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Ernesto Sebastiano; Milanesi Canetta
Vicenza modello Variati
11 Settembre 2010
Altre città italiane
Il nuovo piano urbanistico comunale e le grandi opere pubbliche e private terreno d’incontro tra componenti dei due schieramenti politici. Il manifesto, 10 settembre 2010

Il tallone d'Achille è sempre l'urbanistica. Anche per Variati, sindaco [di centrosinistra] rieletto nel 2008 per soli 527 voti nel ballottaggio con Lia Sartori (ex Psi, scelta da Galan, europarlamentare Pdl). All'epoca tutto ruotava intorno alla nuova base americana al Dal Molin: una sorta di referendum fra il democristiano allievo di Mariano Rumor pronto a dialogare con i movimenti e la primadonna del centrodestra (Forza Italia, An e Lega) che aveva appena abbattuto il governo Prodi&Visco. Ora si fa strada il paradosso dei due avversari diventati improvvisamente "amici". Una tesi che trova più di un riscontro politico tanto nel Partito democratico quanto nel Pdl vicentino. Di più: c'è chi si spinge fino a tratteggiare l'«amore segreto» fra il sindaco e la sua maggiore oppositrice a palazzo Trissino.

I pretesti che hanno alimentato quest'interpretazione si sono moltiplicati negli ultimi mesi. Variati ha sposato con entusiasmo il "manifesto" intitolato Verso Nord, cioè l'appello lanciato insieme da altri due ex nemici come l'ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari e il portavoce storico di Galan, Franco Miracco. Lia Sartori, invece, si è distinta come riferimento obbligato delle lobby vicentine con conseguenti contraccolpi durante la fusione fredda fra berlusconiani e apparato di An (in particolare, Sergio Berlato ed Elena Donazzan).

La carte si rimescolano proprio con l'urbanistica. Il Piano di assetto territoriale spiana la Vicenza del futuro significativamente bipartisan. In Provincia, intanto, sono stati assegnati i nuovi centri commerciali con la bilancia ancora in perfetto equilibrio politico. Così è nato il sospetto dell'inedita convergenza di Variati e Sartori ben al di là del recinto dei rispettivi partiti.

Il primo campanello d'allarme l'ha suonato il guastatore Luca Balzi, consigliere comunale del Pd. È lo stesso che aveva annunciato di votare per il leghista Zaia presidente della Regione (con conseguente deferimento disciplinare). Continua a professarsi fedele al sindaco, tuttavia ha preferito non votare l'ultimo bilancio di Variati. E per poco non ha trasformato in rissa il faccia a faccia in aula con il capogruppo Federico Formisano.

D'altra parte, il clima è più che avvelenato. Lo dimostra la lettera, sia pur anonima, ricevuta da tutti i consiglieri comunali. Gli «elettori di Variati pentiti» soffiano sul fuoco delle polemiche, lasciando intendere che il vero governo di Vicenza passa solo attraverso i salotti buoni della finanza e dell'imprenditoria. Valeva quand'era sindaco il berlusconiano Enrico Hullweck (ora a capo dello staff del ministro Bondi) che ha sposato l'architetto Lorella Bressanello.

Nel Pdl coltivano un teorema speculare. Il capogruppo Maurizio Franzina parla esplicitamente di «melassa» in comune fra Variati e Sartori. E non esita ad esporsi sul fronte degli interessi del "partito del cemento" che anche a Vicenza attraversa banche, professionisti, imprese edili e gestori dell'immobiliarismo. È Franzina che traduce la decisione maturata in Provincia, retta dal leghista Attilio Schneck. Secondo l'esponente del Pdl, «stanno per arrivare due nuovi centri commerciali, uno voluto dalla Lega, uno da Variati». Il riferimento corre alla recente approvazione di Palazzo Nievo del Piano territoriale di coordinamento provinciale, dove spuntano due maxi operazioni urbanistiche sulle ultime aree agricole intorno a Vicenza. Accanto alla possibile conversione commerciale della cubatura privata del Centro logistico di Montebello (coinvolge il deputato leghista Alberto Filippi?), spicca il progetto Vicenza Futura, con il nuovo stadio affidato ai privati che si "offrono" di costruire il nuovo Menti a Vicenza Est in cambio di una cospicua lottizzazione commerciale.

