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Roberto Rossi
Brunetta, il ministro più bravo di Tremonti che non festeggia il 25 aprile
25 Marzo 2009
Stupidario
Il loquace ministro merita di essere ospitato nella cartella destinata a questo tipo di esternazioni, in attesa di sostituire questo testo con una antologia. L’Unità online, 25 marzo 2009

Rimane sempre la Lorella Cuccarini del governo, il più amato dagli italiani, ma da oggi è anche “Mr. Brooklyn, gusto lungo”. Perché Renato Brunetta, ospite al forum de l’Unità, è “un riformista determinato di lunga lena” che non molla. “Un vero socialista”, “più bravo di Tremonti”, meno accomodante di Sacconi, “non porto a cena i sindacalisti”. Uno che “non festeggerà il 25 aprile”, ricorrenza “egemonizzata”, con una grande idea in testa, “quella di vendere le ex case Iacp” e creare altri “2 milioni di nuovi proprietari”, e un’ossessione “la lotta al comunismo” e di riflesso alla Cgil “il sindacato che ormai è un partito”.

Per questa ragione, per dare una risposta “all’architettura di stampo comunista” che secondo Brunetta ha pervaso l'amministrazione e l’urbanistica italiana nei decenni scorsi, il ministro ha difeso con forza il decreto legge che il governo è pronto a varare. Nonostante il “piano casa” violi intimamente la cultura delle regole e sia una sorta di condono preventivo il ministro lo considera “una scommessa”. “Io parto da un dato di fatto: la cultura delle regole ha prodotto l’abusivismo. Questo paese è un paese cattolico e ipocrita. Che si rifà a vincoli e piani regolatori per poi disattenderli. Si chiama azzardo morale. Si sottoscrivono patti sapendo di volerli rispettare”. Meglio allora il “fai da te”.

Accanto a questo Brunetta ha anche un suo piano edilizio. Vendere le case ex Iacp. Che sono un milione. Alle quali potrebbe aggiungersi un altro milione di proprietà dei comuni. “Avremmo così 2 milioni di nuovi piccoli proprietari”. La vendita è a un prezzo capitalizzato d’affitto. Circa 30mila euro, il calcolo è del Sole 24 Ore, ad alloggio. Un affare. “Se la comprano subito tutti” ha detto il ministro, anche “i fricchettoni” che “se la comprano e poi se la possono anche fumare”. I soldi esistono. E anche se la case sono per la maggior parte abitate da anziani “questi hanno i figli”. Lo stato incasserebbe 20 miliardi.

Questa è la scommessa di Brunetta. Ministro molto sicuro (ha già in testa un’autobiografia). “Ho il 70-80% del consenso rispetto alle cose che faccio”. Come la riforma della pubblica amministrazione. “Per strada mi fermano gli insegnanti e mi ringraziano”. Non tutti però. E quelli che lo criticano sono “insegnanti comunisti”.

Chi non gli crede lo vedrà presto: l’11 maggio, nel Forum della pubblica amministrazione, il ministro presenterà i suoi risultati. Forse avrà anche la completa mappatura dei precari (circa 40mila, 10-12 mila dei quali saranno assunti) nel pubblico impiego. Sul quale Brunetta annuncia “sorprese” per il suo collega Raffaele Lombardo: “La metà dei precari italiani è in Sicilia...”.

E a proposito di scuola il ministro ha anche detto che non chiederà scusa ai studenti dell’Onda: “Neanche morto”. Nonostante da giovane anche lui abbia manifestato, “ma solo contro i brigatisti”. Nonostante abbia fatto parte della Cgil, “mi ha iscritto una ragazza di Padova, una terrorista, che non so che fine abbia fatto”. “Da buon socialista sono anti comunista e quindi anche contro la Cgil”. Anche se l’attuale segretario, Guglielmo Epifani, è socialista. “Era socialista. I veri socialisti ora sono con Berlusconi”.

Il premier? “Che piaccia o no è un vero leader”. Uno che ha salvato l’Italia “dalla gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto”, che “ha salvato la democrazia in Italia”. “Un leader di rango” che non ha mai detto di essere antifascista , “ma io lo sono”, che non festeggia il 25 aprile. “E fa bene. E’ un festa egemonizzata”. Dai comunisti, si intende.

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