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Per laprima volta uniti in un corteo gioioso oltre150 comitati, associazioni e altrigruppi di cittadinanza attiva. Un lungo corteo costellato da bandiere,striscioni, cartelli, maschere e figure,testimonianza di centinaia di lotte locali, tutte all’insegna di un’unicavolontà: il territorio, le sue città e le sue campagne, i suoi boschi e i suoifiumi, le sue coste e i suoi monti, le sue acque e la sua aria, sono un patrimoniodi tutti, da utilizzare con parsimonia. Sono un bene comune, non una merce. Per la prima volta uniti. Perciò anchequalche problema, da risolvere nella chiarezza e nella reciproca comprensione.Vedremo come

A sinistra vincere si può. Lo mandano a dire da New York, USA

La Giunta regionale ha approvato un nuovo “pianopaesaggistico dei sardi” le cui “norme di salvaguardia”,immediatamente operative, consentono di violare le norme di tutela del pianodella Giunta Soru, vigente fin dal 2006, costruendo nella fascia costiera. Il Mibac si dissocia.Domani informazioni più precise. Qui una nostra dichiarazione >>>

Dichiarazione rilasciata a "La Nuova Sardegna" da E. Salzano: «La Giunta Cappellacci aveva già rivelato la sua volontà di rimuovere tutti i vincoli che tutelano le bellezze del patrimonio universale costituito dal paesaggio della Sardegna (che non è solo dei sardi, come quello di Venezia non è solo dei veneziani). Le varie edizioni del “piano casa” e la legge per il golf, approvate in aperta violazione della leggi vigenti; lo smantellamento dell’ufficio del piano; i proclami pubblicati sulla stampa locale a spese dei contribuenti: tutto ciò aveva testimoniato la pervicace volontà di Cappellacci e dei suoi complici di svendere ai cementificatori - locali, nazionale e globali - il patrimonio comune delle bellezze dell’Isola. La dissociazione dell’ufficio regionale del Mibac dal piano di Cappellacci ribadisce la sua illegittimità. La speranza è che il governo (Bray, dove sei?) intervenga per bloccare subito gli effetti immediati delle perverse “norme di salvaguardia” già operative».

Vedi altri articoli sull'argomento nella cartella SOS Sardegna del nuovo archivio e in quelle SOS Sardegna e La Sardegna di Renato Soru nel vecchio archivio

Inizia oggi a Salerno, col saluto del sindaco-sottosegretario Vincenzo De Luca, il 28° congresso dell’Istituto nazionale di urbanistica. Il tema è: “la città motore dello sviluppo? Quale città, per quale sviluppo? La città della rendita (diritti edificatori, perequazione generalizzata, premi di cubatura) o quella dei cittadini? Lo sviluppo misurato dalla crescita del PIL e dall’aumento della ricchezza dei patrimoni privati o quello derivante dall’uso parsimonioso del patrimonio collettivo?

A proposito dell'Inu si vedano gli eddytoriali in. 38 del marzo 2004, n. 57 del novembre 2004 e n 65 del febbraio 2005, e magari sulla perequazione l'eddytoriale n.119 del dicembre 2008 e sui diritti edificatori la nota "Forse che il diritto impone di compensare i vincoli sul territorio "

Siamo diventati un paese normalmente neoliberista


La Repubblica, 1 ottobre 2013

Centinaia, molte centinaia, sono le zone d'Italia in cui si trovano, sul suolo, nel sottosuolo e nelle acque, sostanze tossiche e pericolose per la salute e per la vita animale. Si tratta di terreni su cui si sono svolte, per anni o decenni, attività industriali chimiche o metallurgiche che hanno generato grandi quantità di scorie solide e liquide, spesso sepolte nel sottosuolo. Si tratta di discariche di rifiuti industriali e urbani. Su tali zone è pericoloso vivere o abitare; da tali zone le sostanze tossiche si sono disperse e continuano a disperdersi nei campi, nel sottosuolo, nelle acque sotterranee e da qui nei fiumi e nei pozzi da cui viene prelevata acqua potabile.

Alcune, 39, di queste zone sono vaste e talmente inquinate da richiedere una ampia e costosa bonifica --- le chiamano "siti di interesse nazionale" (SIN); la bonifica di altre 18 è stata posta nelle mani delle Regioni; altre centinaia devono (dovrebbero) essere bonificate dagli enti locali.

Dove sono questi "siti contaminati", da quali processi e attività sono state generate le scorie, quali sostanze chimiche e radioattive contengono ? Moltissimi uffici, da quelli nazionali a quelli locali contengono dati sulla storia, produzione, natura delle scorie di molti di questi situi contaminati. Molte associazioni e molti studiosi locali hanno volonterosamente ricostruito la situazione dei rispettivi siti. Ma gli effetti nocivi non sono solo locali; prodotti agricoli contaminati da sostanze tossiche presenti nei luoghi di produzione possono circolare in tutti i negozi.

La conoscenza dei siti contaminati, grandi e piccoli, delle sostanze presenti e di quanto si fa (o non si fa) per bonificarli è un problema nazionale.

Al fine di coordinare le relative conoscenze la Fondazione Micheletti di Brescia ha organizzato, per il prossimo 14 e 15 ottobre, un convegno sul tema: "Puliamo l'Italia. Dall'archeologia industriale alla rigenerazione del territorio", a cui sono invitate tutte le persone interessate a restituire a tante zone d'Italia, condizioni di abitabilità in vera sicurezza.

La Fondazione ha anche un sito che sta raccogliendo notizie su singole zone contaminate, da Brescia, a Fidenza, a Pieve Vergonte, un "Atlante dell'Italia da salvare" (www.industriaeambiente.it). Mi auguro che molti partecipino, mandino i propri contributi per arricchire l'Atlante, anche considerando che "bonifica" significa soldi, ma anche posti di lavoro, innovazione tecnico-scientifica - e anche storia dell'industria e del lavoro, e, se volete, amore e rispetto per il proprio paese.
Per informazioni: micheletti@fondazionemicheletti.it, telefono 320.6359812, 338-5898620.


Tutti i parlamentari del cav. Berlusconi hanno consegnato ai sottocapi la lettera di dimissioni, così il re degli evasori fiscali può cancellare quando vuole il Parlamento, impedendo così al Senato di applicare la legge e dichiararlo ineleggibile (dai giornali del 27 settembre 2013)

Leggete ancora una volta, magari qui in eddyburg, le conclusioni del libro "Le città invisibili", di Italo Calvino. L'immagine qui sopra è di Marco Minghetti

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