In municipio liquidano tutto come basse insinuazioni. «Ma quali inciuci. Le fantasie malevole di Franzina sono dovute solo alla guerra intestina tra di lui e il resto del suo ex gruppo consiliare. Problemi loro. Ma che non si permettano di gettare ombre su di me» avverte il sindaco. Ma la polemica registra anche le "bordate" di Bruno Carta, coordinatore cittadino Pdl. Sedeva come assessore nella giunta Variati degli anni Novanta. E si conoscono come solo due veri democristiani Doc possono: «È stato bravo, un artista. Ha preso in giro quelli del No Dal Molin e si è preso i voti. Adesso si sposta al centro e concede tutto agli americani, confezionando anche la bufala del parco della Pace. Politicamente è stato bravissimo: li ha tenuti sulla corda, e poi ha detto: abbiamo fatto tutto il possibile, ma la base non si può fermare...».

In questo quadro si inserisce anche la vicenda denunciata da Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale della Federazione della sinistra. Sollecita la giunta Zaia a far chiarezza sulla vicenda del Centro Intermodale di Montebello. Riguarda la Cis Spa nata nel 1988 con capitale pubblico: Provincia, Autostrada Brescia-Padova, Banca Popolare di Vicenza, Fiera, Comuni di Vicenza, Montecchio Maggiore, Brendola, Arzignano. «La Cis ha accumulato ingenti perdite, senza, peraltro, realizzare il centro interscambio merci. Per sopperire, la società ha ceduto tramite bando di gara i terreni di sua proprietà a un privato. E così, con l'arrivo del privato e l'approvazione del Pati si è assistito ad un cambiamento nella destinazione di uso dell'area: da centro logistico a megacentro commerciale».

In municipio, la ripresa dell'attività amministrativa si profila ostica. Variati conta sull'autonomia del politico in versione primo cittadino, un po' come Flavio Zanonato a Padova. Entrambi hanno rinnovato i legami con la Compagnia delle Opere: il Comune di Vicenza aveva addirittura uno stand ufficiale al meeting ciellino di Rimini, dove sono tornati in processione sindaco, vice sindaco e rettore dell'Università di Padova. E il fallimento dell'operazione Venezia 2020 ha inesorabilmente riaperto i giochi in esclusiva chiave municipale. Variati (come Zanonato) incarna il "doroteismo" transitato fino al Pd. Se mai, è Lia Sartori a doversi districare nelle trappole del centrodestra. Non può più recitare il ruolo di contraltare di Variati, perché nel Pdl vicentino si punta a girare pagina. L'ombra lunga della Lega preoccupa perfino a Vicenza, ma nessuno arriva ad immaginare un "ribaltone" clamoroso solo ed esclusivamente contro Manuela Dal Lago aspirante sindaco. Sintomatico il giudizio del capogruppo leghista in Regione Federico Caner: «È un dato di fatto che esista un sistema di potere, di persone, di lobby che fa riferimento a Galan. Per carità, capiamo: sono situazioni che si creano naturalmente in tanti anni di governo. Adesso però è arrivato il momento di cambiare».

A Venezia la voce è insistente. «I leghisti sembrano sospettare soprattutto dei mega-progetti come Veneto City, ma anche del project financing sugli ospedali e sulla viabilità. Ma tengono sott'occhio anche il Pat di Vicenza». Il tallone d'Achille?

IL PIANO

Il sindaco disegna la città del futuro

«Un'idea di città nella quale un bambino di oggi vivrà bene anche fra dieci anni». Così il sindaco Achille Variati descrive la Vicenza del futuro disegnata dal Pat approvato a fine 2009. Obiettivo: trasformare la quarta città del Veneto in un vero e proprio centro regionale. Da qui le previsioni: 5-6 mila nuovi residenti nei prossimi 10-15 anni e il superamento della soglia «essenziale» di 10 mila studenti. Imperativo categorico: togliere il traffico di attraversamento del centro storico. Ma anche ridisegnare l'impianto infrastrutturale a partire della nuova circonvallazione nord. Alta velocità e Corridoio 5 sono gli altri punti fermi. Oltre alla mobilitazione delle risorse patrimoniali liberate dalle operazioni urbanistiche in corso: il trasferimento del tribunale a Cotorossi, degli uffici comunali nel comparto del nuovo Teatro, e le operazioni relative all'ex Centrale del Latte e alla Vecchia Dogana. Le linee guida ridisegnano le aree del Villaggio del Sole e del Villaggio della Produttività: saranno collegate da una piazza, con l'interramento di un viale. Ma è "rivoluzione" per la viabilità a ridosso del centro «con la città che si ricollega al colle di Monte Berico grazie a un nuovo tunnel tra viale Fusinato e la Riviera Berica». In questo contesto si inserisce la realizzazione della dorsale metropolitana pubblica Est-Ovest, con le corsie preferenziali per i filobus su gomma e il progetto di nuovo centro culturale di livello europeo, oltre al recupero dell'area dello stadio Menti. Infine Variati prepara il riassetto del confuso agglomerato industriale di Vicenza Ovest-Altavilla-Creazzo.

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