare, camminare, correre, fare osservazioni più scientifiche ecc.

● valore estetico, per il godimento della vista in termini di colori, forme, ecc.

● valore per il “senso del luogo” nella comunità, ovvero contributo anche alla “immagine” della città, e alla considerazione degli abitanti per l’unicità del proprio spazio di residenza.

Molte delle piante più rare della Tasmania sono presenti in alcuni punti delle zone verdi urbane, cimiteri, fasce stradali, parchi. [...]

Effetti dell’urbanizzazione sulla scomparsa di vegetazione in Tasmania

Fra il 1972 e il 1999 in Tasmania sono stati eliminati oltre un quarti di milione di ettari di vegetazione originaria. Le perdite maggiori di tipi si sono verificate negli acquitrini, nelle praterie e zone boscose di prateria, nelle fasce costiere, nei boschi e nelle zone umide. Le comunità vegetali più in pericolo, ora, sono le praterie e boschi di prateria. Quelle meno influenzate, a partire dal 1803, sono le meno produttive dal punto di vista agricolo, come la vegetazione alpina, e le brughiere e boscaglie occidentali.

Anche se l’urbanizzazione non ha generato la quantità di disboscamento di altre attività di uso del suolo su larga scala, le principali zone urbane della Tasmania sono concentrate in aree dove sono stati notevolmente ridotti tipi di associazioni vegetali quali: praterie e boschi di prateria, fasce costiere, foreste asciutte e zone umide [...].

Nota: qui, al sito governativo della Tasmania, si trovano le versioni originali e integrali dei capitoli del Rapporto sullo stato dell’Ambiente: Uso del Suolo, e Sviluppo Urbano, nonché i links ad altri capitoli, mappe, tabelle ecc. In questa stessa sezione di Eddyburg, altri contributi simili, come quello per il West Australia denominato Bush Forever (f.b.)

ARTICOLI CORRELATI

© 2022 Eddyburg