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Franco Cassano
I partiti, ieri e oggi
16 Febbraio 2008
Pensieri
Queste parole non sono recentissime (da Homo civicus, 2004). Ma possono essere utili oggi, che nuovi partiti sembrano formarsi

Franco Cassano, Homo civicus, Edizioni Dedalo, Roma 2004, p. 12

Per un lungo periodo i partiti sono stati il punto di condensazione privilegiato della cittadinanza, gli strumenti attraverso i quali i cittadini, anche quelli meno potenti, hanno esercitato il loro peso sulle grandi decisioni. I movimenti della cittadinanza attiva trovavano in essi la loro sede principale, anche se non unica, di espressione. A lungo quindi i partiti e lo sviluppo della democrazia di massa hanno marciato con lo stesso passo. Ma oggi ai partiti s'impone di mutare in modo radicale l'immagine di sé e di evitare di rimanere seduti su una soddisfatta e pericolosa autarchia ad ammirare i trofei vinti nelle passate competizioni. Una volta essi ospitavano, accanto agli interessi organizzati, il dibattito culturale e una straordinaria quantità di lavoro volontario. Troppo spesso invece oggi rassomigliano ad agenzie di collocamento, affollate da creditori impazienti di riscattare gli anni di passione commutandoli in piccole o grandi poltrone, convinti di detenere in modo permanente il monopolio legittimo della rappresentanza. Il briciolo di follia, che accompagnava la militanza volontaria e il dibattito culturale nei partiti, si è spostato altrove, alla ricerca di altri canali e altre forme di espressione civile. Si tratta di una ricerca difficile e, come accade alle ricerche vere, tutt'altro che immune da errori e semplificazioni,che pone un problema di grande rilievo: i partiti non possono più pretendere il monopolio della rappresentanza politica, ma devono accettare la sfida della competizione e del confronto, la sfida della cittadinanza. Noi non crediamo che i partiti siano finiti, ma la qualità della vita che li aspetta è nelle loro mani, dipende dalla loro capacità di muoversi nelle nuove condizioni, di tornare ad intercettare ancora un po' di quella follia.

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