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Antonio Varano
Fisichella: «È in atto un subdolo svuotamento della democrazia»
17 Agosto 2005
Articoli del 2004
Stiamo andando verso il regime, dice l'autorevole esponente di Alleanza nazionale, per colpa della destra e inefficienza della sinistra. Da l'Unità del 29 dicembre 2004

ROMA Professore Fisichella, lei sostiene che è sempre più il governo, invece dei Parlamento, a fare le leggi. È così?

È una tendenza che si manifesta da tempo non solo in Italia ma che in Italia ha raggiunto un livello molto alto.

Da quando e perché?

La tendenza rinvia anche a legislature precedenti ma in questa mi pare ci sia stata una certa accelerazione. Questo apre la strada verso una caduta dell'equilibrio tra esecutivo e legislativo. La letteratura scientifica attribuisce ai parlamenti due funzioni fondamentali: produzione legislativa e controllo politico. Della legislazione ho già detto. I parlamenti cercano semmai di inserirsi nella iniziativa governativa con piccole modifiche e senza grande capacità di promuovere leggi sistemiche. Sul controllo politico gli spazi si stanno obiettivamente restringendo.

Dove porta tutto questo?

Verso la contrazione degli spazi per le classi di estrazione squisitamente politica rispetto a quelle di estrazione economica, tecnocratica, finanziaria, mediatica. Se si restringe lo spazio delle istituzioni rappresentative, in un quadro che registra la crisi dei partiti e per molti aspetti anche dei sindacati, è evidente che gli spazi resi vuoti dalle difficoltà crescenti del Parlamento e dal rattrappimento di partiti e sindacati, vengono riempiti da altri soggetti che non hanno legittimazione democratica.

Andiamo verso una società sempre più autoritaria?

È un rischio, non c'è nulla di ineluttabile anche se ci sono forti tendenze, verso una società dove il criterio di selezione democratica viene per vari aspetti superato da criteri di selezione oligarchici. Per Augusto Comte ci sono due grandi poteri: la forza concentrata e quella dispersa. La prima, è quella delle risorse economiche e finanziarie; la seconda, quella dei grandi numeri e può controbilanciare la prima. Ma se partiti e sindacati sono in crisi, il potere mediatico finisce con l'assolvere un ruolo di indirizzo o di elusione, di sviamento dai grandi problemi reali della società.

Lei parla della crisi della democrazia italiana e in controluce si vede Berlusconi proprietario delle tv. Ho capito male?

Il fenomeno negli Usa s'è manifestato da tempo. I politologi parlano di sistema senza partiti. Il partito è stato sostituito essenzialmente dal potere mediatico, dalle televisioni.

Insomma, da Berlusconi. Ma come possiamo difenderci in Italia? Quali garanzie possiamo darci?

In un sistema bipolare è necessario che i due poli possano competere ad armi pari. Questo, per un verso, esige che siano rispettate certe regole che riguardano anche il sistema mediatico…

…Par condicio…

…Appunto. Per un altro esige che se c'è una opposizione che ritiene che la situazione deve essere corretta, questa opposizione deve comportarsi seriamente, senza dare gli spettacoli che sta dando in questo periodo.

Professore è polemico col centro destra e critico col centro sinistra?

(ride) Veda lei, veda lei.

L'opposizione sottovaluta?

Siamo di fronte a una generale carenza di classi dirigenti in Italia. Una classe dirigente seria, consapevole del fatto che questi sono i problemi, non li ridurrebbe ai particolarismi su cui indulge con troppo frequenza, ad atteggiamenti di antipolitica o di politicantismo partigiano. Sì, direi che non ci si rende conto che in Italia, ma non solo, viviamo un processo di svuotamento per linee interne della democrazia attraverso un indebolimento delle regole e soggetti (partiti, sindacati, istituzioni rappresentative). Questa crisi libera spazi che vengono occupati da soggetti che non hanno legittimazione democratica.

La mancata soluzione del conflitto d'interessi aggrava la situazione italiana?

È uno dei problemi di cui su cui ha ragionato anche il centro destra che però non s'è dato una soluzione soddisfacente. Ma lo svuotamento della democrazia dovrebbe essere affrontato soprattutto dall'opposizione e da quella parte della maggioranza consapevole dei rischi.

Invece l'opposizione non se ne occupa?

Non lo so. L'opposizione mi appare incomprensibile in questa fase.Non riesco a cogliere in essa il senso della consapevolezza della sfida che sta vivendo il sistema democratico italiano.

Il bipolarismo come si colloca nella sua analisi?

Può essere del tutto coerente con una Italia che funziona bene. Non c'è contrapposizione tra bipolarismo e una funzione alta della politica.

E la concentrazione dei media?

Sempre la concentrazione eccessiva è stata una controindicazione per la democrazia. La storia della democrazia europea, l'unica che conosciamo, da 2500 anni a questa parte raccomanda di evitare gli eccessi di concentrazione, quello che gli antichi chiamavano il dispotismo orientale. Il potere deve essere distribuito in modo che non ci sia tutto il potere su un unico capo, su una unica testa.

Voterà l'eventuale legge sulla cancellazione della par condicio?

Alcune leggi che riguardano le regole non le ho votate quando mi è sembrato costituissero un vulnus per la democrazia.

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