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Antonio Sciotto
Caro Delrio, il decalogo è questo
5 Aprile 2015
Post 2012
«Appalti. Nasce la "coalizione sociale" Cgil-Cisl-Uil, Libera e Legambiente, con tanto di richieste al neo ministro: «Legalità e contratti». Separare controllante e controllato. Aumentare i poteri dell’Anac, agenzia guidata da Cantone. Incentivare chi rispetta i diritti del lavoro e stop al massimo ribasso».

«Appalti. Nasce la "coalizione sociale" Cgil-Cisl-Uil, Libera e Legambiente, con tanto di richieste al neo ministro: «Legalità e contratti». Separare controllante e controllato. Aumentare i poteri dell’Anac, agenzia guidata da Cantone. Incentivare chi rispetta i diritti del lavoro e stop al massimo ribasso». Il manifesto, 4 aprile 2015

l primo giorno del neo mini­stro delle Infra­strut­ture Gra­ziano Del­rio è finito sui social per il suo giro in bici­cletta con­tro­mano: l’ex sot­to­se­gre­ta­rio è arri­vato alla sua nuova sede, a Porta Pia, su una due ruote, si è autot­wit­tato per salu­tare i fan, ma poi uscendo ha imboc­cato un bel senso vie­tato. E pazienza se il suo pre­de­ces­sore, Mau­ri­zio Lupi, qual­che tempo fa aveva detto no a tanti comuni che — iro­nia della sorte — chie­de­vano pro­prio l’autorizzazione a vio­lare il con­tro senso per i soli ciclisti.

Aned­doti a parte, essendo stato chia­mato dal pre­mier Mat­teo Renzi a “mora­liz­zare” il mini­stero dopo gli ultimi scan­dali, Del­rio potrebbe deci­dere di con­fron­tarsi con una nuova “coa­li­zione sociale”, nata giu­sto sul tema degli appalti: non l’ha lan­ciata Mau­ri­zio Lan­dini, ma anche lui in qual­che modo ne fa parte. Stiamo par­lando dell’arco di sin­da­cati e asso­cia­zioni — Cgil, Cisl, Uil, Libera e Legam­biente — che qual­che giorno fa ha pre­sen­tato un Deca­logo per una riforma degli appalti pub­blici: regole per far sì che siano tra­spa­renti, pie­na­mente legali, rispet­tosi dell’ambiente, dei con­tratti e della sicu­rezza sul lavoro.

D’altronde una decina di giorni fa, anche il governo ci aveva messo del suo: il mini­stero dell’Economia aveva siglato una sorta di pro­to­collo con l’Anac (l’agenzia anti­cor­ru­zione diretta da Raf­faele Can­tone), volto a boni­fi­care gli appalti. Si rischia il cata­logo delle buone inten­zioni, certo, men­tre magari le maz­zette e le irre­go­la­rità con­ti­nuano a fio­rire indi­stur­bate, ma intanto dalla Cgil spie­gano che non solo fare cul­tura su que­sto tema può essere utile per rifor­mare le leggi e i com­por­ta­menti, ma che sem­pre più spesso — è già acca­duto in diversi ter­ri­tori — si rie­scono a fir­mare accordi con le isti­tu­zioni locali per miglio­rare con­cre­ta­mente la gestione delle opere pubbliche.

Basta dero­ghe per urgenza

Il primo arti­colo del Deca­logo chiede di «ren­dere più effi­cace il qua­dro nor­ma­tivo»: tra i punti più inte­res­santi c’è la richie­sta di snel­lire il codice dei con­tratti per evi­tare il ricorso alle dero­ghe per urgenza; asse­gnare gli appalti sem­pre con gare di evi­denza pub­blica; ridurre il numero dei cen­tri decisionali.

