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Firenze: Le mani sulla collina
6 Gennaio 2009
Firenze
L’argomentata denuncia dei Comitati dei cittadini di Firenze, contro all’aggressione della collina Fiesolana. Come a Bologna, anche qui amministrazioni di sinistra rinnegano la salvaguardia delle colline, coraggiosamente praticata 40 anni fa

La vicenda di via Arnoldi nella quale un gruppo di abitanti, proprietari dell’unica via di accesso ad uno dei cantieri di cui si sta riempiendo la città, sono costretti a difendersi da provvedimenti di imposizione dell’Amministrazione Comunale, è solo l’ultimo atto di un'aggressione al territorio portato avanti da alcuni costruttori di Firenze, con l’assenso dell’Assessorato all’Urbanistica e la compiacente distrazione della Provincia e della Regione.

Ricordiamo di che cosa si tratta:

Nel 2002 il Comune pubblica un bando per la costruzione di appartamenti secondo il programma nazionale denominato “20.000 case in affitto” ? Decreto Ministeriale 2522 del 27 Dicembre 2001? per la costruzione in aree degradate di alloggi da cedere a canone concordato.

Nel corso del 2005, l’Amministrazione Comunale, invece di partecipare al bando in prima persona, e senza avviare alcuna seria iniziativa per il recupero di aree all’interno delle previsioni del PRG, accoglie in tempi brevissimi progetti per ben 688 alloggi. Delle 9 aree interessate una era a destinazione industriale, mentre tutte le altre, erano riservate a servizi, a funzione agricola o, come nel caso di via Arnoldi, appartenevano al Parco storico della collina e dell’Arno, in cui vige il divieto assoluto di edificare.

Da quel momento tutti i servizi previsti in quelle aree (verde pubblico, servizi sociali, parcheggi, ecc) sono automaticamente cancellati.

Si sottraggono beni e risorse pubbliche per ottenere case con affitti di poco inferiori a quelli correnti sul mercato, permettendo ai privati di ricavarvi ingenti profitti. In pratica i proprietari hanno la possibilità di scegliere, al di fuori di qualsiasi previsione di piano, i terreni su cui investire, ridisegnando l’intera città con la costruzione alla fine di 668 appartamenti.

Le innumerevoli agevolazioni per la proprietà privata in quest’operazione:

- finanziamento statale tramite la Regione del 45% dei costi di costruzione degli alloggi da affittare a canone convenzionato (se la locazione è permanente) e del 25% (se invece è a termine per almeno 10 anni)

- rimborso del 40% dell’ICI per 10 anni

- abbattimento del 40% degli oneri di urbanizzazione

- dilazione del pagamento della restante somma per un periodo di 5 anni

- aumento dei massimali di affitto concordato dal 65 al 75%, poi ulteriormente ritoccati in modo da annullare quasi la riduzione.

- eliminazione degli oneri concessori relativi al costo di costruzione

E soprattutto

un incremento notevole della rendita urbana realizzato attraverso il cambio di destinazione del terreno, reso edificabile, con possibilità di realizzarvi oltre ai 368 alloggi in affitto, anche 300 appartamenti in vendita a prezzo di mercato.

Altro che aree degradate!

Si calcola che con questa speculazione immobiliare i proprietari, a fronte di un costo contenuto per costruire gli alloggi in affitto convenzionato, possano realizzare, solo sugli immobili oggetto di vendita, un profitto del 500%, circa 100.000.000,00 di Euro!

Berlusconi e il senatore Lupi avrebbero saputo fare di meglio?

Nel caso di via Arnoldi i soggetti promotori, giungendo in tempi record a concludere i diversi iter burocratici, ottengono:

- una variante al Piano Territoriale di Coordinamento provinciale

- una variante al PRG del Comune di Firenze

- il parere positivo della Commissione comunale per il paesaggio

- il parere positivo della Soprintendenza ai BB.AA.

- l’approvazione del Piano Urbanistico Convenzionato

Di fronte alle legittime proteste dei proprietari prospicienti l’area, che nel frattempo ricorrono al TAR e presentano anche un esposto alla Procura della Repubblica, l’impresa Le Quinte s.p.a. tenta di forzare i tempi di apertura del cantiere con il pieno accordo del Comune che invia in suo soccorso la Polizia Municipale.

Se l’Amministrazione comunale non esita a diffidare questi cittadini, quella provinciale irride le loro legittime rimostranze, dipingendole come difesa del privilegio di pochi a fronte dell’urgente necessità di alloggio in città.

La Provincia per giustificare, una variante al Piano Territoriale di Coordinamento che va contro ogni sua precedente previsione, arriva ad affermare che quel Piano (PTCP) è “uno strumento totalmente inventato e creato dalla Provincia di Firenze”, che “non ha valenza di uno strumento di tutela paesistica”. Quasi, cioè, una pura e semplice “boutade”.

