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Laura Guardini
Via all’«autostrada verde» da Varese a Bergamo Cantieri aperti tra un anno
5 Aprile 2009
Padania
Nel modello di sviluppo lombardo ormai consolidato, fra poco resterà solo il verde negli svincoli. Il Corriere della Sera ed. Milano, 4 aprile 2009 con postilla (f.b.)

MILANO — La data di apertura al traffico, 2015, la fa da protagonista all’ultimo piano del grattacielo Pirelli, impressa in verde sul cartellone che è il piatto forte della scenografia di presentazione: viene alla ribalta il proget­to definitivo della Pedemontana — 87 chilometri tra autostrada e tangenziali «rispettose dell’ambiente» da Cassa­no Magnago a Brembate at traverso 5 province e 85 comuni — la «strada per la città infinita» che aprirà i suoi primi cantieri entro il marzo 2010 per il tratto Cassano-Lomazzo. Della Pedemontana si parla dagli Anni Sessanta: e infatti, nel 1984, ilCorriereannunciava che «il collega mento Varese-Como-Bergamo,uno dei vecchi sogni del la viabilità lombarda, finalmente è risolto». Allora 750 miliardi di lire rappresenta vano l’80% dei finanziamenti, ora la spesa sarà di 4,7 miliardi di euro, suddivisi tra il progetto di finanziamenti privati in cambio di concessioni (3,5 miliardi) e fondi pubblici.

Nel salotto buono del Pirellone, per la festa alla sospirata autostrada (che, tra le opere di mitigazione prevede 90 chilometri di percorso ciclabile e pedonale dalla provincia di Varese a quella di Bergamo) si sono riuniti tutti i protagonisti dei capitoli più recenti della storia di questo progetto: il presidente della Regione Roberto Formigoni,l'assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo, il presi dente della Commissione Lavori pubblici del Senato Luigi Grillo, i presidenti delle Province di Milano, Filippo Penati, e di Como, Leonardo Carioni, e il presidente di Pe­demontana, Fabio Terragni, oltre ai progettisti che hannolavorato a tempo di record (dal giugno al dicembre 2008) ai 15.700 elaborati del la versione definitiva.

Otto-nove mila posti di lavoro per cinque anni («sarà il più grande cantiere italiano anche rispetto alle opere destinate all’Expo» ha detto Fabio Terragni, presidente diPedemontana Lombarda spa); 62 mila veicoli al giorno in viaggio più veloci («abbiamo evitato che in Lombardia nei prossimi anni si arri vi al traffico marmellata, ri­sparmiando 45 milioni di ore all’anno altrimenti passa te in coda, e diminuendo di oltre 380 mila Kg/anno il carico di inquinanti» ha sottolineato Formigoni) sono alcuni dei numeri della Pedemontana. A far accelerare il pro getto due elementi: l’accordo di programma, con «centinaia di incontri» per il confronto fra gli enti coinvolti, e la nascita della Cal — Concessioni Autostradali Lombarde —, società mista Anas-Regione «che ha accorciato gli iter procedurali». «Un metodo fondamentale per il nuovo sistema viabilistico lombardo fondato principalmente sul le tre grandi opere Brebemi, Tem e Pedemontana. E tutte e tre saranno pronte per il 2014» ha assicurato Formigoni.

Postilla

Significativo, che l’annuncio dell’apertura dei cantieri della Pedemontana avvenga parallelamente alla dismissione del Piano Territoriale della Provincia di Milano, ovvero di uno dei rari e ultimi tentativi di opposizione al modello di crescita/sprawl lombardo. Di cui queste autostrade (con buona pace delle pur ottime opere di mitigazione studiate da Arturo Lanzani e Antonio Longo) sono la struttura portante, nel classico e sperimentato modello internazionale che attraverso le grandi arterie si alimenta, riproduce ed estende. Pur nelle limitate possibilità concesse dalla legislazione lombarda alla pianificazione di area vasta, a tutto “vantaggio” delle scelte comunali, il PTP milanese tentava, se non altro, di arginare gli effetti più deleteri dell’insediamento diffuso “auto-oriented” , imponendo proprio nelle aree di interposizione fra la fascia pedemontana interessata dall’autostrada e il nucleo urbanizzato centrale compatto attorno al capoluogo, un minimo di reti aperte ed ecologiche. La trasversalità dell’entusiasmo incondizionato (almeno come raccontata dalla stampa) alla Grande Opera, conferma la rinuncia anche da parte del centrosinistra ad elaborare orientamenti diversi in materia di ambiente e territorio. Sperando in qualche smentita. (f.b.)

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