Il secondo arti­colo chiede di «asse­gnare appalti, ser­vizi e con­ces­sioni pub­bli­che solo attra­verso gare stan­dar­diz­zate»: e cioè abo­lire la trat­ta­tiva pri­vata; stan­dar­diz­zare e sem­pli­fi­care con­tratti del mede­simo genere, pre­ve­dendo l’indicazione in fase di gara del con­tratto appli­cato per pro­filo mer­ceo­lo­gico pre­va­lente, con il soste­gno dell’Autorità nazio­nale anti­cor­ru­zione e l’utilizzo del docu­mento di gara unico euro­peo; atti­vare con­corsi per tutte le opere pubbliche.

Il terzo arti­colo del deca­logo della spe­ciale “coa­li­zione sociale” sugli appalti chiede di «raf­for­zare i corpi tec­nici dello Stato per eli­mi­nare il ricorso a pro­fes­sio­ni­sti esterni inpro­get­ta­zione e dire­zione lavori»: per­ciò, tra le altre cose, abo­lire l’istituto del gene­ral con­trac­tor», pre­ve­dere subap­palti con­trol­lati, per cui la parte che va in subap­palto debba essere dichia­rata in sede di gara; sta­bi­lire il divieto di attri­bu­zione del subap­palto a imprese che hanno par­te­ci­pato alla gara.

Pre­miare chi è in «white list»

Il quarto arti­colo chiede di «affi­dare i lavori solo sulla base di pro­get­ta­zione ese­cu­tiva», e di avviare gli appalti solo a fronte di coper­ture certe. Al quinto punto, si chiede di «imple­men­tare e miglio­rare il sistema delle white list», e cioè: pre­miare nelle gare le imprese che non siano coin­volte in vicende di cor­ru­zione e di mafia; ren­dere obbli­ga­to­rio, per le cate­go­rie di lavori sen­si­bili, l’iscrizione alle white list; pre­fe­rire le imprese che hanno buoni e cer­ti­fi­cati risul­tati in pre­ce­denti atti­vità con­trat­tuali, con­trol­lando cer­ti­fi­ca­zioni fiscali e contributive.

Dal sesto punto in poi si chiede il miglio­ra­mento dei sistemi di con­trollo: «ampliare i poteri di inter­vento, vigi­lanza e san­zione dell’Anac». Set­timo arti­colo: «Ren­dere effi­cace il con­trollo tec­nico per ogni appalto», ad esem­pio sce­gliendo «col­lau­da­tori indi­pen­denti sulla base di cri­teri defi­niti dall’Anac e solo alla fine dei lavori, per evi­tare con­flitti di interesse».

Il punto otto evi­den­zia l’importanza dell’informazione: «adot­tare il Free­dom Of Infor­ma­tion Act anche in Ita­lia», «intro­durre il Debat Public per le opere pubbliche».

Il punto nove è per l’ambiente: «Valu­ta­zione di impatto ambien­tale sul pro­getto pre­li­mi­nare, con veri­fi­che nelle fasi suc­ces­sive»; «Uti­lizzo di mate­riali pro­ve­nienti dal recu­pero nei capi­to­lati di appalto». Il dieci, infine, chiede di «tute­lare i lavo­ra­tori»: «con­tra­stare la pra­tica del mas­simo ribasso; rein­tro­durre il rispetto della clau­sola sociale vin­co­lante nei campi di appalto; esclu­dere le imprese che abbiano vio­lato gli obbli­ghi con­trat­tuali verso i lavo­ra­tori; ren­dere obbli­ga­to­rio il paga­mento diretto del subap­pal­tante da parte della sta­zione appal­tante e, in caso d’inadempienza dell’impresa appal­ta­trice, il paga­mento diretto dei lavo­ra­tori da parte della sta­zione appaltante».

La stessa Cgil ha lan­ciato la rac­colta firma per una sua pro­po­sta di legge sugli appalti: con­tro il mas­simo ribasso, per la tra­spa­renza e lega­lità e per la clau­sola sociale.

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