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Vittorio Bonanni
20070731 Edoardo Salzano: «Meno dichiarazioni e più lavoro concreto»
8 Marzo 2008
Interventi e relazioni
Un’intervista telefonica, da Liberazione del 31 luglio 2007. Non un “bilancio”, ma alcune opinioni

Edoardo Salzano, urbanista, ideatore di eddyburg , sito dedicato alle questioni di carattere paesaggistico ed urbanistico, è stato professore ordinario di urbanistica del Dipartimento di pianificazione dell'Università Iuav di Venezia, ed è consulente di amministrazioni pubbliche per la pianificazione territoriale e urbanistica. A lui abbiamo chiesto di fare un bilancio sulla politica del ministero dei beni culturali e di rispondere alle recenti polemiche che hanno contrapposto Rutelli a Rifondazione sulla questione dell'ecomostro di Alimuri, in Campania, che il ministro vuole abbattere concedendo però al proprietario una nuova licenza di costruzione in un altro punto delicato della costiera sorrentina. Quando poniamo quest'ultima domanda Salzano vuole ricordare in che mani è la proprietà della costruzione abusiva. «Ho sentito dire - sostiene il professore - che si tratta di persone vicine al presidente della Regione Bassolino».

Professore, a parte questa sgradevole vicenda, già stigmatizzata da Rifondazione, Verdi ed altre associazioni ambientaliste, che cosa pensa, complessivamente, della politica del ministero presieduto dall'ex sindaco di Roma?

Io trovo apprezzabile in Rutelli l'attenzione che presta sulle questioni e la sua capacità di presenza sugli argomenti più scottanti. E tuttavia non ho ancora trovato una risposta adeguata ad alcune attese che ci sono in particolare a proposito del paesaggio. L'attuazione del codice che è uno strumento molto importante per la tutela appunto del paesaggio, dovrebbe vedere gli uffici del ministero molto potenziati e rafforzati. Hanno delle gigantesche responsabilità e dei giganteschi campi di azione. Non si deve distruggere dopo che i vari ecomostri sono stati costruiti ma intervenire prima.

Che cosa prevedono a riguardo le attuali normative?

La legge dà al ministero, e anche a quello dell'ambiente, il potere di realizzare d'intesa con le regioni i piani paesaggistici. Cioè dà il potere di decidere prima che cosa deve essere tutelato di ogni territorio. Invece in questo Rutelli si dà da fare con dichiarazioni, attenzioni, protocolli d'intesa, ma lavoro concreto per rafforzare gli uffici delle regioni e metterli in condizione di lavorare non se ne vede. Insomma si fanno più proclami e conferenze stampa che azioni reali di tutela del territorio comprendendo e utilizzando pienamente gli strumenti che ci sono a disposizione.

Anche le sovraintendenze dovrebbere e protebbero svolgere un ruolo importante. Ma anche in questo caso sono depotenziate e spesso in conflitto con il ministero...

Voglio citare a questo proposito il caso del Friuli Venezia Giulia dove un bravo sovraintendente ha bocciato e chiesto modifiche ad un intervento nel comune di Duino Aurisina, in Baia di Sistiana. Il progetto è stato appunto bocciato e poi restituito al comune, il comune avrebbe dovuto correggerlo e ripresentarlo ma lo ha invece ripresentato tale e quale, il sovraintedente lo ha bocciato di nuovo e Illy e il sindaco del comune hanno incontrato Rutelli il quale gli ha detto che il progetto sarà ora esaminato dalla direzione generale. Adesso voglio vedere che cosa dice la direzione generale! Il ricorso diretto al ministro può diventare un escamotage per quelli che vedono i loro interventi tecnicamente criticati dalla sovraintendenza.

Oltre alla doverosa tutela del territorio, compito di un ministero è anche sostenere la produzione culturale italiana, letteraria, cinematografica e via dicende. Anche su questi aspetti Rutelli ha deluso le aspettative?

Io resto sempre un po' deluso dalle promesse dei ministri. Mi ricordo, tanto per cambiare personaggio ma rimanere sempre con gli ex sindaci di Roma, che Veltroni quando era ministro aveva lanciato lo slogan "non si interrompe una emozione", riferendosi alle interruzioni pubblicatarie in televisione durante la trasmissione di un film. Ebbene le mie emozioni sono continuamente interrotte dalle pubblicità. I ministri devono promettere di meno e fare di più in tutti i settori. Purtroppo la politica ormai ha come esclusivo obiettivo colpire l'opinione pubblica generica. Conta più quello che appare di te in televisione o sulla stampa di quello che concretamente fai. Più la scena che il monitoraggio continuo. Chi governa ha dei poteri gravidi e bisogna che li eserciti una volta per tutte

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