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Sergio Bocconi
«Via al piano da due miliardi, Citylife sarà realtà»
14 Novembre 2010
Milano
La città ideale nei conticini dei finanzieri, tutto si tiene nelle tabelline dei profitti, il resto sono solo chiacchiere e distintivo. Pagine economiche Corriere della Sera, 14 novembre 2010 (f.b.)

MILANO — «Vede? Quelli sono gli appartamenti progettati da Zaha Hadid. E qui al centro dall’estate vedremo "spuntare" il primo dei tre grattacieli. Li faremo tutti e tre, magari quello di Daniel Libeskind un po’ meno storto. Ma non sarà molto diverso perché le torri sono il simbolo di Citylife». Claudio Artusi, amministratore delegato della società che sta realizzando il progetto urbanistico sull'area delal ex Fiera di Milano, punta il dito verso il cantiere. Difficile immaginare oggi gli alberi, i palazzi, le torri, il museo: separato dal resto della città da un muro nemmeno troppo alto c'è una specie di grande cratere. Dice però Artusi: «Ora Citylife ha azionisti, governance, finanziamenti. la macchina è partita e non si fermerà fino a lavoro concluso».

Però il socio (con opzione di uscita) Ligresti ha detto che l'iniziativa è difficile e vi occorre l'appoggio delle banche.

«L'ingegner Ligresti ha senz'altro un punto di osservazione più ampio del mio. Però Generali e Allianz hanno confermato di restare con aumenti di capitale, acquisendo la quota di Lamaro-Toti e, per quanto riguarda la compagnia triestina, manifestando la volontà di rilevare eventualmente anche quella dello stesso Ligresti. Come capo azienda una maggior affidabilità da parte degli azionisti non potevo immaginarla. E per quanto riguarda le banche, se ci fossero state difficoltà qualche defezione ci sarebbe stata nel pool dei sei istituti che ha invece confermato il contratto di finanziamento da 1,4 miliardi, non crede?».

Lamaro o Ligresti usciranno dal general contractor Tre torri?

«Con Tre torri abbiamo i contratti su due lotti di appartamenti. Sugli altri progetti Citylife si è solo impegnata a chiedere a Tre torri la prima proposta, che non è vincolante. Quindi il "diritto" si ferma alla partecipazione alla gara. Insomma: dell’assetto di Tre torri e di altri general contractor ci premono solo qualità e competitività».

Quanto avete già utilizzato delle risorse a disposizione?

«Finora 550 milioni su 1,4 miliardi e i soci hanno versato 320 milioni, più o meno la metà di quanto si sono impegnati in termini di equity. Su 100 euro 70 provengono dai finanziamenti bancari e 30 dai mezzi propri messi a disposizione dagli azionisti. L’altra risorsa è rappresentata dagli incassi da vendite: più sono, meno devono versare gli azionisti».

La crisi vi ha fatto modificare i piani. Come?

«L’area del progetto è di 366 mila metri quadri, di cui 170 mila dedicati al parco, il terzo in città per dimensioni. Originalmente era previsto che il 55% della cubatura totale fosse residenziale e il 45% destinato a uffici e locali commerciali. Le dinamiche di mercato non sono facili da prevedere, ma abbiamo aumentato la possibile quota riservata agli appartamenti fino al 70%. E stiamo riflettendo se destinare al r esi denziale l a t orre Li beskind».

Timore di uffici sfitti? A Milano non mancano.

«E resteranno sfitti: significa che l’offerta non risponde alle esigenze degli operatori. Noi scommettiamo su Milano e pensiamo ci sarà richiesta di location di "classe A"».

Gli appartamenti quanti saranno? «Più o meno 1.100-1.300». Si parla di prezzi piuttosto alti.

«È tutto trasparente. Finora abbiamo messo in vendita 450 apni di prezzo, secondo la disposizione su strada o su parco e il piano, sono ampie: da 6-6.700 euro fino a 11.500. Criticità nella domanda sono più legate ai timori legati a comprare sulla carta o a trovarsi a vivere con i cantieri ancora aperti, meno al fattore prezzo. La casa è un bene rifugio e in un certo senso crisi e incertezza favoriscono l’investimento.

C’è ancora un ricorso sugli oneri da versare al Comune.

«Sì, "ballano" 18 milioni. Citylife deve versare al Comune, fra opere e denaro, circa 220 milioni. I principali contributi in opere sono 25 milioni per la Metro 5,16 per il parco pubblico; in denaro 45 milioni per il museo di arte contemporanea, 12 per il Vigorelli, 8 per il Padiglione 3».

Ci sono timori sull’impatto ambientale.

«Citylife sarà a "emissioni zero"...».

Però aumenteranno la popolazione che vive e lavora in zona e il traffico

«Abbiamo calcolato circa 5 mila persone residenti e 5 mila che vengono ogni giorno per lavorare, più l’afflusso al parco, al museo di arte contemporanea, al centro commerciale. Per quanto riguarda i residenti, Citylife sarà la zona pedonale fra le più ampie d’Europa e tutti le famiglie dovrebbero disporre di almeno due posti auto. Sul traffico: vogliamo confrontarlo con quello che periodicamente veniva richiamato dalla Fiera?»

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