Si giunge insomma al paradosso per il quale il privato si trova a difendere, contro l’Amministrazione, lo strumento di programmazione da questa creato!

A fronte di amministratori pubblici ostili o latitanti, che per di più non difendono risorse essenziali per la città, è il cittadino a dover garantire interessi giuridicamente protetti di natura urbanistica e a ricoprire il ruolo di difensore di un bene culturale comune!

Questo è ciò che avviene a Firenze!

Le forzature della Società privata e dell’Amministrazione non sono però riuscite ad intimidire gli abitanti i quali, con un presidio stradale, hanno impedito per ora l’inizio dei lavori in attesa degli esiti della sentenza del TAR.

Il progetto prevede la costruzione di tre edifici subito al di là dei giardini privati che separano la zona edificata di via di Soffiano da quella aperta e classificata in precedenza nel Parco.

Si tratta di tre nuovi blocchi la cui altezza giunge fino a tre piani fuori terra, con un volume di 10.400 mc. Essi comprendono 20 appartamenti in locazione, tre in locazione temporanea e 23 in vendita sul libero mercato.

L’edificio, progettato dall’arch. Bartoloni, risulta poco compatibile con il contesto per tipologia, materiali e colore, ma soprattutto, se osservato dai varchi esistenti nell’edificato di via di Soffiano, copre ciò che ancora si può vedere della celebrata collina di Bellosguardo, che oggi si profila a poco più di 500 metri senza alcun ostacolo.

La vicenda di via Arnoldi, oltre che significativa per il tipo di resistenza civile che ha innescato, è esemplare anche perché rivela in quale scarsa considerazione sia tenuto da questa Amministrazione lo straordinario patrimonio territoriale e culturale delle colline circostanti la città, e dell’asta dell’Arno che le generazioni precedenti e innumerevoli battaglie politiche dello scorso secolo, ci hanno consegnato.

Già si parla di un altro terreno da edificare nella stessa zona.

In tutto il territorio comunale i casi di riperimetrazione, di arretramento dei confini, di eccezioni al Parco, sia in collina che sulle rive dell’Arno si stanno moltiplicando. La pressione degli interessi immobiliari è enorme dati gli altissimi valori in gioco ed ogni cedimento dei poteri pubblici, anche limitato, può diventare un segnale per l’attacco generalizzato al regime di vincolo da parte della speculazione edilizia.

La vicenda di Soffiano del resto si lega a quella del Ponte alla Badia, sotto la collina di Fiesole, dove il Consiglio comunale, con apparente leggerezza, ha approvato una variante al PRG, rendendo edificabile un’area fragilissima.

Se a Soffiano e altrove l’alibi è quello delle case in affitto, sotto la Badia Fiesolana la copertura è data dall’Istituto Universitario Europeo, che vuole costruirsi lì il proprio campus, e alle cui richieste l’Amministrazione si accoda zitta e buona, senza neanche uno straccio di convenzione che impedisca in futuro un utilizzo speculativo di quei 60 appartamenti.

Ormai in molti l’hanno capito: questa Amministrazione non si oppone, non propone, non svolge alcun ruolo di difesa degli interessi collettivi!

L’ Assessorato all’Urbanistica non è certo il solo, ma sicuramente è il principale responsabile di questa situazione ormai insostenibile.

Come molti cittadini hanno potuto verificare da lungo tempo questo Ufficio, nelle figure dei suoi principali responsabili, si distingue per arroganza dirigistica, risultati discutibili sotto il profilo della competenza, poca trasparenza, sollecitudine ai poteri forti e chiusura nei confronti di qualsiasi rimostranza, anche ragionevole e perfettamente motivata, che provenga dai comuni cittadini.

Fatto salvo l’impegno quotidiano di numerosi volenterosi consiglieri comunali, tecnici e funzionari dell’Amministrazione, e senza pensare di risolvere facilmente i problemi strutturali degli Enti locali, noi crediamo che l’allontanamento dal loro incarico di quei dirigenti e responsabili politici che in queste ultime vicende si sono distinti per scarsa competenza e arroganza, sarebbe un primo significativo segno, da parte dell’Amministrazione comunale, di voler veramente procedere a quel confronto con la cittadinanza che continuamente proclama.

Per questi motivi e alla luce delle recenti vicende i Comitati dei Cittadini di Firenze chiedono:

- Le dimissioni dell’Assessore all’Urbanistica Gianni Biagi

- Lo spostamento dell’attuale Direttore della Direzione Urbanistica Maurizio Talocchini

- La riorganizzazione degli Uffici che si occupano della pianificazione e della gestione del territorio comunale attraverso la valorizzazione del patrimonio di competenze e professionalità ancora esistente al suo interno

- Il riavvio di un confronto aperto su tutte le scelte di politica urbanistica della città

Anche un articolo dell'Unità del 30 giugno e la Opinione di Lodo Meneghetti

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