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Annachiara Sacchi
Visite guidate alle cascine. Il Fai: il parco Sud va salvato dal cemento
1 Ottobre 2011
Milano
La città è della gente, in senso lato, ovvero green belt agricola compresa. Ma bisogna spiegare bene il concetto, no? Corriere della Sera Milano, 30 settembre 2011

Salvate il Parco Agricolo Sud. Dalle ruspe, dalla cementificazione, da strade e autostrade «che rischiano di frantumare i poderi dei contadini», dalla destrutturazione di un patrimonio «fondamentale per Milano». Il presidente onorario del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi, rinnova il suo appello a difesa della cintura verde cittadina, 47 mila ettari di coltivazioni, cascine, abbazie. E con lei scendono in campo gli agricoltori e il Comitato Expo, sostenuti da Intesa Sanpaolo. Con una priorità: far conoscere ai milanesi le ricchezze del Parco Agricolo Sud. Il primo appuntamento: domani in piazza dei Mercanti e domenica nelle campagne. All'aria aperta.

Un weekend di itinerari storici, naturalistici, di laboratori, assaggi, visite guidate, gite in bicicletta. Si chiama «Via Lattea» l'iniziativa promossa dal Fai, dalla Confederazione italiana agricoltori, da Expo. Il progetto è quinquennale, da qui al 2015 i milanesi saranno accompagnati alla (ri)scoperta del Parco Sud, «polmone» agricolo della città (ma non sufficiente a nutrirla: l'autonomia alimentare della Provincia è di circa 35 giorni) e culla identitaria della millenaria cultura lombarda.

Ecco quindi il programma. Domani, dalle 10 alle 18, tra piazza e via Mercanti saranno allestiti stand con degustazioni di prodotti lattiero caseari. Si possono portare anche i bambini: per loro ci saranno laboratori, pannelli illustrativi e una piccola fattoria con gli animali. E il giorno dopo si parte: domenica i volontari del Fai Lombardia accompagneranno i milanesi lungo quattro percorsi (pedonali e ciclabili) nei luoghi della produzione del latte (per informazioni, www.fondoambiente.it). C'è il circuito Albairate-Cascina Forestina, quello di Gaggiano, di Zibido San Giacomo, del Parco delle Risaie. Natura e cultura. In mezzo, chiese, cascine, musei, borghi, marcite.

La filosofia, tanto semplice quanto efficace, è quella che accompagna il Fai dal 1975: «Si difende ciò che si ama e si ama ciò che si conosce». Obiettivo non facile. «Ma siamo una squadra unita», dice il vicepresidente esecutivo del Fai, Marco Magnifico. E combattiva: «È necessario conservare questo patrimonio che non è riproducibile — è il messaggio di Giulia Maria Mozzoni Crespi al presidente della Provincia, Guido Podestà —: non servono nuove autostrade (dalla Brebemi alla Tem) che frammentino il territorio». La risposta di Podestà: «Condivido, ma non posso dire che tutto è semplice». Sarà una lunga battaglia. Ma al Fai ci sono abituati: «Certe tendenze vanno invertite. Dobbiamo pensare al domani, non all'oggi».

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