“Reagire allo scandalo degli oneri di urbanizzazione”
Eddyburg
Sergio Brenna
Caro Eddy, ti scrivo all'indomani della definitiva approvazione della Finanziaria, che contiene la previsione per il prossimo triennio dell'uso distorto e criminogeno degli oneri urbanizzativi per sostenere spese correnti dei comuni, come denunciato con forza da Emiliani.
E’ forse opportuno ricordare brevemente come ci si è arrivati. Nel redigere il Testo unico sull'edilizia n. 380/2001 l'allora Ministro Bassanini (centrosinistra) omette di riportarvi l'art. 12 della legge 10/77 (Bucalossi) che obbliga i comuni a versare gli oneri urbanizzativi in un conto vincolato a tale scopo (svista o volontà perversa, vai a sapere). Nel 2004 l'Associazione nazionale delle Tesorerie comunali rivolge un quesito al Ministro delle Finanze Tremonti (centrodestra) che prontamente risponde che se nel TU la norma non c'è, vuol dire che non è più vigente (conclusione di comodo e apertamente illegittima, poiché un TU non può nè introdurre né abrogare alcuna norma). Da quel momento i Comuni si danno alla pazza gioia saccheggiando oneri e territorio. Il Governo Prodi (centrosinistra) conferma l'andazzo per i prossimi tre anni.
Per conto mio, avendo ben presente la gravità delle conseguenze denunciate da Emiliani, avevo proposto ad alcuni parlamentari della Sinistra critica (verdi, rifondazione, PdCI) un emendamento che ripristinava il testo dell'art. 16 della 10/77 introducendo anche qualche miglioramento (separazione tra oneri e monetizzazione di aree pubbliche non cedute nei piani attuativi da usarsi solo per acquisizione di nuove aree, separazione del contributo commisurato al costo di costruzione da destinarsi alla sostenibilità ambientale, ecc.). So per certo che qualcuno l'ha anche presentato, ma l'esito è stato quello che abbiamo visto.
E' per questo che credo indispensabile un'azione concreta di una coalizione di volonterosi che non voglia arrendersi al risultato contenuto in Finanziaria o limitarsi a sollevare un ennesimo inutile mugugno.
Diamoci da fare. Perchè non organizziamo un ricorso al TAR (si tratta di valutare se in una o più sedi e da parte di chi), che metta i nostri governanti di fronte alla perdurante e trasversale illegittimità dei propri comportamenti? L'ultimo atto della Finanziaria riapre i termini per poterlo fare, ma i tempi sono ristretti (60 giorni) e occorre capacità tecnico/giuridica e qualche risorsa finanziaria. Ma credo che l'obiettivo valga la pena di organizzare lo sforzo di mettere in atto quella che mi pare una legittima difesa di chi è interessato a salvaguardare il bene comune territorio.Qualche idea e qualche avvocato amministrativista disposto a seguirci ce l'avrei. Fammi sapere che ne pensi.

Caro Sergio, sono senz'altro d'accordo con te. La questione è molto grave, e merita di essere ripresa in termini di denuncia e in termini di proposta. Siamo disponibili a far nostra e ad appoggiare qualunque ragionevole iniziativa che proporrai. Tieni conto che le risorse di cui eddyburg può disporre sono estremamente esigue: il credito acquisito, e il tempo di pochissime persone. Se pensiamo ad iniziative che richiedano quote di lavoro organizzativo bisogna perciò che troviamo insieme volontari disposti a essere istruiti e guidati.

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