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Massimiliano Fuksas
2001: fricassea nello spazio
10 Febbraio 2006
Stupidario
Un'involontaria, brevissima quanto esilarante macchietta di sparate "urbanistiche" del famoso architetto, dal libro-intervista Caos Sublime, 2001 (f.b.)

Da: Massimiliano Fuksas, con Paolo Conti, Caos Sublime, Rizzoli 2001

Qual è la sostanziale differenza urbanistica tra metropoli e megalopoli?

Non la quantità di abitanti, naturalmente. È l'accelerazione della crescita. Per parlare chiaramente e terra terra: in Europa non esistono, almeno per ora, megalopoli ma solo metropoli. Megalopoli è Kuala Lumpur, passata in una manciata di anni da alcune centinaia di migliaia di abitanti a 18 milioni. Megalopoli è Dakka, che attira gran parte della popolazione dell'intero Bangladesh. Megalopoli è naturalmente Calcutta, che non smette di ricevere umanità.

La megalopoli è insomma la moderna rappresentazione del nomadismo: l'aggregato si sposta, si modifica continuamente, è qualcosa di duttile.

Ecco perché la megalopoli ha poco a che fare con la metropoli. Perché la metropoli non ha alcuno di quei problemi. E la megalopoli, a sua volta, spesso non ha nemmeno un centro e quindi non è policentrica come la metropoli. (p. 16)

Nota: secca, precisa, questa definizione nasometrica di megalopoli (e di cosa esattamente la distingue dalla metropoli) non ha bisogno di commenti. Di commenti no, magari di un link sì. Un link ad alcuni estratti di Jean Gottmann, il quale circa mezzo secolo fa riteneva ci volesse qualcosa di più complesso e diverso dalla "moderna rappresentazione del nomadismo", per costruire il sistema insediativo che faticosamente (almeno noi) chiamiamo Megalopoli. "Per parlare chiaramente e terra terra", naturale (f.b.)

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