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Valentino Parlato
Volano gli stracci
11 Marzo 2006
I tempi del cavalier B.
Non è a casa di Ciccio il centro dell’infezione. Da il manifesto dell’11 marzo 2006

La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi per aver indotto (con 600mila dollari) l'avvocato Mills, marito di un ministro di Blair, a testimoniare il falso in due processi milanesi. Il ministro della salute Francesco Storace si è dimesso ieri (ci sono già parecchi arresti) per aver organizzato spionaggio e sabotaggio elettorale ai danni di Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini in rapporto alle ultime elezioni regionali. Questi i fatti, noti e stranoti. Gli strilli degli illustri imputati sono egualmente noti e scontati. Proviamo ad avanzare qualche considerazione sempliciotta. Silvio Berlusconi non è schizofrenico, è una persona capace che si è fatta negli affari e poi (pare per salvarsi) è entrato in politica continuando a comportarsi come negli affari, con tutti i maneggi che negli affari servono. Quindi nessuna sorpresa o scandalo, l'uomo è fatto così, è sempre lo stesso ma essendo entrato pesantemente in politica, i magistrati stanno più attenti.

Analogo, anche se diverso il caso Storace: viene dallo squadrismo e non ha perso la passione per le operazioni speciali, come organizzare spionaggio d'assalto anche ai danni della nipotina del Duce. Che poi i due, Alessandra e Francesco si trovino nello stesso schieramento elettorale dice qualcosa su entrambi. Va aggiunto che quasi certamente Storace è stato indotto alle dimissioni da Fini e Berlusconi, preoccupati di tenersi un ministro cosiffatto a poche settimane dal voto.

Terza considerazione: il fronte della Casa delle libertà raccoglie quel che ha seminato, ma non ha più la forza di zittire chi dice che il re è nudo e piuttosto brutto. Capita così anche ai grandi banditi: fino a quando hanno successo sono bravi, coraggiosi e innovativi, appena gli va male sono coperti di insulti. Il cane morde chi è vestito di stracci recita un proverbio siciliano.

Insomma, perché non ricordiamo lo scenario delle elezioni politiche del 2001 quando D'Amato era presidente di una Confindustria appassionatamente berlusconiana? Se ora ha cambiato non è per ragioni ideali, ma materiali: la politica economica di Berlusconi non li ha fatti guadagnare quanto desiderato, e così anche parte di sindacati. Allora c'era una benevola attenzione di Cisl e Uil, oggi non più.

E ancora, Berlusconi con il suo slogan «arricchitevi come ho fatto io» riuscì a catturare anche l'attenzione e la benevolenza dei tassisti. Oggi nei taxi la musica è diversa. Se quelli che lo avevano sostenuto non lo fanno più una ragione c'è e Berlusconi dovrebbe rendersene conto, come - anche questo è sintomatico - se ne rendono conto i suoi alleati ex fascisti ed ex democristiani, per i quali, non a caso, Paolo Mieli ha avuto un occhio di riguardo.

Per ultimo c'è una quarta considerazione che si compendia nel detto latino «motus in fine velocior»: ogni movimento nel suo concludersi diventa più veloce. Un grave in caduta acquista il massimo di velocità quando sta per sbattere per terra. Il caso Mills, il caso Storace e certo altri ne verranno dicono che la velocità di caduta di Berlusconi sta raggiungendo il massimo.

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