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Gabriele Cereda
La Regione boccia il Pgt di Monza troppo cemento, poco recupero
20 Febbraio 2012
Altre città italiane
Le leggi, specie sui requisiti ambientali, anche se votate dal centrodestrsa, qualche garanzia la danno: tiè. La Repubblica Milano, 19 febbraio 2012 (f.b.)

La Regione boccia il Pgt di Monza targato Lega e Pdl e firmato da Paolo Romani, ex ministro dello Sviluppo economico e, fino a qualche mese fa, plenipotenziario di Berlusconi nelle vesti di assessore all’Urbanistica. La maggioranza, però, fa sapere di essere pronta ad impugnare il parere uscito dal Pirellone. Esulta invece l’opposizione di centrosinistra: «Con oggi si è messa la parola fine sul mandato di questa amministrazione». Una batosta per la maggioranza che aveva puntato forte sul documento di programmazione urbanistica, per il quale si era speso anche l’ex premier. Risale a poche settimane fa il vertice a Villa San Martino con i maggiorenti del Pdl locale nel quale il padrone di casa aveva dettato la linea da seguire: «Prima si approva la variante, poi si parla di candidati».

Sei i poli strategici e 41 gli ambiti di trasformazione individuati dalla maggioranza, 314 gli ettari interessati dal progetto che avrebbe ridisegnato lo skyline del capoluogo brianzolo. Una colata di 4 milioni di metri cubi di cemento per far spazio e 35mila abitanti in più. Tra gli interventi più discussi la Cascinazza, l’area verde che finisce a mollo con due gocce d’acqua, dove era stato dato il via libera a un intervento di 420mila metri cubi tra residenziale e terziario. Di proprietà della Istedin di Paolo Berlusconi, finita nelle mani di Axioma Real estate per 40 milioni di euro. Nell’atto di compravendita (ottobre 2007) era stata inserita anche una clausola di non poco conto: nel caso la zona fosse stata resa edificabile, la vecchia proprietà avrebbe ricevuto un secondo assegno da 60 milioni di euro.

Quando ormai la giunta credeva di aver messo in cassaforte la maxi variante è arrivata la doccia fredda. La Direzione generale territorio e urbanistica della Lombardia, punto per punto mette in discussione l’intero progetto. Manca, si legge nelle 52 pagine, «la riqualificazione del territorio e la minimizzazione di consumo di suolo libero». Di più: «L’impostazione del piano non sviluppa i requisiti richiesti dalla normativa regionale». L’assessore monzese all’urbanistica, Silverio Clerici, ha radunato la sua squadra che già da ieri sera è al lavoro per preparare la controffensiva. «Presenteremo delle controdeduzioni, per noi non cambia nulla» obietta l’assessore. «Non hanno i tempi per rattoppare. La Regione ha stroncato l’intero programma di questa amministrazione», replica Roberto Scanagatti, capogruppo del Pd. Le elezioni del 6 maggio incombono, del Pgt di Monza si dovrà parlare nella prossima amministrazione.

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