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Enzo Cirillo
Grandi opere e cantieri virtuali, i soldi sono meno della metà
18 Agosto 2005
Articoli del 2004
Da la Repubblica del 5 aprile 2004. Speriamo che non trovino i soldi per le cose dannose!

ROMA - Il Premier Berlusconi nei manifesti destinati alla prossima campagna elettorale di giugno parla di «93 mila miliardi di lire di grandi opere attivate» dall´attuale governo. L´opposizione contesta questi dati e parla di cantieri virtuali e di progetti faraonici destinati a rimanere tali solo sulla carta. Qual è la realtà? Le risorse disponibili, per ammissione dello stesso ministero per le infrastrutture ammonterebbero a 43 mila miliardi delle vecchie lire, meno della metà.

A fornire la cifra, è lo stesso ministro Pietro Lunardi: «Queste risorse - spiega - rappresentano un dato che può essere dimostrato in qualunque momento». «Per l´esattezza - aggiunge - si tratta di 20, 6 miliardi di euro cui vanno aggiunti altri 10, 9 miliardi di euro, solo due dei quali però effettivamente disponibili, destinati alla riapertura di cantieri oggi sospesi per mancanza di finanziamenti. Siamo di fronte ad uno sforzo enorme anche se ancora insufficiente per raggiungere quegli obiettivi che servono al Paese per superare il gap tecnologico e infrastrutturale che ci divide dal resto d´Europa».

Un dato emerge chiaro: oggi le risorse disponibili rappresenterebbero solo un sesto di quanto previsto dalla legge Obiettivo e molto meno della metà di quanto riportato nei manifesti elettorali. Alla domanda se questo risponde a verità Lunardi replica con i dati di un articolato «dossier» destinato a finire nelle prossime ore sul tavolo del presidente del Consiglio Berlusconi. «Vorrei solo ricordare le gravi responsabilità che i governi di sinistra hanno avuto nel congelamento di opere indispensabili ai cittadini e allo sviluppo dell´economia italiana. A noi è toccato - dice il ministro - il difficile compito di riprendere in mano una situazione ampiamente compromessa. L´opposizione ironizza, dicendo che quando parliamo di ?attivazione di cantieri´ parliamo del nulla. Siamo come i buontemponi che al bar con gli amici dicono di aver attivato l´acquisto della Ferrari solo perché all´autoricambi hanno acquistato uno specchietto retrovisore della casa di Maranello... La realtà è una cosa ben diversa». Ma anche i problemi di cassa e di bilancio sono una realtà con cui fare i conti nel momento in cui sulle grandi opere grava il rischio di pesanti tagli, non inferiori a 10% del totale, per finanziare la riduzione delle aliquote Irpef che Berlusconi persegue in vista della prossima campagna elettorale. «Ho questa brutta sensazione - spiega Lunardi - credo che i tagli verranno fatti. Certo, andranno ad incidere sulle grandi opere e sull´apertura di nuovi cantieri. Si tratta di decidere se tagliare sulle infrastrutture oppure no. La mia opinione personale è relativa al fatto che se non si investe sulla mobilità, lo sviluppo non arriverà mai: quindi io investirei soprattutto sulle infrastrutture. Questo Tremonti lo sa, ma evidentemente ha la giacca tirata da tante parti, dovrà accontentare un pò tutti, oppure fare soffrire un pò tutti».

La situazione comunque sarebbe ancora sotto controllo. «Dei 128 miliardi di euro necessari per il piano delle grandi opere da realizzare in dieci anni, il 35% delle risorse è già reperito: 18, 5 miliardi sono stati stanziati con leggi dello Stato, 11, 9 miliardi arrivano da risorse non spese in passato, 4, 8 miliardi provengono da capitali privati, 7, 9 miliardi di euro infine dalla Ue». Ecco il quadro della situazione.

Cantieri aperti: 20,6 miliardi disponibili. «Stiamo completando l´alta velocità ferroviaria relativa al Corridoio 5 tra Padova e Mestre e Novara e Milano. Sulla Salerno Reggio Calabria con 2 miliardi di euro abbiamo aperto i cantieri per due lotti di lavori. Per il potenziamento della rete ferroviaria pronti 479 milioni per la Ventimiglia-Genova. Disponibili inoltre i primi 4,131 miliardi di euro destinati alla realizzazione del Mose, le paratie mobili della laguna di Venezia. Bene anche i lavori sul grande raccordo anulare di Roma dove c´è una disponibilità finanziaria di 613 milioni. Altri 381 milioni sono già nelle casse della Metropolitana di Napoli.

Opere da cantierare: risorse necessarie 47,9 miliardi «In questo capitolo di interventi - spiega il ministro comprendiamo sia i lavori parzialmente finanziati sia quelli deliberati e finanziati ma fermi per mancanza di progetti o autorizzazione. In questo contesto vanno considerate le opere attivate ovvero già approvate dal Cipe. Ci sono risorse per 47, 9 miliardi, 4, 7 dei quali destinati alla realizzazione del terzo valico alpino sulla Genova Novara Milano, e i 4,7 miliardi di euro, 319 milioni sono in cassa, destinati alla realizzazione del Ponte sullo Stretto per il quale confermo che sarà realizzato entro il 2011».

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