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“A proposito dell’auditorium di Ravello”
31 Gennaio 2010
Lettere e Interventi
arch. Giuseppe Del Zotto, Udine

Cari amici, sono in linea di massima d'accordo con l'autore de L'opinione. Però, detto tra noi, che cerchiamo di non mescolare l'essenza dell'architettura con altre questioni importanti ma di altra natura, andando nel merito di quell'edificio, per quanto posso aver capito dai disegni e dalle molte foto interne ed esterne, mi pare una puttanata. Poi , l'architettura, si sa, al mondo d'oggi, basta saperla raccontare. Le parole, magari scritte su carta patinata, valgono piu' di significati trasmessi da spazi e pietre. Ma così vuole la società a cui piace farsi imbonire . Ho letto le ragioni delle scelte architettoniche espresse personalmente da O. Niemeyer: non solo sono tutte molto opinabili , ma da quelle poteva scaturirne un oggetto completamente all'opposto nelle linee generali. Ho visto recentemente altre opere di personaggi famosi: dal vero è ancora peggio. Non entriamo nemmeno nel capitolo della gestione dei lavori, delle varianti, ecc.; basta sentire, a microfoni spenti , i responsabili degli uffici comunali . A questi "grandi" o ex grandi piace essere portati come la statua della madonna in processione, cioè strumentalizzati, perchè si puntellano a vicenda con questa società. Ma Oscar non è il solo, anzi è in buona compagnia. Attendo con ansia una serie di tomi (forse sarebbero troppi ) sulle puttanate delle archistar che se la ridono bellamente di tutti quelli che si occupano di loro. Se qualcuno ha incominciato quell'opera mastodontica, posso fornigli gratuitamente anche elementi di realizzazioni fatte da queste parti . Qualche voce del dissenso sta per fortuna uscendo dall'omertà.

Mi pare che non solo le archistar ma ormai gran parte del mondo degli architetti sia insensibile alla legalità (vedi il consiglio degli architetti a proposito del piano casa). Non si rendono conto che, in particolare nel Mezzogiorno, il ricorso anche dei pubblici poteri a soluzioni fuori legge alimenta l'illegalismo diffuso nel quale la grande criminalità nuota come il pesce nell'acqua. Quanto alla qualità architettonica, mi pare che l'entusiasmo iniziale cominci a raffreddarsi. Noto che l'ossessivo bombardamento d'immagini dell'auditorium tende a escludere quelle visioni d'insieme che metterebbero in luce come quel volume enorme e rotondo schiaccia la trama minuta e ortogonale dell'edilizia circostante: quella apprezzata da Le Corbusier. (v.d.l.)

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